E al Teatro Valle arriva anche una biblioteca specializzata. È il dono di Ubulibri

La cultura non sta messa bene nel nostro Paese, questo è indubbio. E che teatro ed editoria siano fra gli ambiti più bistrattati, è poco opinabile. Fa quindi quasi tenerezza il gesto di solidarietà di Ubulibri, casa editrice romana ideata da Franco Quadri (recentemente scomparso) e specializzata proprio in pubblicazioni che riflettono sulle arti performative: […]

Il Teatro Valle occupato a Roma

La cultura non sta messa bene nel nostro Paese, questo è indubbio. E che teatro ed editoria siano fra gli ambiti più bistrattati, è poco opinabile. Fa quindi quasi tenerezza il gesto di solidarietà di Ubulibri, casa editrice romana ideata da Franco Quadri (recentemente scomparso) e specializzata proprio in pubblicazioni che riflettono sulle arti performative: donare agli occupanti del Teatro Valle una biblioteca di oltre due centinaia di libri.
La direzione accompagna la donazione con una dichiarazione assai esplicita: “Quella tra Franco Quadri, la sua casa editrice Ubulibri e le istanze, le speranze, che accompagnano la protesta del Valle, è una vicinanza sostanziale”. Una vicinanza che, per contrasto, denuncia la palese “deriva culturale di questi anni”. Non possiamo che calare il cappello di fronte a questo gesto e alla coesione che dimostra l’ambiente del teatro italiano. Nella speranza che quello dell’arte contemporanea trovi la forza e la volontà di fare altrettanto.

– Marco Enrico Giacomelli

www.ubulibri.it

 

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.
  • Dario Lamberti

    Lodevole iniziativa. Bisognerebbe anche mobilitarsi, subito, per la prossima chiusura delle librerie piccole ed indipendenti, che hanno avuto, ed hanno ancora un ruolo fondamentale tra i capisaldi della cultura in Italia. Sono strangolate dagli sconti spropositati che la GDO, vedi le più grandi case editrici,praticati indiscriminstamente, creando una concorrenza sleale che porterà, nei prossimi mesi alla scomparsa di gran parte di queste realtà storiche, molto radicate nel tessuto culturale locale. In altri paesi europei si è arrivati ad una regolamentazione di questo settore. In parlamento giace, da anni, una proposta di legge, per calmierare le campagne promozionali e gli sconti applicabili sulla vendita dei libri, fissando un tetto massimo percentuale, in linea con le esigenze di mercato e di tutela dei “piccoli” librai, ma anche della microeditoria, della editoria d’arte, e più in generale, di quelle forme di editoria, altre, al di fuori dei canali della grande distribuzione.
    Perchè non ci facciamo promotori di un grande movimento per salvare una delle parti migliori ed esclusive della nostra vasta realtà culturale?
    Grazie per l’attenzione. Spero che il mio appello non cada nel vuoto.