E alla fine anche a Stefano Boeri toccò la spinosa questione. Ce lo teniamo, il “dito” di Cattelan?

“La mia intenzione è di lasciarla nella piazza e di incontrare i vertici di Palazzo Mezzanotte per convincerli della valorizzazione che quella scultura ha generato. Non vorrei trovare tra qualche mese quest’opera nella piazza di un’altra città. So come vanno queste cose, ci sono città che non aspettano altro che prendersela”. Sono per Maurizio Cattelan […]

Maurizio Cattelan - L.O.V.E.

La mia intenzione è di lasciarla nella piazza e di incontrare i vertici di Palazzo Mezzanotte per convincerli della valorizzazione che quella scultura ha generato. Non vorrei trovare tra qualche mese quest’opera nella piazza di un’altra città. So come vanno queste cose, ci sono città che non aspettano altro che prendersela”.
Sono per Maurizio Cattelan le prime – o fra le prime – parole di Stefano Boeri da neoassessore alla Cultura milanese. E sono riservate ad una delle molte questioni lasciate in sospeso dalla precedente giunta Moratti dopo il – non previsto? – cambio della guardia a Palazzo Marino. Che fare di L.O.V.E., la famosa e irriverente scultura (il “dito medio”) piazzata dall’artista in piazza Affari, davanti all’ingresso della Borsa, con tutto il can can di polemiche che ne è seguito?
Io sono per valutare la possibilità – ribadisce l’assessore a Repubblica Milanoche la scultura resti nella piazza. È un’opera pensata per quel luogo, ha un valore cospicuo e la sua installazione ha acceso l’interesse per una bellissima piazza milanese, richiamando cittadini e turisti”. Prevista inizialmente per un’esposizione di un mese, di proroga in proroga si è arrivati ad una deadline a settembre prossimo: e poi che succederà? Il malcontento si concentra proprio dentro il palazzo della Borsa, con tanti indispettiti per lo scherno che l’opera getterebbe sull’ambiente finanziario. Dal canto suo Cattelan, sempre al quotidiano, conferma la sua disponibilità a donarla alla città, a patto però che resti dov’è.
A breve si saprà qualcosa, Boeri ha messo la questione in cima alla sua agenda. E voi come la pensate? Chi ha qualcosa da dire, parli ora o taccia per sempre!

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  • Bravo Boeri, teniamola li la scultura!

    • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

      CI MANCA SOLO UN REFERENDUM!!!

      Gli studiosi di urbanistica, i comitati in difesa del centro storico di Milano; i notabili, chierici dell’arte italiota e politico di turno della cultura, saranno in prima linea a discutere sulla rimozione (SI o NO) di un insignificante (dito medio) – che a mio parere non indica proprio NULLA. Alcuni di loro sono così attaccati a queste polemicucce maniacali da illudersi che in questa disputa il popolo gli renda meriti e nuovi riconoscimenti culturali e politici.

      Sono ben altri gli argomenti che risvegliano e accendono concretamente, l’attenzione dei cittadini: (disoccupazione, povertà, disgregazione sociale, inquinamento dell’abiente, del corpo e della mente). Ma questo è un’altro discorso da affrontare in un’altro contesto!

      Già li vedo, nei Palazzi del potere, nei salotti dell’arte, nelle pubbliche e private residenze fare dissertazioni in merito e litigare (per finta) fra loro per un nonnulla…; mentre nel cielo opaco e inquinato di Milano, le nuvole nere, guardano dall’alto con disprezzo e commiserazione simili ed inutili dicussioni da parrucchieri.

      E’ se la ridono a crepapelle delle loro elucrubazioni mentali. Per venirne a capo non ci rimane che suggerirgli di fare un referendum popolare per affollare piazza affari di nuovi investitori d’arte.

      • Lorenzo Marras

        Diamo tristemente notizia della prematura (si fa per dire) scomparsa del nostro amato (si fa per dire) Savino Marsiglia, suicidatosi subito dopo aver concluso che il gestaccio di Cattelan “non indica proprio NULLA”.
        Pubblichiamo qui il suo ultimo videomessaggio realizzato poco prima dell’insana (si fa per dire) decisione di togliersi la vita:

        youtube.com/watch?v=-EDQnVOHDPE

        • Lorenzo Marras

          PS: prossimamente, su questo nostro amato sito – Artribune – verrà indetto un SONDAGGIO, a guisa di quell riferiti all’arte, per stabilire come utilizzare la salma del mio caro amico (e compagnodimerende) Savino Marsiglia.
          In anteprima una delle future opzioni disponibili: saponette.

          • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

            yotube. com/watch?= EDQnVOHDPE

            COMUNICATO DEL CLAN DEI MARSIGLIESI DELL’ARTE

            L’azione compiuta questa mattina dalla nostra organizzazione, conosciuta pubblicamente nel mondo dell’arte occulta, come (BANDA ASSASSINA DELLA FILIERA FINANZIARIA DELL’ARTE) ha sortito un effetto contrario alle aspettative di tanti detrattori (amici/nemici) che avrebbero voluto trasformare il buon grasso del defunto Marsiglia in confezioni di saponette profumate da diffondere poi nella galassia del mercato cosmetico mondiale.

            Ma i medici addetti ai lavori di sabotaggio artistico non sono cascati in questa astuta trappola. Durante l’agonia, hanno prelevato dal corpo di Savino cellule staminali per produrre su scala mondiale un micidiale virus, (un arma di distruzione di massa) da diffondere nel sistema delirante, malato dell’arte.., che come ben sapete, è affetto da tempo da tutte le patologie conosciute dalla moderna medicina.

            Questa “provocazione” rappresenta un salto di qualità, rispetto a quelle inoffensive, ampollose, retoriche di ordigni linguistici spuntati, realizzate da finti artisti e critici da salotto che prestano opera dentro il ciclo di produzione/ organizzazione del consenso e del controllo mediatico di massa.

            Questa provocazione, ispirata al CACADADAISMO rappresenta l’ennesimo passaggio dal linguaggio addomesticato dell’arte alla cospirazione che si realizza sul terreno del linguaggio.

        • Gianna

          ahahaha! povero Savino :)

        • Champagne!

          • Beatrice

            Altro che defunto… Savino gode di ottima salute! Si trova a Marsiglia! In questo momento ha tra le cinque dita una coppa di ottimo champagne. Naturalmente prodotto dal CLAN DEI MARSIGLIESI.
            .

  • Lorenzo Marras

    E’ un monumento, non una scultura.

  • Nei monumenti si nascondono le ideologie peggiori.
    Consiglio al dott. Boeri di occuparsi dell orto botanico nell expo che lì la battaglia con i fans da grattacielo daranno vera battaglia.
    Lasci che i cattelan seppeliscano i cattelan.

    • Lorenzo Marras

      Bravo doppelganger!, diglielo anche tu a quella Capra che fa il Mao+libretto di leggere, quantomeno, un dizionario d’arte (anche la Garzantina andrà benissimo) prima di mettersi a giocare al “contemporary art curator”.
      Ma cose da pazzi davvero…

      • Gemello è buona educazione non prendere a bersaglio le persone ma solo ideologie – pre-giudizi – razzismi – deliquenzialita’ gratuite – delazioni e quant’altro.

        le Persone non si toccano.

        naturalmente sei libero di insultare me, sono abbastanza corazzato.
        ma gli altri NO.

        • Lorenzo Marras

          Eh ma pensi che la CapraMaoZedong non sia corazzata?! Fidati, è corazzata eccome, è corazzata Potemkin!

          • Gemello, guarda che l’argomento non è Capra, è il monumento alla memoria Cattelan.

          • Lorenzo Marras

            Ah … non è (la) Capra? … emm …
            Riflettiamo sull’opera allora. A tal proposito h&m mi ha chiesto di fungere da portavoce per lui (è in spiaggia in preda a crisi ossessivocompulsive perché non riesce a ricevere il segnale internet). Insomma, h&m sostiene che il ditone di Cattelan non è nemmeno un monumento, è un nocumento! (A dire il vero lui aveva espresso il concetto con termini più semplici, “nocumento” gliel’ho suggerito io…)

          • Lorenzo Marras

            PS: La “messa tra parentesi” dell’articolo determinativo davanti a Capra nel messaggio precedente non è mia, bensì di LorenzoMarras.

        • Lorenzo Marras

          Eppoi suvvia, la “buona educazione” va bene per te; non puoi pretendere da me-te una tale forma di asservimento al politically correct. Perché è vero che io sono te, ma è anche vero che non sono te: io sono te dissociato. Del resto, quando LorenzoMarras si dissocia da LorenzoMarras diviene, appunto, Lorenzo / Marras.

          • ma Gemello il punto non è la nostra sprettale identita’ , chissenefrega di Marras .
            il punto e’ che dietro la formula “buona educazione” che tu interpreti in modo beota c è un invito ad evitare condotte, che in casa mia, denotano un atteggiamento quantomeno vigliacco.
            e a te , a cui l’intelligenza ed anche il buon umore a quanto vedo non manca,
            e’ disdicevole farne pubblico uso.

          • Lorenzo Marras

            Al contempo beota e intelligente. Vedi che hai colto!, anche se poi ti schernisci fingendo di non aver inteso (modestone!): in quanto dissociato io posso essere entrambe le cose; pertanto, molto meno noioso che indissociato : )

            (chissà se la parte beota è Lorenzo e quella intelligente Marras, o viceversa… bah…) comunque sia, ammè Alighiero & Boetti mi fa(nno) un baffo, tsè!

    • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

      caro lorenzo, (cattelandia) è già seppellita prima di nascere… non c’è ombra che regga…

  • si parva componere magna

    togliete quell’orrore da lì, per favore: tra l’altro, sta portando una rogna mai vista

  • spettrale……

  • gli atti gemello caro hanno sempre origini di pura contigenza. Emotivita’, ira, stupidita’ sono sempre in agguato. Beota era il modo innocente che incosapevolmente hai usato. Questo non significa che una parte contamini il tutto.
    Avrei voluto ambire ad una sana modestia, ma purtroppo sono troppo capriccioso e umorale e dunque non me la posso permettere.
    Ma poi cosa ti dico queste cose… tu sei me.

  • Gemello caro, è superfluo stabilire il chi , è ovvio che tu sia me.
    comunque mi dissolvo e ti lascio il timone. vedi di non stropicciare nessuno e guarda questo monumento che ha bisogno di una spallata da audaci e a te le doti non mancano.
    ciao .

  • hm

    io lo metterei nel parcheggio della stazione bovisa, non passa molta polizia e lo si può tagliuzzare tranquillamente fino al piedistallo asservendo la sua vera funzione di nocumento .

  • hm

    io lo metterei nel parcheggio della stazione bovisa, non passa molta polizia e lo si può tagliuzzare tranquillamente fino al piedistallo asservendo la sua vera funzione di nocumento .

  • ok va bene..devo dire che il dito fa veramente il suo effetto ..e bravo il nostro maurizio, sempre geniale.;-).
    quindi insopportabile ai più ma che si tranquillizzino tutti è già abbastanza annoiato da questo settore. magari questa volta ci mette lo zampino al posto di un dito…chissà.

  • guido

    Due riflessioni:
    La prima:
    è da tempo che volevo fare i complimenti a Massimiliano ed alla sua squadra per aver introdotto nel nostro sociale, un nuovo modo di affrontare problematiche sociali,culturali epolitiche nell nostra collettività legata al contemporaneo : IL COMMENTO!
    E sì ,oramai è divenuto un linguaggio ed un metodo in uso ovunque,anche in riunioni che dovrebbero essere invece luoghi di analisi e proposte,fuori dalla testata ,ovviamente.Non voglio essere frainteso ,ma veramente se fossi un docente di comunicazione scriverei un testo per elogiare e spiegare questa nuova tecnica dialettica ,a dir poco improduttiva,ma che ha un grande effetto di collante ed ha ottienuto il grande risultato di divulgare la cultura del contemporaneo anche ai non addetti ai lavori. Complimenti sinceri ! Spero tuttavia che con il tempo sarà chiaro che questa tecnica va bene nel suo contesto di origine e non in altri contesti dove la dialettica del confronto serio ed efficente deve essere primaria.
    La seconda:
    le opere di Cattelan,a mio avviso, hanno brillantemente superato l’era dell’effimero nell’arte contemporanea dell’ultimo ventennio ,perchè sintetiche e riflessive e mai ridondanti ,come lo sono diventate invece tante di artisti ,oltreoceano,che invece spinti dalla filosofia ,appunto dell’effimero,hanno ceduto alla volontà di grandezza ,tipica dell’era della Finanza speculativa.Farsi una passeggiata nelle collezioni di Pinault chiarisce appieno quanto le opere del Maurizio nazionale restino legate ultra tempore ed ultra moda.
    La finanza speculativa ,nonostante la batosta ricevuta nel triennio passato ha ripreso con vigore sorprendente a produrre i suoi devastanti effetti , a tal punto da diventare strumento di novello colonialismo ai danni delle nazioni più deboli ,ma più appetibili (Grecia,Portogallo,Spagna ed ora tenta anche sull’Italia ,paese debole ma ricchissimo di risparmi e di richezza mal gestita).La Borsa valori ha tutta un altra utilità ,non dimentichiamocelo ,ma nella stessa sede hanno luogo le grandi speculazioni con i suoi i junk bonds, gli swaps, le opzioni ai quali si sono andati ad aggiungersi, i subprime i quali possiedono l’esplicita pecularietà di “addossare ai lavoratori i costi della speculazione ”
    Il dito di Cattelan è monito e riflessione per quelli che credono che il mondo del lavoro,anche intellettuale e propriamente artistico,sia virtuale e non reale.Ebbene che rimanga lì dove è stato concepito !

    • il “COMMENTO” del Signore di nome Guido (presumo un sottaciuto Addetto ai lavori) è molto bello.
      lo dico, sia ben chiaro, al riparo da ogni tentazione di facile ironia ma esclusivamente per quella capacita’ che il bello ha , di entrare in relazione con il paradossale piu’ nascosto nelle cose.
      detto , interessante commento, ha oltre il pregio di essere scritto in quello singolare stile curiale ,( tipico di chi sa unire la lode con l’esercizio dello stiletto), quello di fare trapelare le verita’ piu’ sottili e per questo inpensabili come ad esempio stabilire una DISTANZA tra chi , ad esempio, pensa e chi invece commenta.

      Prima ancora di giungere al “dito” Cattelan (reliquia di nuove specie di fedeli) oggetto della discussione è il COMMENTO o meglio, questa strana fenomologia che è il COMMENTO, declinato dal nostro occasionale commentatore come :
      – una introduzione nel nostro Sociale (sara’ il ghetto ?) da parte di Tonelli & c.
      – nuovo modo di affrontare le problematiche ( che i saggi ed i phamplet recensioni o quant’altro stiano in guardia, non si sa mai)
      – come tecnica dialettica, a dir poco IMPRODUTTIVA ma che ha (sentite sentite) un gran effetto di COLLANTE ed ha ottenuto il grande RISULTATO di divulgare la cultura del contemporaneo ANCHE ai non addetti ai lavori .

      Quando ho terminato di leggere quest’ultima trovata, mi sono cascate letteralmente le braccia , non solo perche’ parlare di DIVULGAZIONE della cultura , di per se è di una volgarita’ inaudita scritto , poi, in uno spazio come questo e tenuto conto che qui, il nostro occasionale commentatore , ignora che si fa esperienza COMUNITARIA di condivisioni e cosa ancora molto piu’ bella si fa esperienza di confronto con le BENEDETTE CONTRADDIZIONI che fanno bene a tutti, (me compreso, non so a egli).

      E’ singolare ma è da un po di tempo a questa parte che leggo commenti ,da parte di coloro ritenuti, addetti ai lavori,(notoriamente considerati autorevoli) ed avverto nelle loro parole una inspiegabile insofferenza verso uno spazio come questo , a torto, considerato stupidamente concorrenziale e che indirettamente alimentano una apparenza gerarchica di arrivati ed esclusi.

      il “COMMENTO” del nostro va , a mio parere , in questa direzione.

      sulla seconda parte di questa riflessione , ovvero il consenso alla reliquia di qui sopra , ho in altre occasioni espresso la mia posizione nei confronti della “METAFISICA” CATTELAN ed ognuno e’ libero di manifestare la propria devozione come meglio crede.

      • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

        LA CELEBRAZIONE DELLA RELIQUIA SI SAN CATTELAN

        Nella celebrazione della reliquia di san cattelan, esposta in piazza affari, gli adoratori moltiplicatori del NULLA, manifestano tutto il loro fervore critico-pappagallesco; tinto di espressioni fosche: Si! è una vera opera d’arte! Ma che dici ! Va rimossa subito! No ! Sta bene lì !

        La stessa identica chiaccherologia ripetuta all’infinito, che si sente ogni qualvolta si parla di un nuovo giocattolo in produzione. Ecco che ci risiamo con i soliti grilli parlanti che amplificano la portata scandalistica- mediatica di un banale pupazzo inoffensivo.

        Assistiamo ad esclamazioni come: ha offeso la religione, no gli ebrei, i cattolici, i poveri bambini, il mondo animale, il pudore del pubblico etc.. Ancora non si comprende che qui siamo di fronte a giocattolini in vetroresina o vari materiali, pensati a tavolino e costruiti da abili artigiani, con il chiaro intendo mediatico di far chiaccherare (come si dice fare cronaca giornalistica) e comunque sia, far sciogliere di corpo gli stessi stitici adoratori a caccia di finti scandali .

        Mentre il vero scandalo è proprio l”indifferenza, la normalità che aleggia nella nostra realtà. Un presente che ci circonda, che è sempre più inquietante; un potere “invisibile”, ma che esiste e ci controlla bene; senza che noi, veramente ce ne accorgiamo.

        Un sistema sociale e una cultura di massa che ci strappa dall’anima l’istinto naturale di una causalità altra; quella autentica meta-fisica, spirituale, che non appartiene certo a questa società materialistica, consumistica; basata solo sull’ apparenza; di tanta arte patinata, ma senza anima; di tanti contenuti innocui, espressi inimmagini, in forme etc..

        Domando ai più raffinati adoratori di Cattelan: Saprebbero rispondere a chi avesse fatto loro domande sull’espressione poetica, sulla filosofia dell’arte nella poetica di Cattelan?

        Di ciò non c’è che traccia alcuna, se non qualche disquisizioni da parrocchia. Qui si ritorna alla (chiaccherologia a perdere), lo sport nazionale di cui gli italiani ne sono maestri. Senza badare molto alla sostanza dei fatti.

        Qui la parola METAFISICA è usata per ingannare gli stolti.

        A Cattelan di tutto questo se ne infiscia ampiamente..tranne che della chiaccherologia a vuoto a perdere.

        • Tommy

          BRAVO SAVINO!!!

      • hm

        embè? tutte robe già risapute almeno dal 2004, quando si sono diffusi i primi blog .
        hai espresso in altre occasioni la tua posizione nei confronti della merdafisica cattelan con che nome scusa? sempre un nome fake da parassita?

        • hm

          ho sbagliato posizione per postare, il commento precedente è per il fake marras .

          • Hm il mio gemello ha il colore Nero e dopo il nome ha uno spazio.
            Non so spiegare perché lo fanno, scriviamo solo opinioni .

          • hm

            perchè sono dei vermi .

          • Cristiana C urti

            Io la definirei un’interessante, ancorché cauta, forma di appropriazionismo nutrito d’estetica relazionale ed esprimente una (molto) libera interpretazione del Guattari-pensiero.
            Ho scritto “cauta” in quanto, tuttosommatto, si potrebbe esser più ortodossi utilizzando i nickname altrui senza modifica alcuna; ma tant’è…
            Fattostà che l’operazione risulta, quantomeno, e citando un vecchio commento del buon saggio hm (che apprezza, definendolo “bello”), un divertente “gioco di società”.

        • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

          IL CACADADAISMO PARASSITA

          caro hm, forse ti confondi con il (CACADADAISMO PARASSITA) corrente di punta della (MERDAFISICA), che fra l’altro, fa esplicitamente riferimento a ciò che il

          corpo lascia dopo aver digerito il cibo ed a tutto ciò che ne consegue alla materia di resulta fecale…

          Naturalmente, in termini di inquinamento artistico. Quello che bisogna domandarsi, è, se un’arte del genere fa veramente bene al corpo e allo spirito?

          buon pomeriggio

      • Guido Cabib

        Mi dispiace che mi è sfuggito il cognome ,sarà stata l’ora tarda e la stanchezza a farmi dimenticarre di scriverlo,ma ho sempre firmato i miei “commenti” con nome e cognome non mi nascondo dietro pseudonimi,mai.

        Non è “una inspiegabile insofferenza verso uno spazio come questo” anzi, tutto il contrario come penso di aver chiarito più volte.Se c’è sofferenza e non insofferenza,è quando questa dialettica si sposta in contesti esterni ,nei quali si dovrebbe pensare ,condividere,proporre ed agire e non come mi è capitato ultimamente ,dove convocati per proporre , mi sono trovato a sentire commenti e non pensieri e proposte..

        Infine l’estensore della news ha chiesto :”E voi come la pensate?” Io mi sono limitato ed esprimere il mio pensiero come mi piace abitualmente fare ,in tutti i contesti e da sempre,in serena tranquillità e nel mio lessico. (la divulgazione della cultura del contemporaneo è ben lungi dall’essere divulgazione della cultura tout court,sig.re Marras)
        Ho imparato a leggere ed ascoltare sin da piccolo il pensiero altrui e ho sempre cercato di comprenderlo se se del caso condividerlo ampliando ed a volte cambiando il mio.Non formo il mio pensiero commentando ed interpretando il pensiero degli altri anche se non lo condivido ,non si legge un libro per commentarlo ma per apprezzarlo o meno!(questo è il mio pensiero ovviamente)

        Per aiutare a capire cosa intendo per “commento ” basta leggere più avanti HM quando commenta il mio pensiero non esprimendo il suo se non attraverso la tentata demolizione del mio.

        Buona noche!!

        • hm

          -Non formo il mio pensiero commentando ed interpretando il pensiero degli altri anche se non lo condivido-

          se non lo condividi direi che lo hai già ampliamente interpretato .
          il fatto che tu non ti esprima in un commento non fa di te una persona migliore o peggiore, se pensi che il tuo pensiero non sia stato demolito dimostralo altrimenti mettiti a piangere in un angolo in silenzio senza farcelo sapere .

          • Guido Cabib

            Hai dei seri problemi !
            Fatti fare un impegnativa e vai da uno psicanalista ,ma almeno per tre anni ,poi se hai tempo fatti un bagno che ti aiuta a migliorare le tue relazioni con il mondo ,ovviamente se vuoi, altrimenti chiuditi in un bagno e butta la chiave nella tazza che è meglio!

          • Guido Cabib

            Dimenticavo, quando avrai il coraggio di mostrarti con il tuo vero nome ,potrei anche pensare di” dimostrarti” ,se mi và, il mio pensiero ,nel frattempo sei nessuno!

          • hm

            un’impegnativa con l’accento grazie . chissenefotte della tua parvenza di pensiero non pervenuto, mi pareva evidente fosse già stata demolita senza pietà . è chiaro che non sei in grado di replicare e ti sei fatto cogliere da una crisi isterica inopportuna . ah dimenticavo tu nel cesso non hai bisogno di chiuderti perchè per la toletta quotidiana impieghi già 5-6 ore ininterrotte di effluvi maleodoranti, tutto questo quando dopo le 2 ore abituali di step rassodanti la tua giornata volge con mestizia al termine . l’ecosistema ringrazia e ti invita a consumare meno calorie .

          • hm

            sorry volevo scrivere con l’apostrofo, a leggere guido gabibbo purtroppo si diventa dislessici .

          • Guido Cabib

            sempre codardo resti,,,,,,,hm hm hm

          • hm

            codardo a chi? pensi che avrei davvero il minimo problema a dirtele in faccia? ciao gabibbo . impara a rispondere sul testo la prossima volta .

        • Egregio Cabib, perche’ dispiacersi ? ! nessuno , penso, muovera’ a Lei alcuna obiezione a fronte di cosi’ innocua dimenticanza. Il cognome poi.
          Cio’ , se è lecito interpretare, indurebbe a ritenere di essere , Lei, interessato piu’ alla sua identita’ che al testo (commento) che ha scritto e che ho avuto l’onore di leggere, commentare e pesare (sia detto con tutte le piu’ buone intenzioni).
          Cabib dunque, pane al pane e vino al vino, sappia che quando leggo non sono interessato tanto alle singole persone, quanto al testo che scrivono e di cui è lecito , fino a prova contraria, decifrarne non solo il contenuto ma anche la “cultura” ( o, “sottocultura”) a cui esse si ispirano.
          Detto questo, nel suo intervento ( tra le altre cose attinenti il consenso o no alla reliquia Cattelan) , ho potuto cogliere un tipo di “cultura” che alcuni chiaremerebbero “elitaria” riflessa da quello a cui do’ il nome di DISTANZA.
          (confermata peraltro dalla sua risposta) .Sia ben chiaro, una DISTANZA assunta da Lei a priori, ancora prima di scrivere. L’opposto a quello che dovrebbe guidare, insomma un PENSIERO.
          Distanza dall’oggetto e da coloro, presumo, che le stanno intorno ma che per chissa’ quali deficit di requisiti , non hanno titolo a fuori uscire da quello che Lei ha perimetrato come “commento” : questa è , stringi stringi, la costruzione teorica che ella fa al riguardo.
          Ed per significarLe cio’ Le ho analiticamente indicato i punti che posso riassumere , nella sostanza :
          – c è chi pensa e chi, commentando, NO.
          – c è chi sa e chi, commentando, NO.
          – c è chi ha titolo a giudicare e chi commentando, NO
          Insomma nella sua prima parte , che puo’ essere definita PREMESSA Lei si è gettato anima e corpo in questa improvvisata requisitoria in cui cio’ che viene in luce, sono i rilievi di cui ho fatto menzione sopra.
          Va bene che era notte, dice lei, ma la stessa di solito porta consiglio ed invece qui siamo di fronte a dei piccoli turbamenti che giocano brutti scherzi.

          Nella sua risposta, si picca inoltre tra le altre cose, secondo me, aggravandole che la divulgazione a cui faceva riferimento era quella riguardante il contemporaneo o meglio la sua cultura . Cosa a mio parere, ancora piu’ rozza e maldestra perche’ Lei declina la locuzione Cultura (del co-ntemporaneo poi) in un oggetto da sotto porre a conseguente indagine , ovverossia considera la medesima in un ottica di pure STUDIO , una cosa a se, separata dal resto e conle annesse gerarchie che ogni esame positivo , comporta.

          Non si rende conto, che ognuno di noi , nella sua singolarita’ intendo è non solo un corpo ma una forma di vita che prende il se , dall’interno, come progetto in divenire e non dall’esterno passivamente ricevendo appunto quelle che sono le ABERRAZIONI di ogni divulgazione .

          Dunque non c è e non ci puo’ essere un rapporto tra chi SA e chi non SA ma solo, un prendersi cura di se stessi attraverso semmai una comunita’,
          OPEROSA senza dubbio. Come quella che in questo spazio, senza accorgersi di nulla , ha vita.

          Non siamo in Unione Sovietica, Cabib.

          Concludo nel significarLe (due cose) : se Lei, ha inteso la critica al suo commento, come un modo superficiale per rivelare il mio commette un errore marchiano. L’altra cosa : se lei concepisce il Libro come dato a se, un altro errore marchiano, perche’ il libro non è solo quello che si legge ma anche quello che si riesce a fare uscire dalle proprie pagine.

          LIBRO ed ARTE COMPAGNI per sempre.

          La saluto.

          • Guido Cabib

            Ecco,ora mi sento in sintonia,non di pensiero ma certamente di modi.
            Ognuno ha il suo modus scribendi ed il suo ora mi è più chiaro ,ciò che mi provoca turbamenti e non piccoli,è che in poche righe di commento il più delle volte si giudica e non si ascolta. E’ il metodo che “mi turba”.
            Esprimere un proprio pensiero,un concetto,e poterlo poi leggere è motivo da sempre,per me,di accrescimento non di giudizio.
            Quando tento di esprimere un mio punto di vista non giudico chi non la pensa come me (“sappia che quando leggo non sono interessato tanto alle singole persone, quanto al testo che scrivono”) Come posso “giudicare o analizzare “ le azioni che sottendo al pensiero se non conosco la persona ? (tra l’altro non giudico , in assoluto )

            Lungi da me pensare di essere in “Unione Sovietica” per esempio,(non è mai stato un paese ed una ideologia vicina alla mia persona , così come lungi da me condividere o vivere in un paese dittatoriale in assoluto); o ancora come e perché si dovrebbe decifrare la cultura o la sotto cultura ,quale utilità ha quest’azione quando si esprime un proprio punto di vista ? ; quale maggior valore da al proprio pensiero cercare di capire se il punto di vista sia “elitario” ,”distante”? ; e cosa c’entra , sempre, una espressione del tipo :” una DISTANZA assunta da Lei a priori”;e via discorrendo, tra espressioni tipo “si picca”,”rozza e maldestra”,”non si rende conto”,”commette un errore marchiano”( anzi due !…).
            Queste espressioni nel testo di un commento, finiscono per spostare l’attenzione di chi vorrebbe comprendere il suo pensiero verso azioni e non concetti .
            Il suo pensiero è in poche righe , condivisibile o meno ,certamente non sbagliato ,aggettivo più consono ad una azione,ad una risposta ma ,credo, non ad un pensiero.
            Credo che negli ultimi anni ,appunto ,si stia dando maggiore attenzione , quando si scrive, a presunti modi di essere piuttosto che al testo ed al pensiero che in esso è contenuto.

            Libri e Cultura per sempre!

            La ringrazio per la risposta .

    • hm

      – le opere di Cattelan,a mio avviso, hanno brillantemente superato l’era dell’effimero nell’arte contemporanea dell’ultimo ventennio ,perchè sintetiche e riflessive e mai ridondanti –

      noooo mica, un papa con addosso un meteorite o un cavallazzo morto appeso o 50 cadaveri allineati con sopra un lenzuolo non sono mica ridondanti, nono .

      – La finanza speculativa ,nonostante la batosta ricevuta nel triennio passato ha ripreso con vigore sorprendente a produrre i suoi devastanti effetti –

      peccato che cattelan sia da sempre schierato con la finanza speculativa che gli ha permesso di diventare milionario, inoltre come è stato più volte fatto notare il dito è rivolto verso il pubblico che entra nella piazza e il gesto è compiuto idealmente da chi lavora in piazza affari, che ha da sempre il rispetto incondizionato di copialan .

      – Il dito di Cattelan è monito e riflessione per quelli che credono che il mondo del lavoro,anche intellettuale e propriamente artistico,sia virtuale e non reale.Ebbene che rimanga lì dove è stato concepito ! –

      perfetto, quindi sulla virtuale internet —> http://www.youtube.com/user/HeartMind999

  • Roberto Codroico

    Anche se perde un dito chi sà quali “inutili gesti” sà fare Catalan con le altre nove dita, Sarebbe meglio che …

  • Manuele

    SAVINO E’ VIVO E VEGETA! SI DICE CHE KATTELAN SIA FINITO SOTTO UNA FERRARI GUIDATA DA UN VIP ALCOLIZZATO.

  • Generazione nulla 2: Maraniello e Andreotta Calò

    whitehouse.splinder.com/

  • Svarto

    Teniamocelo, anzi installiamolo a Roma, piazza Farnese, davanti all’Ambasciata di Sarkozy!

  • Fabrizio Spinella

    Si vedono tante di quelle schifezze in giro, che il dito dello scultore potrebbe servire allo stesso per autoerotismo. Parlate di sberleffo, non concionate di arte. Passi la provocazione, ma continuare a prendere la gente per i fondelli con discussioni artificiose sul dito medio (che già Bossi ha elevato a categoria politica), potrebbe causare la legittima reazione di una persona normale dotata di senso estetico e di buona mira, che da una finestra di Palazzo Mezzanotte saprebbe far saltare il dito con una buona palla di caccia grossa. Una sola botta e via! Il rischio sarebbe quello di santificare i cocci, alzandone le quotazioni.