Basta con quelle porcherie sulle braccia. E una designer-mamma svizzero-americana lancia i temporary tattoos più cool dell’estate 2011

Un’idea di swissmiss, designer-blogger svizzera trapiantata in America. Realizzare dei tatuaggi trasferibili di design. Stanca di vedere sulle braccia della figlia l’ennesimo personaggio dei cartoni animati che andava ad annerirsi – dice – ha pensato di disegnarli in prima persona. La designer ha anche chiamato all’appello amici grafici e designer ed il risultato della collezione […]

Un’idea di swissmiss, designer-blogger svizzera trapiantata in America. Realizzare dei tatuaggi trasferibili di design. Stanca di vedere sulle braccia della figlia l’ennesimo personaggio dei cartoni animati che andava ad annerirsi – dice – ha pensato di disegnarli in prima persona. La designer ha anche chiamato all’appello amici grafici e designer ed il risultato della collezione che si è creata è davvero sorprendente.
Dopo un primo lancio di una decina di modelli di Tattly, le vendite e la risposta del pubblico sono stati tali che sono uscite subito altre release. I tattoos si possono acquistare comodamente dal sito in pacchetti di due o più modelli e soddisfano i gusti di piccini e di grandi dal cuore nerd. Spopolano infatti immagini con richiami alla grafica, alla tipografia e alle tecnologie, Type nerd e Tattone in primis, e ci viene il dubbio che i genitori abbiano realizzato le immagini più per sé che per educare i figli fin da piccoli alla buon graphic design…

– Valia Barriello

www.swiss-miss.com


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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.
  • … mah! Detta così, la cosa mi lascia un po’ perplesso: i tatuaggi trasferibili esistono da almeno sessant’anni (anzi piú perchè li ho usti anch’io da bambino) e, oltre ai classici tipi da quattro soldi venduti per pochi spiccioli in pacchetti come le figurine, da molti anni se ne trovano anche di “eleganti” e raffinati (piú resistenti ai lavaggi ed all’usura ma, ovviamente, piû costosi) per “grandi”… e allora dove stà la novità eclatante?

  • LucaOrso

    stronzate

  • Dario

    I tatuaggi sono una cosa seria. Questa no. Se uno decide si inicdersi addosso qualcosa che per lui ha senso avere sulla pelle tutta la vita è un conto. Poi ci sono anche quelli che lo fanno per moda, ma questa è un’altra cosa. Piercing finti a quando?