Il cinema d’arte sbarca al Lido. In concorso alla Biennale di Venezia ci sarà anche L’ultimo terrestre del fumettista Gipi

Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi, si autodefinisce sul suo blog “realizzatore di storie a fumetti e cortometraggi imbecilli”, ma la sua opera prima da regista, L’ultimo terrestre, è fra i tre titoli italiani in concorso alla 68a Mostra del Cinema di Venezia (31 agosto-10 settembre), insieme a Cristina Comencini con il lungometraggio Quando la […]

Pacinotti sul set de L'ultimo terrestre

Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi, si autodefinisce sul suo blog “realizzatore di storie a fumetti e cortometraggi imbecilli”, ma la sua opera prima da regista, L’ultimo terrestre, è fra i tre titoli italiani in concorso alla 68a Mostra del Cinema di Venezia (31 agosto-10 settembre), insieme a Cristina Comencini con il lungometraggio Quando la notte e a Emanuele Crialese con Terraferma.
Nel suo primo film, prodotto da Rai Cinema e Fandango, porta sul grande schermo una graphic novel non sua, ma di Giacomo Monti, Nessuno mi farà del male, che racconta una storia di solitudini e diversità durante l’ultima settimana prima dell’arrivo di una civiltà extraterrestre sulla terra. Gipi, pisano classe 1963, si afferma in Italia come autore di fumetti grazie alla piccola e dinamica casa editrice bolognese Coconico Press che pubblica nel 2003 la sua prima opera monografica dal titolo Esterno Notte. I suoi disegni “graffiati” si accompagnano sempre a una scrittura sofferta, memore della lezione di Andrea Pazienza che ha conosciuto personalmente: “Quand’ero ragazzo impazzivo all’idea di trovare uno stile mio, impazzivo – ha detto una volta durante un’intervista –. Un po’ perché nella mano avevo Andrea Pazienza che all’epoca faceva cose veramente spaziali. Avevo Andrea Pazienza completamente fuso nella mano destra e anche nella testa e anche nelle parole.
Nel 2007 Artissima Fumetto di Torino ha dedicato una mostra antologica a questo autore di fumetti che sconfina anche nella pittura, realizzando illustrazioni con diverse tecniche, dall’acquerello all’olio, e nella musica, con il disegno della copertina del primo disco di Le luci della centrale elettrica, intitolato Canzoni da spiaggia deturpata, pubblicato il 1 maggio 2008.

– Claudia Giraud

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).