Une triple stupidité, disse Sarko. Barricate in Francia contro la tassazione delle opere d’arte: ma non tutti concordano…

Il presidente Nicolas Sarkozy afferma che tassare le opere d’arte sarebbe “une triple stupidité”. Il Ministro del Bilancio, François Baroin, ha ribadito a sua volta che l’obiettivo del governo è quello di “rafforzare e non indebolire il ruolo di Parigi come capitale del mercato artistico. Vogliamo a tutti i costi salvaguardare e proteggere artisti e […]

Nicolas Sarkozy

Il presidente Nicolas Sarkozy afferma che tassare le opere d’arte sarebbe “une triple stupidité”. Il Ministro del Bilancio, François Baroin, ha ribadito a sua volta che l’obiettivo del governo è quello di “rafforzare e non indebolire il ruolo di Parigi come capitale del mercato artistico. Vogliamo a tutti i costi salvaguardare e proteggere artisti e collezionisti”. E in effetti nella tassazione francese le opere d’arte sono esonerate dal calcolo della tassa patrimoniale Isf. Ma recentemente il deputato della maggioranza Marc Le Fur ha fatto approvare all’interno della riforma finanziaria un emendamento che le inserisce. Ma l’Assemblea pochi giorni dopo ha rifiutato la proposta, in nome della difesa del mercato dell’arte francese.
Possiamo immaginare – ha affermato ancora Sarkozy – agenti statali entrare nelle case della gente per verificare se hanno dei quadri? Come è possibile applicare una tale riforma ai luoghi di culto che possiedono opere d’arte?“. Le opere d’arte sono esonerate dall’Isf fin dalla creazione della prima imposta sul patrimonio introdotta nel 1982, malgrado vari tentativi di sottometterla, sia da parte della destra che della sinistra.
Alla notizia del tentativo fallito, è stata immediata la reazione di collezionisti e case d’asta. Ma i lettori del sito del quotidiano Figaro si trovano d’accordo sulla tassazione dell’arte, impauriti dal fatto che essa possa diventare il bene rifugio d’eccellenza. “Paga la tua nicchia fiscale” qualcun altro pubblica, o ancora “Scandaloso”, o “No comment”, alla notizia che l’emendamento non è passato.
Tra le righe si legge un malcelato astio per i più ricchi che si trovano esonerati dal pagamento di questi beni di lusso. Ma che accadrebbe al mercato se i collezionisti dovessero iniziare a pagare le tasse per il possesso delle opere d’arte? Sarebbero costretti a portare questi beni all’estero? E ai musei e alle collezioni pubbliche alimentate dalle donazioni private?

Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.