Spostamenti e ridefinizioni. E l’ex sede Romberg ritorna temporary gallery per l’estate artistica romana

Una location improvvisata, in cerca di una destinazione d’uso, ma carica di vissuto artistico. Fino allo scorso anno qui c’era la sede della Galleria Romberg, prima ancora la Galleria Sc02, ed il “distretto” è uno di quelli a più alta concentrazione galleristica a Roma, around Campo de’ Fiori. Niente di più indicato, dunque, per una […]

Silvia Giambrone, Viola e un poco nervosamente, 2010, still da video-documentazione di performance

Una location improvvisata, in cerca di una destinazione d’uso, ma carica di vissuto artistico. Fino allo scorso anno qui c’era la sede della Galleria Romberg, prima ancora la Galleria Sc02, ed il “distretto” è uno di quelli a più alta concentrazione galleristica a Roma, around Campo de’ Fiori.
Niente di più indicato, dunque, per una “temporary gallery” da aprire e chiudere nel volgere di due settimane, nel pieno dell’estate capitolina. Ci hanno pensato due giovani curatrici, Elena Abbiatici e Valentina G. Levy, che hanno messo in piedi il progetto Spostamenti e ridefinizioni. “Abbiamo riflettuto sui diversi tipi di linguaggi e sulla possibilità, non solo di contaminarsi a vicenda, ma di cedersi il passo”, scrivono.
Molto viene lasciato al caso, all’improvvisazione: succede che da vibrazioni sonore si generino incisioni (con l’artista Alessandro Fornaci), che un corpo di donna sia elevato a strumento musicale (Silvia Giambrone), che “la parola ridefinisca il reale” (Alessandro De Francesco), che flussi esterni, anche suoni piccoli ed insignificanti, “de-soggettivati e rielaborati ci calino in nuove prospettive sensoriali dell’esistente” (Roberto Pugliese).

Inaugurazione: martedì 26 luglio 2011 – ore 19.00
Dal 26 luglio all’8 agosto 2011
Piazza De Ricci 127, Roma

  • falex82

    “un corpo di donna elevato a strumento musicale” alla buon’ora!!! questa performance mi ricorda MOOOLTO quella di marco giannoni in ‘corpo a corpo’ al teatro palladium di roma già nel 2009!

  • roberto nittis

    altrochè! una mediocre scopiazzatura direi

  • vittorio

    la performance dell’incisore è stata molto interessante, acquatinta in risonanza con campane tibetane su lastre d’ottone… peccato non ci siano ulteriori informazioni disponibili sul web. :-(
    per quanto riguarda il corpo come strumento “sonoro” i miei ricordi vanno alla preistoria… certo,non avevano i microfoni allora. Comunque la performance è del percussionista, l’artista in questo caso e solo un potenziale strumento senza volontà nelle mani del mercato; sincero specchio di buona parte del panorama contemporaneo. :-)