Crisi? Sì, ma non per i beni culturali. Visitatori a +10% nel primo semestre del 2011

Italia in crisi? Beh, non si può certo dire che l’aria che tira sia delle più salubri, specie a livello finanziario. Ma capita spesso di leggere che i problemi investano anche il turismo ed il patrimonio artistico culturale del Belpaese: sarà l’estate, e la tendenza a cercare “la notizia” sensazionale anche dove non c’è, sarà […]

Italia in crisi? Beh, non si può certo dire che l’aria che tira sia delle più salubri, specie a livello finanziario. Ma capita spesso di leggere che i problemi investano anche il turismo ed il patrimonio artistico culturale del Belpaese: sarà l’estate, e la tendenza a cercare “la notizia” sensazionale anche dove non c’è, sarà il vizio di vedere tutto negativo, in momenti di crisi.
E invece i numeri dicono qualcosa di completamente opposto: stando ai dati diffusi dall’Ufficio Statistica del Ministero per i beni culturali, nel primo semestre 2011 si è registrato un aumento di visitatori e incassi, rispettivamente del 9,59% e del 9%, rispetto allo stesso periodo del 2010. “Dopo anni di distrazione – ha dichiarato alle agenzie il Ministro Galan – cittadini e turisti tornano a frequentare assiduamente musei e siti archeologici, segno che la cultura in tempi di crisi è un valore irrinunciabile”.
In particolare da gennaio a giugno di quest’anno sono stati registrati oltre 20 milioni di ingressi (+1.751.987 rispetto al 2010), per un introito lordo di quasi 47 milioni di euro (+3.884.375 euro rispetto al 2010).
Resta da capire se questa crescita – invero imponente – avvenga grazie ai provvedimenti dell’esecutivo o malgrado gli stessi. Resta ancora da capirsi e da spiegarsi, per dire, se in tutto questo vi sia (e, in caso affermativo, in che modo) o meno lo “zampino” positivo del direttore Resca che, invece, vedrebbe mettere in dubbio la sua riconferma il prossimo anno. Sui visitatori in aumento non si discute, sono numeri, ma sul processo che ha portato a questo successo si deve discutere e come. Altrimenti si è giustificati a pensare che la crescita sia piovuta dal cielo. Per caso o per fortuna.

 

  • eko

    ….peccato che gli incassi non vengano reinvestiti in posti di lavoro…

  • Beh! L’abete già detto voi: in tempi di crisi si riscoprono i beni culturali. La visita ad un Museo o ad un sito archeologico vicino costa meno di un weekend fuori città con la famiglia e il dispiacere alla rinuncia (o al non poter spendere di piú) è temperato dall’idea di fare qualche cosa d’intelligente. Poi ci sono gli straniere (soprattutto dall’est e dall’estremo oriente), per fortuna sempre in aumento, che vengono in viaggi di una settimana o dieci giorni e, ovviamente, non vanno certo a Rimini o sulla riviera Ligure, ma fanno il “pieno piú pieno possibile” appunto di Museice sti storico-archeologici.
    Ma va’ bene cosí e speriamo continui. Piuttosto una domanda: ma il tanto esecrato Resca ora è diventato un “patrimonio culturale da difendere”?