Lo Strillone: il volley che vince grazie all’arte su Repubblica. E poi Photoespaña, De Dominicis, Tano Festa…

È un po’ tagliata con l’accetta l’inchiesta de Il Sole 24 Ore, perché parificare “sport, cultura ed intrattenimento” significa mettere su un calderone che non vuol dire niente. Però i dati ISTAT sul fenomeno del volontariato sono comunque interessanti: oltre il 52% del lavoro compiuto nella macro-categoria viene fatto da volontari. Quindi non viene pagato. Prossimo al […]

Quotidiani
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È un po’ tagliata con l’accetta l’inchiesta de Il Sole 24 Ore, perché parificare “sport, cultura ed intrattenimento” significa mettere su un calderone che non vuol dire niente. Però i dati ISTAT sul fenomeno del volontariato sono comunque interessanti: oltre il 52% del lavoro compiuto nella macro-categoria viene fatto da volontari. Quindi non viene pagato.

Prossimo al monotematico il paginone de La Stampa, centrato su grandi appuntamenti con la fotografia: Rocco Moliterni vola a Madrid per Photoespaña 2011; Vallora è a Firenze per i nuovi freaks che Nicola Lo Calzo porta al Museo Alinari.

Stenio Solinas non capisce la Biennale. Più o meno tutta, eh. Senza distinzioni. E ce lo fa sapere firmando un’apertura su Il Giornale. Dove trova spazio anche un sagace fondo di Luca Beatrice: le mostre postume dedicate a De Dominicis – l’ultima in ordine di tempo è su, ora, alla Ca’ d’Oro – rispettano davvero l’arte dell’art-star più sfuggente dell’ultimo secolo?

De Chirico ci farà vincere la World League di volley maschile? Eh, magari sì. La Repubblica intervista coach Berruto, allenatore laureato in antropologia, che per caricare i suoi li porta anche a veder mostre. Ma il quotidiano di Ezio Mauro dedica spazio anche a Tano Festa, che ad oltre vent’anni dalla morte incassa tra mostre e cataloghi il giusto riconoscimento.

Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.