La Cattedrale del Mare. Fra carcasse post industriali e scheletri navali, Glasgow risorge col Riverside Museum di Zaha Hadid

Uno spazio ovviamente fluido, quasi un susseguirsi di onde increspate o di layers sovrapposti che generano una lunga copertura ondulata di zinco. Sorge a Glasgow, Scozia, il nuovo museo icona di Zaha Hadid, che si accosta alla riva nell’esatto punto di incontro dei fiumi Clyde e Kelvin, dove l’estuario si allarga per lasciar posto a […]

Riverside Museum_Zaha Hadid Architects_Hawkeye Aerial Photography_3

Uno spazio ovviamente fluido, quasi un susseguirsi di onde increspate o di layers sovrapposti che generano una lunga copertura ondulata di zinco. Sorge a Glasgow, Scozia, il nuovo museo icona di Zaha Hadid, che si accosta alla riva nell’esatto punto di incontro dei fiumi Clyde e Kelvin, dove l’estuario si allarga per lasciar posto a quello che sembra essere, a tutti gli effetti, una Cattedrale del mare.
Il Riverside Museum of Transport si sviluppa come un cannocchiale sull’asse nord-sud incorniciando da un lato la città e dall’altro l’acqua, e delimitando un volume a gomito che ben si adatta al contesto portuale su cui sorge. In questo modo, instaura un importante quanto simbolico grado di relazione tra il fiume e il paesaggio: voluto attraverso una competition internazionale nel 2004, l’edificio rientra infatti nel vasto piano di riqualificazione urbana “Glasgow Harbour Program”, nato per bonificare quella parte di città fatta di carcasse post industriali e scheletri navali in disuso. Non vetro dunque, e neanche bianchi volumi ma un corpo metallico, energico, dinamico, fatto di curve che a loro volta generano altre curve, per completarsi in due prospetti netti, trasparenti, che delimitano gli accessi e amplificano gli scenari.
Gli interni non potevano che essere mossi, scultorei, spazi tanto parametricamente reali da sembrare virtuali. Grandi altezze ospitano esposizioni permanenti di esemplari antichi e moderni di mezzi di trasporto, per una superficie totale di 7mila metri quadrati.

Giulia Mura

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Giulia Mura
Liceo classico E.Q.Visconti, laurea triennale in Arredamento e Architettura di Interni presso l’Università la Sapienza – Valle Giulia con tesi sperimentale in museografia (prof.ssa Daniela Fonti e Rossella Caruso), e master in “European Museology” presso la Iulm di Milano (prof. Massimo Negri) . Da qualche anno collabora con il prof. Luigi Prestinenza Puglisi , con cui collabora presso il laboratorio PresS/T factory nel ruolo di organizzatrice di Mostre ed Allestimenti presso la Casa dell’architettura- Acquario Romano, nonché come giurata nei concorsi e assistente all’Università Ludovico Quaroni, facoltà di disegno industriale. Scrive per www.presS/Tmagazine.it, per la rivista araba Compasses (www.compasses.ae) e per Artribune (www.artribune.com). Attualmente impegnata come junior curator per la seconda edizione di Worldwide Architecture, edizioni Utet e consulente museologia al museo Mafos ( Museo e Archivio di Fotografia storica), Roma.