Cura dimagrante, ma non c’entra la “prova costume”. Sotheby’s avvia un piano di risparmi, e comincia da Italia e Olanda

Sotheby’s ha annunciato di voler ridurre i costi di 4.3 milioni di dollari nel 2011 attraverso tagli al personale in Italia e in Olanda, per un totale di 23 posti. Che si tradurranno nella fine delle aste locali olandesi, e in una significativa riduzione delle vendite in Italia, dove a Milano si faranno solo due aste all’anno […]

La sede Sotheby's a Milano

Sotheby’s ha annunciato di voler ridurre i costi di 4.3 milioni di dollari nel 2011 attraverso tagli al personale in Italia e in Olanda, per un totale di 23 posti. Che si tradurranno nella fine delle aste locali olandesi, e in una significativa riduzione delle vendite in Italia, dove a Milano si faranno solo due aste all’anno di arte Moderna e Contemporanea. Il nuovo piano di ristrutturazione della grande casa d’aste prevede un risparmio complessivo di 7 milioni di dollari a partire dal 2012.
L’ufficio di Sotheby’s Amsterdam venne inaugurato nel 1974, e negli anni ha ospitato vendite di capolavori di pittura olandese, dipinti europei del XIX secolo, arte Moderna e Contemporanea. Da ricordare l’ultima asta di grande successo, con la collezione di Peter Stuyvesant di proprietà della British American Tobacco, che ha totalizzato 18.5 milioni di dollari, record per la sede olandese.
In Italia, invece, la prima sede è stata inaugurata a Firenze nel 1969, ma le principali aste si tenevano a Milano dal 1973. Le altre sedi degli uffici di Sotheby’s Italia si trovano a Roma e a Torino. Nei quarant’anni di presenza in Italia ha particolarmente spiccato per la sua vivacità il dipartimento di arredi, con aste memorabili come quella degli arredi della residenza fiorentina del principe Paul di Yugoslavia, e quella degli arredi delle residenze della contessa Mona Bismarck.

– Martina Gambillara

Sotheby's Amsterdam

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.