Nessuno tocchi la Pietà. Neanche in Sardegna. E arriva la (sottile) censura alle LucidoSottile

L’abbiamo vista in tutte le salse, non ultima quella di Fabre in Biennale, tant’è che è diventata uno dei soggetti più abusati dell’arte contemporanea, eppure in terra sarda la rivisitazione iconografica della Pietà, soggetto del manifesto che pubblicizza lo spettacolo Holy Peep Show della compagnia teatrale LucidoSottile, ha fatto si che l’evento in programma all’Orto […]

L’abbiamo vista in tutte le salse, non ultima quella di Fabre in Biennale, tant’è che è diventata uno dei soggetti più abusati dell’arte contemporanea, eppure in terra sarda la rivisitazione iconografica della Pietà, soggetto del manifesto che pubblicizza lo spettacolo Holy Peep Show della compagnia teatrale LucidoSottile, ha fatto si che l’evento in programma all’Orto Botanico fosse cancellato ad una settimana dalla rappresentazione.
Una Madonna Fata-Turchina che ostenta tra le braccia il corpo morto di un Cristo Pinocchio trans è bastata a sollevare un polverone che si è consumato con la decisione del rettore Gianni Melis di non mettere a disposizione l’Orto Botanico di Cagliari, di proprietà dell’Università, poiché manca dei requisiti necessari alla sicurezza. Problema che casualmente si è verificato esclusivamente per questa rappresentazione, sembrerebbe infatti che la compagnia sia stata richiamata a modificare i manifesti in caso contrario lo spettacolo sarebbe saltato. E così è stato.
Altro che questioni tecniche, solo irriverenza e blasfemia alla base della decisione del Magnifico Rettore. Ma le LucidoSottile, al secolo Tiziana Troja e Michela Sale Musio, non si danno per vinte e annunciano che lo spettacolo verrà rappresentato per strada come protesta ad una reazione inquisitoria che non ha motivo di esistere. Staremo a vedere.

– Roberta Vanali

www.lucidosottile.com

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Roberta Vanali
Critica, curatrice e giornalista d’arte contemporanea. Ha collaborato con le riviste d’arte Ziqqurat, Terzocchio e Grandimostre. 2000/2010 Caporedattrice per la Sardegna della rivista online e cartacea Exibart. Da gennaio a dicembre 2006 direttrice della Galleria Studio 20, via Sulis 20, Cagliari. Da marzo 2011 Caporedattrice per la Sardegna della rivista ARTRIBUNE Ideatrice della rubrica di iconografia Icon (on) Graphy per la rivista Artribune. Da aprile 2010 consulente artistica della galleria online Little Room Gallery. Da ottobre 2006 curatrice del blog BlogArte http://robertavanali.blogspot.com/ e della rubrica Interviews. Ha redatto circa 250 articoli e curato oltre cinquanta mostre in spazi pubblici, privati e musei.
  • andrea martinucci

    che noia…sempre la stessa storia che si ripete

  • ipazia

    Più che da censurare questo manifesto sarebbe stato proprio da non concepire:
    è semplice cattivo gusto, provocazione banale e gratuita, e quando così “bassa” la provocazione diventa un insulto per la religione cattolica.
    Non sono per la censura attenzione, in altri casi, in cui la religione è stata “usata” in modo magari più grave ma con uno stile più sofisticato e sottile non ho espresso pareri.

  • Pantzela

    Se l’intento era quello di provocare, ci sono riuscite.

    Stilisticamente il manifesto è di cattivo gusto-

  • hm

    a me non dispiace, ma avrei usato altri colori e levato la scritta che rende il tutto molto pacchiano . sembra una pubblicità delle superchicche . poparoni magari apprezzerebbe, anche se dubito le possa considerare se non accorono a vederle almeno 15 000 persone .

  • Momo

    Una cosa così di cattivo gusto e così stupidamente offensiva era da tempo che non si vedeva. Un conto e’ la libertà di espressione ed un altro l’insulto gratuito!
    Rispettare la persona umana significa anche rispettare le cose in cui crede. E poi ” la pietà” e’ una icona universale del dolore materno.

  • lisp

    Sono contro la censura ma sono anche contro gli artisti mediocri che utilizzano questi mezzi per farsi pubblicità.
    Non c’è niente di artistico in quei manifesti, solo cattivo gusto

  • è chiaro che a dire bugie non è il manifesto di Lucidosottile ! si tratta di una comunicazione nei meccanismi dell’arte contemporanea con contenuti di teatro che è censurato con ipocrisia . Certo l’Orto Botanico non è adattissimo per grandi spettacoli ma è esso stesso una sinfonia di biodiversità (anche di idee ) che aiuta ad essere liberi ed aperti. Propongo che venga recuperato lo spettacolo al più presto con la stessa “rivisitazione della Pietà” . Ci rimane solo la nostra pietà e l’arte libera !

  • Dark Swan

    Ci risiamo! Solito mezzuccio di comunicazione delle LucidoSottile per farsi un mare di pubblicità e riempire la sala alla prossima data.
    Provocazione-Censura-Risposta delle Lucide-Successo di botteghino.
    Squallido copione che si è ripetuto anche per Hostel Shine un paio d’anni fa.
    Solito marketing per far incassare e per stupire i cittadini cagliaritani, supinamente attratti dalle provocazioni che non hanno più a che vedere con l’arte ma solo con il denaro!!!
    Non sono per la censura perchè la censura qui in Sardegna significa vendite assicurate per spettacoli tutt’altro che di alto livello. Tant’è vero che dopo qualche ora dalla comunicazione della censura, avevano già lo spot della Nives e della Ginger contro la censura su Facebook!!
    Antiche……(per quanto mi facciano comunque ridere).

  • Stefano Sorrentino

    L’ Italia e con essa la Sardegna è impregnata del trash di matrice catodica, che squallore assistere a questo spettacolo decadente!

  • lex lecis

    Usque tandem …….direbbero i latini e cioè per quanto ancora dovremmo sopportare nelle nostre città delle immagini così trash e di pessimo gusto già trite e ritrite in campagne pubblitarie di note societò multinazionali di moda.che giudicare artistiche mi pare un pò troppo,Ormai conosciamo molto bene le tette delle nostre viste e riviste in tutte le salse.E le Lucide pare abbiano imparato molto bene la lezione ,che imperversa in questo clima da fine impero ,su come vendere la propria immagine .Non criticano questi modi come sembrerebbero farci credere nei loro spettacoli e hei loro scritti ma ne seguono pedissequamente le regole .Insomma alle lucide non importa che si parli male di loro…….. pur che se ne parli .Il sospettare la censura è funzionale a questo.A loro non interessa un teatro per il teatro ma vendere l’immagine di falsa trasgressione che gli permetta di portare spettatori ai loro spettacoli.Solo L’unione sarda ,quotidiano notoriamente alla ricerca di immagini pruriginose può dare risalto alle loro tette. Qui non è Pinocchio che dice le bugie ma……… loro.

  • Peppa

    Le Lucido Sottile “sono amareggiate perché ‘finora non è arrivato il sostegno
    del movimento omosessuale, nonostante la compagnia sia gay friendly’ e felici
    per gli attestati di stima su Facebook”. La solidarietà richiesta alla
    comunità
    omosessuale è del tutto fuori luogo.
    Mi chiedo qual’e’ il debito della comunità GLBT nei confronti della compagnia
    Lucido Sottile. Qual è stata la loro
    pubblica presa di posizione nei confronti delle lotte per i diritti gay
    affrontate dalle associazione sarde negli ultimi anni? Quale è stato il
    loro contributo nel corso delle manifestazioni GLBT svolte in città e nell’
    isola? Ma soprattutto la frase “nonostante siamo gayfriendly” che cosa
    significa? I gay cagliaritani hanno forse corso il rischio di un’opzione
    contraria da parte loro, ovverossia un orientamento gayUNfriendly?
    Il termine gayfriendly è già difficilmente digeribile quando viene usato per i
    locali pubblici o
    discoteche, perché ricorda molto i cartelli posti all’ingresso dei negozi o
    degli alberghi con la scritta “accettiamo anche gli animali” ed è come
    abbiamo
    avuto modo di constatare da anni in città, una adesione spesso unicamente di
    facciata, motivata da ragioni commerciali (o elettorali) e per raccogliere
    consensi presso un
    target economicamente (o elettoralmente) interessante qual è quello gay, a
    favore del quale, una volta incassati i soldi (o il voto) non segue poi alcun
    atto concreto.
    Nel 2001 la parola “gayfriendly” è oramai sinonimo di “tolleranza”
    probabilmente
    intesa come una gentile e magnanima concessione da chi la profferisce, ma
    che
    dovrebbe essere recepita come un insulto dalle persone più consapevoli e da
    chi
    gay lo è non occasionalmente perché fa moda o trasgressione: l’accettazione
    piena dell’orientamento omosessuale è un principio fondante dell’ Europa dei
    matrimoni
    gay e delle leggi contro l’omofobia.
    Il movimento omosessuale pertanto rispedisca al mittente la gentile
    concessione di tolleranza da parte della Compagnia e la
    inviti a proseguire le sue attività promozionali con dichiarazioni o
    strategie
    pubblicitarie che non tirino in ballo con finalità strumentali il movimento
    gay. Quanto agli attestati di solidarietà su facebook, sul social network ci
    sarà anche quello dei
    componenti della precedente giunta comunale di destra di Cagliari, questa si
    inequivocabilmente gayUNfriendly e del suo ex assessore alla Cultura, che
    fino
    a qualche mese fa si è speso (e ha speso) tanto per promuovere la Compagnia
    Lucido Sottile
    prima che questo compito passasse al neo assessore alla cultura della
    provincia Siciliano? Non sarà che le Lucide Sottile sono si friendly, ma del
    potere politico trasversale?

  • Minu

    La censura è una cosa deprimente.
    Ancora più deprimente è constatare come certe flatulenze comunicative la rendano necessaria.

    Ma c’è ancora qualcuno convinto che l’aggettivo “artistico” basti a trasformare i rutti in sinfonia?

    • Dark Swan

      Il commento di Minu è semplicemente fantastico! Condivido in pieno!

  • Angelo Pistis

    Purtroppo anche quest’anno sono comparsi i manifesti pornografici e blasfemi di questa pseudo-compagnia teatrale di nessun valore e di molta presunzione oltre che lascivia.
    Dobbiamo rassegnarci a veder ripetere ogni anno questa infamia (con tanto di patrocinio comu-provin-regionale?) o c’è speranza in una reazione del buon gusto e del buon senso, della pulizia morale e della sana coscienza, coem quella che ispirò il rettore Melis (che fu davvero Magnifico) lo scorso anno?

  • roberta v.

    Sull’attenti! Ritorno all’ordine immediato dopo questa degenerazione inaudita e purga per tutti!!!

  • Angelo Pistis

    Per il momento la purga la stanno subendo i fedeli cristiani che vedono oltraggiata una delle immagini a loro più care e sull’attenti si sono messi Comune, Provincia e Regione forse per il timore della solita accusa di omofobia imposta dal regime gaysta che attualmente impera.
    Non c’è alcun bisogno di purghe, basterebbe (nella migliore delle ipotesi) che Stupido Sottile la smettesse di imbastire simili pacchianate a metà tra il blasfemo, l’osceno e l’idiota. O, perlomeno, la smettesse di affiggere manifesti di quel tipo. E’ chiedere troppo?

  • Sergio Antonio

    Le sembrerà strano, ma si tratta proprio di una degenerazione. Inaudita purtroppo no, visto che ormai siamo circondati da simili puzzolenti miasmi e fetori spacciati per arte. Però si cerca almeno di limitare i danni, pur sapendo che la stupidità, la svergognatezza e l’odio antireligioso non hanno limiti.

  • Angelo Pistis

    E sono tre! Anche quest’anno abbiamo dovuto subire impotenti e indifesi la provocazione squallida e blasfema della pseudocompagnia teatrale Stupido Sottile.
    Evidentemente non c’è molta speranza, ma ognuno sappia che alla fine ci sarà il giudizio.