Bunga Bunga su tela. Silvio e Ruby volano a Londra per inaugurare a settembre il nuovo ristorante cult della young aristocracy inglese

Con i tempi che corrono, con le manette scattate copiosamente in casa NewsCorp per lo scandalo intercettazioni, che ora – è notizia di ieri – si allargherebbe anche al Daily Mirror come da denuncia di Heather Mills, forse oltremanica dovrebbero pensarci due volte, prima di calcare la mano sul gossip italico. Eppure il refrain Bunga […]

Dodi Reifenberg - Silvio e Ruby

Con i tempi che corrono, con le manette scattate copiosamente in casa NewsCorp per lo scandalo intercettazioni, che ora – è notizia di ieri – si allargherebbe anche al Daily Mirror come da denuncia di Heather Mills, forse oltremanica dovrebbero pensarci due volte, prima di calcare la mano sul gossip italico. Eppure il refrain Bunga Bunga e la coppia Silvio/Ruby sono cose che “bucano”, ed il richiamo deve essere stato irresistibile.
Irresistibile per l’artista Dodi Riefenberg, che ha realizzato il quadro intitolato appunto Silvio e Ruby, realizzato mettendo insieme con nastri di scotch centinaia di pezzi di diversi colori di sacchi della spazzatura. Ed irresistibile per la Edward Cutler Gallery, che lo ha esposto per due mesi a Milano, e per il nuovo ristorante Bunga Bunga, un progetto lanciato a Londra da Charlie Gilkes e Duncan Stirling che intendono – dal 1 settembre, data di apertura – celebrare il nostro paese, all’interno del quale l’opera avrà una posizione dominante.
Minimo comun denominatore della vicenda: dal gallerista, all’artista, ai ristoratori, sono tutti amici intimi – qualcuno pure compagno di scuola – dei Principi WIlliam e Harry, che faranno del Bunga Bunga il nuovo ritrovo dei giovani aristo chic inglesi. Gilkes e Stirling in passato hanno lanciato due bar di culto come il Bart’s bar e il Maggie’s; inoltre il ristorante sarà diretto da Robin Kay, ex manager del club di Mayfair preferito da Kate Middleton, William, Harry e la sua nuova fiamma Florence Brudenal-Bruce, il Mahiki, e frequentato da celebrities inglesi ed internazionali.

  • babajaga

    un cattivo gusto e una rozza “celebrazione” dell’Italia, anche in fatto d’arte (che definire artigianato sarebbe più consono): con queste premesse come si fa a definire qst posto un ristorante “cult della young aristocracy inglese”??

    • pippo

      Il punto non è se questa è arte o no, è una cosa divertente. Punto

      • hm

        ma divertente per chi? per ranocchia lerner?

  • baba freak

    Welcome to Itanglia

  • LucaOrso

    Sarà un viaggio molto lungo perché l’arrivo a destinazione è rigorosamente fissato dalle leggi della meccanica celeste per il 2016. In compenso sarà effettuato alla velocità più alta mai raggiunta da una sonda spaziale, cioè 260 mila chilometri orari. Juno al suo arrivo indagherà la natura del pianeta ancora poco conosciuta nonostante le diverse sonde che lo hanno avvicinato dagli anni Settanta.

  • Finsteraarhorn

    Certo, nella città dove un ristorante italiano “chic” hanno avuto il buon gusto di chiamarlo “La Figa” (http://www.lafigarestaurant.co.uk/), bunga bunga non stona…

  • Fabrizio Spinella

    Il tafano si mette sulla criniera del cavallo illudendosi di cavalcarlo, così l’artista davvero poco originale usa i personaggi attuali per richiamare su di sé l’attenzione mediatica. Non si accorge che il privilegio di Berlusconi in questi anni è di aver fatto diventare “icone” contemporanee (comunque “icone”) tutte le persone che ha accolto, che ha scelto, che magari ha pure amato fisicamente, proiettandole nel cono di luce centrato da molti anni su di lui, espressione “pop” per eccellenza (e non scopro niente, già è stato detto). La massa degli inglesi è priva di inventiva, piatta nelle espressioni, di debole cultura culinaria, non parliamo poi della cultura tout court: può apprezzare quindi tutte le schifezze che le propinano, sotto qualsiasi forma, comprese le croste spacciate per capolavori. Aveva ragione Giulio Cesare…

  • Teresa

    E’ squallido, brutto, ipocrita e ben poco artistico o divertente….ma finchè agli inglesi piace accogliere la spazzatura italiana…si accomodino…tanto questa sarà ricordata come l’era del cattivo gusto.