Ma dove vogliono arrivare questi norvegesi? Fra monografie, conferenze e mostre, spopolano architettura e design nordici

Monografie, conferenze, mostre: tre appuntamenti in rapida sequenza, fra Milano e Roma, portano all’ordine del giorno il mondo della progettazione norvegese. A questo è dedicato il numero 116 di Area, rivista bimestrale edita dal Gruppo 24 Ore, che è solita occuparsi di architettura e cultura delle arti con ricchi approfondimenti monografici. Ma le ricche tematiche […]

Monografie, conferenze, mostre: tre appuntamenti in rapida sequenza, fra Milano e Roma, portano all’ordine del giorno il mondo della progettazione norvegese. A questo è dedicato il numero 116 di Area, rivista bimestrale edita dal Gruppo 24 Ore, che è solita occuparsi di architettura e cultura delle arti con ricchi approfondimenti monografici.
Ma le ricche tematiche che occupano le pagine del periodico arrivano anche in un’aula universitaria. Il 5 luglio, infatti, si tiene presso l’aula Rogers del Politecnico di Milano una conferenza di presentazione della rivista: tra i relatori Marco Casamonti, fondatore di Area e dello studio Archea, Kjetil T. Thorsen, Reiulf Ramstad, Per Olaf Fjeld e Svein Kristensen, tutti architetti di noti studi norvegesi. Tema del dibattito la qualità indiscussa dell’architettura e del design nordici, che forse l’Italia ha sempre un po’ invidiato.
E rivista e convegno non sono le uniche opportunità per poter conoscere la cultura della progettazione norvegese perché l’8 luglio, presso il Macro Testaccio di Roma, verranno esposte le gigantografie delle immagini che illustrano la pubblicazione. Ma non sarà che quanto a rigore ed essenzialità questi norvegesi ci battono in campo progettuale? Dite la vostra su Artribune

Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.
  • ci effe

    chi scrive questo commento è consapevole che rimarrà solo soletto, perché dei norvegesi, nel cosiddetto Bel Paese, non importa assolutamente niente a nessuno. ma anche fosse, si può concepire un titolo più idiota? io credo sia molto difficile, se non impossibile..