Come sarebbe Andy Warhol se fosse ancora vivo? Edgar Askelovic gli dedica una scultura iperrealista. Ma a noi non sembra tanto un omaggio…

Lui si chiama Edgar Askelovic ed è uno scultore ventitrenne che vive a Birmingham, in Inghilterra. Qualche giorno fa, in occasione del compleanno del pop artista più famoso del mondo (nato il 6 agosto 1928 a Pittsburgh) ha presentato una scultura che lo ritrae cercando di immaginare come sarebbe oggi, se fosse ancora vivo. “Warhol […]

Lui si chiama Edgar Askelovic ed è uno scultore ventitrenne che vive a Birmingham, in Inghilterra. Qualche giorno fa, in occasione del compleanno del pop artista più famoso del mondo (nato il 6 agosto 1928 a Pittsburgh) ha presentato una scultura che lo ritrae cercando di immaginare come sarebbe oggi, se fosse ancora vivo. “Warhol è una grandissima ispirazione per me, così volevo essere sicuro di rendergli giustizia”, ha dichiarato il ragazzo. E ha aggiunto: “l’ho scolpito senza denti e con le rughe, ma forse avrei dovuto immaginare anche una versione con il botox. D’altronde, non è stato sempre il pioniere delle cose nuove?”.

Rughe o non rughe, quello che colpisce – a parte lo spietato iperrealismo che fa pensare ai lavori dell’australiano Ron Mueck – sono la posizione e l’abbigliamento scelti per questo ritratto “immaginario”. Askelovic dice di aver preso spunto da una fotografia degli Anni Sessanta in cui Warhol appariva effettivamente accovacciato e con i pantaloncini corti, ma il risultato finale è quantomeno bizzarro. Come ha fatto ironicamente notare il blog americano Dangerous Minds, che ha riportato la notizia, più che a Warhol, l’anziano signore della scultura somiglia a uno dei vecchietti del Muppet Show. In quanto alla posizione… beh, di primo acchitto, così accovacciato e con gli occhi ben chiusi, sembra intento, più che a riflettere sulla vita, ad espletare funzioni biologiche…
Andy Walking, Andy tired, Andy take a little snooze – il titolo dell’opera è tratto dal famoso brano che David Bowie dedicò a Warhol nel 1971 – è in vendita per circa diecimila sterline.

-Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • non male come riflessione…..

  • Interessante, molto suggestivo l’effetto, molto buona la tecnica, e poi?