Quando la virtù sta nelle azioni più semplici. Nasce RomÆxhibit, coordinerà attività e mostre con standard internazionali (come se fosse necessario sottolinearlo…)

L’espressione è ormai abusata, eppure se c’è qualcosa che identifica pienamente il senso del “fare sistema”, è quello che accade a Roma. Semplice, senza troppi voli pindarici sociologici: diciannove enti culturali pubblici e privati operanti nella Capitale, che si riuniscono allo scopo di predisporre una programmazione condivisa, per “garantire un’elevata qualità delle proposte, far sì […]

L’espressione è ormai abusata, eppure se c’è qualcosa che identifica pienamente il senso del “fare sistema”, è quello che accade a Roma. Semplice, senza troppi voli pindarici sociologici: diciannove enti culturali pubblici e privati operanti nella Capitale, che si riuniscono allo scopo di predisporre una programmazione condivisa, per “garantire un’elevata qualità delle proposte, far sì che le inaugurazioni degli eventi principali non si sovrappongano ed evitare che si ripetano mostre di contenuti simili tra loro”. Il tutto sotto un unico logo (seppur esteticamente non indovinatissimo), RomÆxhibit / Art and Exhibitions in Rome.
L’idea, nata in ambienti Sovrintendenziali e promossa dall’Assessore alla Cultura Dino Gasperini, consentirà peraltro di comunicare all’estero le iniziative romane con un anticipo semestrale, con l’obbiettivo di riuscire per il 2012 ad anticipare tutte le esposizioni che si terranno a Roma nell’anno successivo, “costituendo un volano economico di primissimo livello che influirà positivamente sul turismo”. Insomma, quello che si fa in tutte le capitali occidentali e che, da noi, pare eccezionale.
Chi sono gli attori del progetto, che finalmente pare guardare a temi come valorizzazione e marketing culturale con un vocabolario attualissimo e internazionalmente condiviso? Gli assessorati alla Cultura di Comune, Provincia di Roma e Regione Lazio, il Ministero per i Beni Culturali, le diverse Soprintendenze, l’Azienda Speciale Palaexpo, la Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea, l’Istituto Nazionale per la Grafica, l’Archivio di Stato di Roma, la Fondazione MAXXI, Comunicare Organizzando, il Chiostro del Bramante, la Fondazione Roma, l’Eur, la Fondazione Sorgente, Sorgente Group (che apriranno uno spazio espositivo di grande rilievo lungo la centralissima Via del Tritone) e Zètema.
Pronto il logo, è già in programma la realizzazione di un sito internet unico e di un sistema di trasporti dedicati per migliorare il collegamento tra i vari siti espositivi, con particolare attenzione agli spazi culturali all’esterno del centro storico. Che sia la volta buona per il “tram dell’arte” già teorizzato dal precedente assessore Umberto Croppi e in grado, su ferro, di collegare Maxxi, Macro e Galleria Nazionale d’Arte Moderna?

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  • guido

    Forse voi lo sapete:
    1) qual’è la logica sottostante alla scelta dei privati ,ossia perchè non si è tenuto conto delle nuove Fondazioni per il contemporaneo e degli spazi privati dedicati al contemporaneo,ma solo di alcune(Comunicare Organizzando, il Chiostro del Bramante, la Fondazione Roma, l’Eur, la Fondazione Sorgente, Sorgente Group e Zètema)forse perchè quelli coinvolti gestiscono spazi pubblici?
    2) l’onere economico e gestionale della comunicazione afferente le esposizioni,ricadrà sulla collettività?
    Grazie
    G.C.

  • anna

    massimiliano, incomincia a piacerti tanto di quello che succede a roma?
    scherzo……… quello che non capisco è l’uso dell’inglese dilagante in
    qualsiasi titolo o scritto che riguardi l’arte…… una vera mania… un incubo
    subito per non coscienza di esserci dentro… un’isterismo ridicolo….
    bo !!!