Non mi vendete Christie’s? E io mi prendo almeno il direttore. Ed Dolman lascia la casa d’aste per i musei del Qatar

Ventisette anni sono tanti, l’ambiente britannico delle aste ha sicuramente il suo fascino, ma anche i petrodollari ne hanno. Ed ecco allora che Ed Dolman, direttore di Christie’s International, annuncia il suo addio alla casa d’aste, per entrare alla guida della Qatar Museums Authority. Dolman, 51 anni, per 27 anni a Christie’s dove era direttore […]

Ed Dolman

Ventisette anni sono tanti, l’ambiente britannico delle aste ha sicuramente il suo fascino, ma anche i petrodollari ne hanno. Ed ecco allora che Ed Dolman, direttore di Christie’s International, annuncia il suo addio alla casa d’aste, per entrare alla guida della Qatar Museums Authority. Dolman, 51 anni, per 27 anni a Christie’s dove era direttore dal 2010, lavorerà ora alle strette dipendenze della figlia dell’emiro Mayassa  Bint Hamad Al Thani, come direttore esecutivo della sua organizzazione.
La Qatar Museums Authority amministra collezioni di arte islamica, dipinti orientali, storia naturale, fotografia, monete islamiche, abiti e gioielli. Ad ottobre 2010 l’emiro aveva manifestato il suo interesse ad acquisire la casa d’asta londinese, che però rimase in mano a Francois Pinault, che l’aveva comprata nel 1998 per 1.2 miliardi di dollari.
Il nuovo National Museum of Qatar, progettato da Jean Nouvel, aprirà a dicembre 2014. I membri della famiglia reale negli ultimi anni si sono impegnati nell’acquisto di opere d’arte moderna e contemporanea, come ad esempio le pillole di Damien Hirst per 9.7 milioni di sterline nel 2007, oppure il Rothko da 72.8 milioni di dollari (White Center – Yellow, Pink and Lavender on Rose) sempre nel 2007.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.