Teatro on demand. È il pubblico a scegliere la programmazione del toscano Kilowatt Festival, a Sansepolcro

È la più tipica “modalità” estiva di rappresentazione della creatività di vario genere, per il semplice fatto che consente di uscire dalle mura dei contenitori canonici, per portare arte, teatro, cinema, fotografia, performance all’aperto, su strade, piazze, ma anche boschi, prati e altri luoghi inusuali. Per questo diventa impossibile anche semplicemente dare conto dell’infinita congerie […]

È la più tipica “modalità” estiva di rappresentazione della creatività di vario genere, per il semplice fatto che consente di uscire dalle mura dei contenitori canonici, per portare arte, teatro, cinema, fotografia, performance all’aperto, su strade, piazze, ma anche boschi, prati e altri luoghi inusuali. Per questo diventa impossibile anche semplicemente dare conto dell’infinita congerie di festival e rassegne che si susseguono da qui fino a settembre inoltrato.
Eppure c’è ancora spazio per inventarsi una chiave innovativa: come quella scelta dal Kilowatt Festival di Sansepolcro, che “riportando il pubblico al centro del sistema teatrale, tenta una direzione artistica dal basso, affidandogli la progettazione della contemporaneità”. Come? Creando un gruppo di venti spettatori (rigorosamente non addetti ai lavori), chiamati Visionari, coinvolti durante tutto l’anno nella selezione delle opere inviate dagli artisti che rispondono al bando del Festival (quest’anno sono state 370 le domande di partecipazione).
Una quarantina alla fine gli appuntamenti in scena nella cittadina aretina patria di Piero della Francesca, dove alla Selezione Visionari, appunto, si affiancano nuove produzioni e coproduzioni presentate in prima nazionale, eventi musicali ed esposizioni d’arte visiva, con la Kilow’art Temporary gallery curata quest’anno da Saverio Verini.

Programma dettagliato: www.kilowattfestival.it

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