Bank of America Art Conservation, si allarga all’Asia il progetto promosso da Merril Lynch. E intanto restituisce il blu a Picasso…

”Lanciando questo programma nella regione asiatica, la nostra compagnia spera di coprire un ruolo preminente prestando attenzione ai tesori culturali di molte nazioni, rispondendo alla crescente necessità di conservazione. Portando questo progetto in Asia abbiamo attuato la seconda fase del nostro intervento, dopo aver donato fondi per restaurare numerosi tesori in Europa, Medioriente e Africa”. […]

Woman in Blue, di Pablo Picasso

Lanciando questo programma nella regione asiatica, la nostra compagnia spera di coprire un ruolo preminente prestando attenzione ai tesori culturali di molte nazioni, rispondendo alla crescente necessità di conservazione. Portando questo progetto in Asia abbiamo attuato la seconda fase del nostro intervento, dopo aver donato fondi per restaurare numerosi tesori in Europa, Medioriente e Africa”.
Con queste parole Brian Brille, Presidente dell’area asiatica di Bank of America Merrill Lynch, ha commentato l’ultima novità del progetto Bank of America Art Conservation, creato appunto da Merrill Lynch: l’estensione dell’area geografica per le iscrizioni di organizzazioni culturali no profit che necessitano fondi per restaurare il proprio patrimonio artistico, con l’inserimento dell’Asia, oltre ad Europa, Medioriente e Africa.
Questi interventi hanno consentito il restauro di opere di dieci nazioni nel 2010, tra cui Woman in Blue, di Pablo Picasso, opera della collezione del Museo Reina Sofia di Madrid che ormai era diventata verde piuttosto che blu. Contributi anche alla Arab Image Foundation, che li ha utilizzati per ridare vita a fotografie libanesi e iraniane.
Merrill Lynch ha già dei trascorsi in Asia, come ad esempio la sponsorizzazione dell’Hong Kong International Chamber Music Festival e del Jaipur Literature Festival in India. Inoltre, Bank of America Art Conservation Project prevede alcuni programmi a breve termine come la sponsorizzazione della mostra Afghanistan: Crossroads of the Ancient World al British Museum, quella della Chicago Symphony Orchestra, della mostra al Musée D’Orsay Manet: The Man who Invented Modern Art, oltre alle mostre della Bank of America Art Collection alla Fondazione Mona Bismarck di Parigi e alla Chester Beatty Library di Dublino.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.