La Cattedrale del Mare. Fra carcasse post industriali e scheletri navali, Glasgow risorge col Riverside Museum di Zaha Hadid

Uno spazio ovviamente fluido, quasi un susseguirsi di onde increspate o di layers sovrapposti che generano una lunga copertura ondulata di zinco. Sorge a Glasgow, Scozia, il nuovo museo icona di Zaha Hadid, che si accosta alla riva nell’esatto punto di incontro dei fiumi Clyde e Kelvin, dove l’estuario si allarga per lasciar posto a […]

Riverside Museum_Zaha Hadid Architects_Hawkeye Aerial Photography_3

Uno spazio ovviamente fluido, quasi un susseguirsi di onde increspate o di layers sovrapposti che generano una lunga copertura ondulata di zinco. Sorge a Glasgow, Scozia, il nuovo museo icona di Zaha Hadid, che si accosta alla riva nell’esatto punto di incontro dei fiumi Clyde e Kelvin, dove l’estuario si allarga per lasciar posto a quello che sembra essere, a tutti gli effetti, una Cattedrale del mare.
Il Riverside Museum of Transport si sviluppa come un cannocchiale sull’asse nord-sud incorniciando da un lato la città e dall’altro l’acqua, e delimitando un volume a gomito che ben si adatta al contesto portuale su cui sorge. In questo modo, instaura un importante quanto simbolico grado di relazione tra il fiume e il paesaggio: voluto attraverso una competition internazionale nel 2004, l’edificio rientra infatti nel vasto piano di riqualificazione urbana “Glasgow Harbour Program”, nato per bonificare quella parte di città fatta di carcasse post industriali e scheletri navali in disuso. Non vetro dunque, e neanche bianchi volumi ma un corpo metallico, energico, dinamico, fatto di curve che a loro volta generano altre curve, per completarsi in due prospetti netti, trasparenti, che delimitano gli accessi e amplificano gli scenari.
Gli interni non potevano che essere mossi, scultorei, spazi tanto parametricamente reali da sembrare virtuali. Grandi altezze ospitano esposizioni permanenti di esemplari antichi e moderni di mezzi di trasporto, per una superficie totale di 7mila metri quadrati.

Giulia Mura

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.