E adesso chi ci rimane? A Londra è morto Lucian Freud, un altro dei grandi della pittura

Sembra quasi che si siano messi d’accordo, per andarsene insieme, troncando sul nascere il giochino inutile ma periodicamente ricorrente: chi è il più grande rimasto in vita? A 15 giorni dalla scomparsa a Roma di Cy Twombly, lo segue nel Pantheon dei pittori Lucian Freud, morto a Londra all’età di 88 anni, dopo una breve […]

Lucian Freud

Sembra quasi che si siano messi d’accordo, per andarsene insieme, troncando sul nascere il giochino inutile ma periodicamente ricorrente: chi è il più grande rimasto in vita? A 15 giorni dalla scomparsa a Roma di Cy Twombly, lo segue nel Pantheon dei pittori Lucian Freud, morto a Londra all’età di 88 anni, dopo una breve malattia. Erano davvero due in grado di contendersi il primato, nel famoso giochino: con due interpretazioni dell’arte del pennello (apparentemente?) molto distanti, l’una declinata all’astrattismo dalle radici informali, l’altra – quella di Freud – giunta a toccare le vette di un realismo vibrante che riusciva a sublimare la verità, parlando con una sinfonia di sensazioni che raggiungevano lo stomaco dell’osservatore, le sue viscere. Eppure, una certo dna espressionista risuonava in entrambi gli artisti, ai quali aveva lasciato il gusto per la materia e l’impasto del colore.
Nipote di Sigmund Freud, Lucian era nato a Berlino nel 1922, trasferendosi nel Regno Unito nel 1933, dopo la presa del potere da parte di Hitler. Naturalizzato inglese, aveva seguito tutti gli studi artistici, affermandosi già giovanissimo, tanto da rappresentare la Gran Bretagna alla Biennale di Venezia del 1954, assieme a Francis Bacon e Ben Nicholson. Con loro, oltre che con altri artisti come David Hockney, darà vita ad una delle stagioni più interessanti di modernizzazione del mezzo pittorico, che sosterrà sui massimi livelli anche in momenti in cui – anni Settanta – tutto andava nella direzione della sua denigrazione e abbattimento. Come sempre in casi simili, rimandiamo l’approfondimento ad altra sede, senza trascurare che il successo dell’artista era stato “ratificato” anche da recenti record in asta, con opere battute a diverse diecine di milioni di dollari.

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  • francesco sala

    “ogni cenere è polline”
    novalis

  • anna zemella

    sì, davvero un grande, ma non mi piace il titolo dell’articolo: le origini, i grandi, i maestri, servono per il presente e per il futuro

  • Roberto Codroico

    Lucian Freud. Anche se non c’è più, è uno che rimane.

  • ip

    Mi inchino al talento, alla forza, all’impossibilità di non essere grande.

    • Ammesso esistesse un Dio, financo quello della rivelazione, non mi inchinerei di fronte a lui né ambirei essere lui.

  • E adesso chi ci rimane ? Antonio Lopez Garcia ?

  • dinox

    Questo vuoto può essere dignitosamente occupato da Artisti come Francesco Michielin o Paolo Del Giudice. Che ne pensate?

  • dinox

    Cy Twombly? Un grande, ma ora ci rimane Toni Buso , anche se modestamente è tutto Italiano .

  • Carlo

    Di Antonio Lopez Garcia è migliore un qualunque disegnatore della Marvel, uno a caso. Ci sono ancora un sacco di grandi pittori, Hockney, Stella, Richter, ad esempio.

  • hm

    shōji kawamori