Il make-up giusto per l’estate? Quello leggero e sobrio di Cindy Sherman. Ma attenzione, è un’edizione limitata…

Per la MAC, famosa linea di prodotti cosmetici statunitense, non è la prima volta. Si erano già interessati all’arte contemporanea infatti, con un famoso photo shoot ispirato a Roy Lichtenstein che ha fatto il giro del web un paio di anni fa. Protagonista, una modella trasformata in fumetto grazie alle mani di un abile truccatore. […]

Cindy Sherman, self portrait

Per la MAC, famosa linea di prodotti cosmetici statunitense, non è la prima volta. Si erano già interessati all’arte contemporanea infatti, con un famoso photo shoot ispirato a Roy Lichtenstein che ha fatto il giro del web un paio di anni fa. Protagonista, una modella trasformata in fumetto grazie alle mani di un abile truccatore.
Stavolta però hanno puntato molto più alto, riuscendo a coinvolgere nella loro ultima operazione di marketing un’artista vivente e super-quotata come Cindy Sherman (recentemente una sua fotografia è stata battuta all’asta per 3,89 milioni di dollari). Ed effettivamente, chi meglio della Sherman, regina dei travestimenti, poteva fare da testimonial per una linea di rossetti, eyeliner, ombretti e fondotinta?
L’edizione è limitata e verrà lanciata a fine settembre, ancora non si sa a quali prezzi. Nel frattempo, che dite, ha vinto la palma di notizia più triste dell’estate?

– Valentina Tanni

www.maccosmetics.com


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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • …magari no sará la piú triste ma buone chances di piazzamento ;-)

  • gatto delle navi

    lei può

  • marta jones

    Di triste vedo solo il commento pseudo snob tipico del nostro italico mondo dell’arte (e non solo ovviamente..) !! Che differenza ci sarebbe tra vendere I suoi ‘prodotti’ appesa ad un muro di una galleria o di una casa d’aste, e vendere I’ll prodotto di altri appesa ad un cartellone pubblicitario o sulle pagine dei giornali ?!la pop art in USA esiste da sempre….

  • Giovanna Gaglianese

    Quanta puzza sotto il naso trasuda da questo articolo! La Sherman è un’artista sicuramente eccentrica e interessante, e collaborare con una casa cosmetica come la MAC, che da sempre si circonda del meglio del mondo dell’arte e dello spettacolo per pubblicizzare i suoi prodotti – ottimi peraltro – non mi sembra abbia nulla di ridicolo o triste, tutt’altro.
    Ah, la MAC è canadese, non statunitense.

  • un artista

    che cosa ci sarebbe di triste? ma perfavore, poi si difendono i reality show su sgallettate aspiranti artiste, questa è la tristezza