Federalismo demaniale regalo alla speculazione edilizia? Sì, solo se si è incapaci di fare progetti di qualità. A San Gimignano, invece…

Scettici sul federalismo demaniale? Probabilmente – se lo siete – lo siete a ragione, visto che in generale le premesse del provvedimento peccano di concretezza, ed in Italia siamo maestri per trasformare questo in stasi. Eppure le eccezioni non mancano, e una l’hanno vista tutti quelli che hanno passato i fatidici 5 giorni a Venezia […]

L’ingresso dell’ex convento di San Domenico

Scettici sul federalismo demaniale? Probabilmente – se lo siete – lo siete a ragione, visto che in generale le premesse del provvedimento peccano di concretezza, ed in Italia siamo maestri per trasformare questo in stasi. Eppure le eccezioni non mancano, e una l’hanno vista tutti quelli che hanno passato i fatidici 5 giorni a Venezia per la vernice della Biennale: lì la cessione dell’area dell’Arsenale è cosa avviata e già con risultati concreti e visibili (come ad esempio la Torre di Porta Nuova, che ospita il Padiglione del Sudafrica).
Di un altro esempio di virtuosità delle norme giunge ora notizia da San Gimignano, dove l’ex convento di San Domenico, del tredicesimo secolo, divenuto poi carcere nel 1800 ed oggi in stato di abbandono, sarà il nuovo fulcro culturale e turistico della cittadina, dopo il passaggio gratuito della struttura dal Demanio dello Stato ai tre enti locali. Un progetto mastodontico, che interesserà un’area di quasi 20mila metri quadrati, con investimenti stimati in qualcosa come 17 milioni di euro su un arco temporale di circa undici anni.
Ci sarà fra l’altro uno spazio eventi esterno con una capienza da quasi 2mila posti, sull’area un tempo dedicata all’ora d’aria per i detenuti, e poi uno spazio museale interno, le antiche celle trasformate in botteghe artigianali, molti spazi per servizi museali e di accoglienza.

Il cortile interno