La videoarte sul telefonino. Un’opera di Hans Op De Beeck diventa un’applicazione per iPhone

Sea of Tranquillity è un’opera video realizzata dall’artista belga Hans Op De Beeck nel 2010, un lavoro che fonde armoniosamente riprese video tradizionali e scenari ricostruiti tramite grafica 3D. Il titolo fa riferimento al nome di una misteriosa e mitica nave da crociera, la Sea of Tranquillity, intorno alla quale ruotano le vicende dei personaggi. […]

Sea of Tranquillity è un’opera video realizzata dall’artista belga Hans Op De Beeck nel 2010, un lavoro che fonde armoniosamente riprese video tradizionali e scenari ricostruiti tramite grafica 3D. Il titolo fa riferimento al nome di una misteriosa e mitica nave da crociera, la Sea of Tranquillity, intorno alla quale ruotano le vicende dei personaggi. Lo spunto narrativo e poetico viene da una residenza che Op De Beeck ha trascorso a Saint-Nazaire, in Francia, nel 2008, durante la quale è rimasto colpito dalla storia di questa piccola città portuale i cui cantieri producono le più grandi navi da crociera del mondo. La grande e lussuosa nave diventa per l’artista un palcoscenico simbolico ideale per mettere in discussione concetti e valori tipici del nostro tempo come il “tempo libero”, il consumismo e la ricerca del lusso. La colonna sonora, un bellissimo e malinconico brano jazz, è opera dello stesso Op De Beeck, che ne firma musica e parole.
Il video, già presentato in diverse mostre in giro per il mondo e visibile integralmente sul sito web dell’artista, da qualche settimana è anche disponibile come applicazione per iPhone.

Hans Op de Beeck App from Bowyer Video on Vimeo.

Scaricabile gratuitamente dall’app store di iTunes, questa versione di Sea of Tranquillity non si limita a riprodurre il video sullo schermo del cellulare. Il lavoro è stato infatti completamente ripensato per adattarlo a un contesto “espositivo” con caratteristiche autonome rispetto alla proiezione cinematografica, tramite la costruzione di una narrazione frammentaria e non lineare. Nove scene sono state estratte e riprodotte in loop e l’utente può muoversi attraverso le diverse sequenze semplicemente toccando lo schermo. L’atmosfera è la stessa del video originale, ma l’esperienza della fruizione sorprendentemente diversa.

– Valentina Tanni

www.hansopdebeeck.com
Scarica l’app iPhone

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.