Svendita con aperitivo sul naviglio pavese. A Milano il dress design non segue la moda ma fortunatamente decide di fare i saldi…

“Non facciamo moda ma design”, tengono a precisare le Dissociate, Monica Battistella, Stefania Casacci, Benedetta De Bartolomeis e Cristina Del Buono, parlando della loro occupazione principale Sartoria Vico. Un laboratorio sartoriale di design al 100% made in Italy in cui si fondono la produzione artigianale e la cura per il rapporto tra forma e funzione appartenente alla […]

“Non facciamo moda ma design”, tengono a precisare le Dissociate, Monica Battistella, Stefania Casacci, Benedetta De Bartolomeis e Cristina Del Buono, parlando della loro occupazione principale Sartoria Vico. Un laboratorio sartoriale di design al 100% made in Italy in cui si fondono la produzione artigianale e la cura per il rapporto tra forma e funzione appartenente alla progettazione industriale.
In una calda serata estiva milanese, Sartoria Vico apre le porte dell’atelier sul naviglio ad amici e acquirenti, eh sì perché anche per il design è tempo di saldi. Così tra un fresco aperitivo a base di cedrata e chiacchiere si può serenamente curiosare tra i capi. Le 4 designer/stiliste seguono con pazienza ogni cliente indecisa e in men che non si dica si forma già la coda al camerino. Dimostrazione del fatto che quando il design mette il suo zampino anche nella moda, il valore aggiunto della progettazione viene sempre riconosciuto. Chi scrive non si è lasciata scappare la gonna sacco. Per chi si fosse perso questa svendita può provare con lo shop online…

– Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.