Il castello della creatività. Fra arte e design, Sotheby’s ospite d’onore di Sudeley Castle, nel Gloucestershire

Neanche Sotheby’s ha intenzione di andare in vacanza, e anzi il 28 luglio inaugura la sua seconda mostra-vendita en plein air, nelle magiche atmosfere del Sudeley Castle. Siamo nel Gloucestershire, nell’Inghilterra sud-occidentale, testimone di oltre mille anni di storia inglese. Sudeley oggi è la dimora di Lady Ashcombe e della famiglia Dent‐Brocklehurst, che a partire […]

David Adjaye - Giza Bench

Neanche Sotheby’s ha intenzione di andare in vacanza, e anzi il 28 luglio inaugura la sua seconda mostra-vendita en plein air, nelle magiche atmosfere del Sudeley Castle. Siamo nel Gloucestershire, nell’Inghilterra sud-occidentale, testimone di oltre mille anni di storia inglese. Sudeley oggi è la dimora di Lady Ashcombe e della famiglia Dent‐Brocklehurst, che a partire dal 2005 ha organizzato una serie di mostre di arte contemporanea il cui successo ha portato alla collaborazione con Sotheby’s.
La mostra attuale, intitolata Material Worlds, chiuderà il 30 settembre culminando con la vendita delle opere esposte. Al castello verranno messe assieme opere uniche o in edizione limitata di undici artisti e designers come Ingo Maurer, Tord Boontje, Paul Fryer, Laura Ellen Bacon e gli architetti David Adjaye e Amanda Levete, con prezzi compresi fra i 3.500 e i 345mila dollari.
Due opere sono state commissionate appositamente per la mostra al castello di Sudeley: una all’artista  Laura Ellen Bacon, titolo Form of Intrigue, un’installazione di ramoscelli intrecciati che scendono dalle rovine del castello; nel giardino, invece, tre sculture argentate di Stephen Johnson intitolate Now Isn’t That Lovely series: Madam; Owl and Pooh.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.