L’arte fuori dal tunnel. Alle Cinque Terre quattro gallerie ferroviarie in disuso diventano l’art gallery più lunga del mondo

Quattro gallerie ferroviarie in disuso, restaurate e pedonalizzate, che corrono a picco sul mare, mettendo in collegamento le cittadine di Levanto e Bonassola, a ridosso delle Cinque Terre. Che diventano uno spazio espositivo unico al mondo, due chilometri e mezzo d’arte. È la Tunnel Gallery, che debutta quest’anno – fra il 20 e il 31 […]

Quattro gallerie ferroviarie in disuso, restaurate e pedonalizzate, che corrono a picco sul mare, mettendo in collegamento le cittadine di Levanto e Bonassola, a ridosso delle Cinque Terre. Che diventano uno spazio espositivo unico al mondo, due chilometri e mezzo d’arte.
È la Tunnel Gallery, che debutta quest’anno – fra il 20 e il 31 luglio – con una nuova sezione Arte, Cinema, Architettura nell’ambito dell’VIII edizione del Laurafilmfestival. Le sezioni, in realtà, curate rispettivamente da Francesca Franco – installazioni site specific, mostra Generazioni a confronto, concorso Video arte, sezione Luoghi e persone -, Roberto Giannarelli, Pierpaolo Andriani e Bruno Garbuglia – concorso cortometraggi, rassegna di film, documentario sulla storia delle ferrovie – e Matteo Clemente con la collaborazione di Carmen Andriani, per il concorso Ri_Utilizzare, Re_Cuperare Ri_Nnovare.
Una nuova affascinante attrattiva per i tanti artlovers che scelgono le Cinque Terre per le vacanze, una location inusuale e carica di memorie, dove vedere alla prova i tanti artisti coinvolti nelle diverse sezioni, da Mariagrazia Pontormo a Carlo Bernardini, da Pino Modica a confronto con Lapo Simeoni, a Laura Mergoni, con il parigino Groupe De Recherches Artistiques en Appartements.

www.laurafilmfestival.com


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  • raffaella

    FANTASTICO!!!!!!!!!!!!!!!!

  • annachiara de paola

    Bernardini è il mio mito, cambia ogni volta il titolo mettendo però in scena sempre lo stesso identico lavoro (magari riciclando anche gli stessi materiali).
    Un artista per tutte le stagioni.

    a bernardì, che vita grama che te sei scelto…

    • Non sono per niente d’accordo. Carlo è un artista molto serio che ogni volta che fa un’istallazione ci indovina e fa un bellissimo lavoro. E’ tutta invidia, secondo me! Come dice quel pirla che dice che usa le lampadine e gli consiglia di usare il neon. Carlo usa le fibre ottiche, che sono delicate, costose e difficili da maneggiare, anche perchè hanno un motore che deve essere nascosto. E poi Cralo non ha bisogno di essere difeso, è un granede artista e sta andando benissimo! Non fa una vita grama, guadagna anche un sacco di soldi! “Divertendosi”!

      • gianni ambrosio

        Sono proprio i soldi il problema, gli artisti di poco coraggio trovato il filone che gli permette di raggranellare qualche soldo non lo mollano più e se ne fregano della ricerca.
        Il lavoro di Carlo Bernardini ricorda molto alcune sperimentazioni fatte sul finire dei sessanta e per tutti i settanta, e già questo non depone a suo favore, se poi aggiungi il fatto che il lavoro è sempre lo stesso (ma proprio sempre) la cosa si fa veramente triste. Questa non mi pare invidia, ma sono argomenti validi su cui riflettere, e valgono per Bernardini come per ogni altro artista. Per me ha ragione Chiara.

        • Ma! Per me ci sono gli aristi che lavorano e quelli che non lavornano, tutto qui!

  • pinco

    bernardini ha rotto i droni! sempre con le solite lampadine, ma passa al neon!

    • E’arrivata la stupidaggine, fra un po’ scriverà che Fontana ha rotto i droni con i tagli e i buchi!

  • melissa

    Veramente una location suggestiva! Sono curiosa di vedere le opere!

  • Pantzela

    Lo spazio è bello ed originale, ma la gestione penso non sia facile.

    • Ifatti, speriamo di aver bene organizzato, se va bene l’anno prossimo faremo molto meglio.

  • L’IDEA E’ BUONA , LOSPAZIO E’ PRESTIGIOSO, MA!!!!!!!!!!! VEDREMO SE SARANNO LE CINQUE TERRE O LE OPERE AD ATTIRARE LA GENTE.

    • Ma il trucco è proprio questo, tutte e due le cose insieme. L’importante è che venga tanta gente, magari qualcuno estraneo al mondo dell’arte sì appassiona pure

  • Un’iniziativa di recupero “underground” molto interessante e suggestiva. Se penso a quanta gente c’è passata nel buio guardando scorrere la roccia duramente scavata, immersi nei propri pensieri interrotti dagli squarci di luce fra un tunnel e l’altro … quanta energia imprigionano o sprigionano questi tunnel??? Mi piacerebbe poterci esporre qualcuna delle mie opere. Vi auguro una buona riuscita dell’evento e spero di poter venire a vederlo di persona.