Tremate, falsari. Parte dall’Asia il programma scientifico di lotta alla contraffazione di Bonhams e Cranfield University

L’autenticazione degli oggetti artistici fa un balzo in avanti grazie alla collaborazione tra la Cranfield University e la casa d’asta Bonhams, per un innovativo progetto scientifico reso noto lo scorso maggio. Il metodo scientifico sviluppato è in grado di cercare, riconoscere e quantificare elementi molto rari su un oggetto, aiutando ad identificare il luogo e […]

Bonhams e Cranfield University, arrivano gli art-CSI (foto Bonhams)

L’autenticazione degli oggetti artistici fa un balzo in avanti grazie alla collaborazione tra la Cranfield University e la casa d’asta Bonhams, per un innovativo progetto scientifico reso noto lo scorso maggio.
Il metodo scientifico sviluppato è in grado di cercare, riconoscere e quantificare elementi molto rari su un oggetto, aiutando ad identificare il luogo e la data di origine, in presenza di un buon database per oggetti simili. L’utilizzo di questa metodologia nel mercato dell’arte non è mai stato sistematico per due motivi: primo, ottenere campioni da analizzare è spesso distruttivo per l’oggetto; secondo, i database disponibili non sono specifici e nemmeno dettagliati.
Il sistema di Cranfield e Bonhams intende invece cambiale tale situazione. L’annuncio pubblicato sul sito dell’università si concentra sul mercato dell’arte cinese e di altre nazioni asiatiche, diventato uno dei settori più attivi nel mercato globale, soprattutto per le antiche ceramiche.
La proliferazione di oggetti contraffatti, unita alla regolamentazione frammentaria che non protegge a sufficienza i compratori, hanno indebolito la credibilità del mercato domestico cinese. Il progetto  Cranfield-Bonhams intende risolvere questo problema, mettendo assieme l’esperienza tecnologica e scientifica dell’università e la pratica e le informazioni della casa d’asta. Il progetto sarà in grado di identificare ogni minimo elemento usando una campionatura non invasiva, confrontandola con un’ampia gamma di oggetti autentici, risolvendo così i problemi causati da anni di falsificazione.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.