Murakami a luci rosse. L’artista giapponese iper-eccitato nella personale londinese da Gagosian

Tette enormi, organi genitali d’oro e d’argento di dimensioni monumentali, eleganti grazie desnude appese ai muri. Il tema della sessualità non è nuovo per Takashi Murakami, che da sempre inserisce nelle sue opere riferimenti più o meno espliciti all’argomento. Per non parlare della memorabile scultura My Lonesome Cowboy, supremo inno all’esuberanza ormonale dell’adolescenza, battuta all’asta […]

Tette enormi, organi genitali d’oro e d’argento di dimensioni monumentali, eleganti grazie desnude appese ai muri. Il tema della sessualità non è nuovo per Takashi Murakami, che da sempre inserisce nelle sue opere riferimenti più o meno espliciti all’argomento. Per non parlare della memorabile scultura My Lonesome Cowboy, supremo inno all’esuberanza ormonale dell’adolescenza, battuta all’asta nel 2008 per la cifra record di 15 milioni di dollari.
Dopo qualche anno passato tra teschi, video e borsette Vuitton, Murakami torna all’erotismo in occasione della personale in corso da Gagosian a Londra fino al prossimo 5 agosto.

Tra citazioni del passato (i quadri sono omaggi a Kuroda Seiki, pittore giapponese dei primi del Novecento) e chiare ispirazioni koonsiane (il fallo d’oro a dire il vero, sembra un perfetto incrocio tra Koons e Brancusi), spicca la scultura monumentale 3-Meter Girl, una provocante e superdotata ragazzina manga alta oltre tre metri, piegata in avanti dal peso del suo stesso seno.

– Valentina Tanni

www.gagosian.com


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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • SAVINO MARSEGLIA

    Nulla di nuovo sotto il sole: opere banalissime!

  • Valeria

    L’artista ha dimostrato tutta la sua pochezza
    e il vuoto pneumatico del suo pensiero artistico
    spero si volatilizzi presto insieme ai suoi gonfiabili