Segnaletica, cosi importante ma non ci si pensa mai. Dal Maxxi al Compasso d’Oro, doppio trionfo per lo studio grafico pesarese ma:design

La segnaletica è una questione di design; lo dimostra lo studio grafico di Pesaro ma:design con due importanti riconoscimenti italiani e internazionali vinti in un anno solo. “Perdersi per poi ritrovarsi” è stato l’obiettivo perseguito dallo studio per il progetto della segnaletica del Maxxi di Roma, con cui ha appena vinto il premio per la […]

Segnaletica madesign al MAXXI - Window Stickers

La segnaletica è una questione di design; lo dimostra lo studio grafico di Pesaro ma:design con due importanti riconoscimenti italiani e internazionali vinti in un anno solo.
“Perdersi per poi ritrovarsi” è stato l’obiettivo perseguito dallo studio per il progetto della segnaletica del Maxxi di Roma, con cui ha appena vinto il premio per la miglior segnaletica museale dei SEGD Design Awards. Sembra quasi un nonsense doversi perdere per poi ritrovare la strada ma, come spiegano i designer, è il monito migliore per vivere l’architettura fluida di Zaha Hadid, che non impone al visitatore un percorso prestabilito. Una segnaletica discreta e non invasiva che riprende nelle linee grafiche le stesse curve architettoniche. “La vera sfida è stata utilizzare strutture bianche su pareti bianche, il volume della segnaletica è creato solo dal contrasto di luci”. E il bianco è il colore predominante di tutte le installazioni, difatti anche le scritte sulle pareti vetrate sono bianche e riportano citazioni e aforismi di poeti ed artisti, in primis anche frasi dell’archistar. Un progetto completo, anche con l’utilizzo di schermi LED, realizzato a stretto contatto con il team di lavoro del Maxxi per assimilare il più possibile lo stile architettonico e trasformarlo in grafico.
E per i ma:design i premi non si limitano a questo, hanno infatti ricevuto martedì scorso a Roma la Menzione d’Onore 2011 del Compasso d’Oro ADI XXII Edizione, sempre per un progetto di immagine coordinata e segnaletica della mediateca eFFeMMe23 Biblioteca LaFornace. Una doppia dimostrazione di quanto il mondo grafico appartenga al mondo del design.

– Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.