Anche Dorotheum brinda. Primo semestre da record e tante novità per la casa d’aste viennese

“2011: la migliore stagione primaverile nella storia della casa d’aste”. Inizia così il comunicato stampa della viennese Dorotheum, con l’Amministratore Delegato Martin Böhm entusiasta dei risultati ottenuti, che confermano il momento molto forte del mercato dell’arte. La casa d’asta è stata certamente ripagata dalla strategia di internazionalizzazione intrapresa nell’ultimo periodo, unita alla creazione di una nuova […]

Alexej von Jawlensky - Wasserburger Landschaft, prezzo realizzato € 593.800

2011: la migliore stagione primaverile nella storia della casa d’aste”. Inizia così il comunicato stampa della viennese Dorotheum, con l’Amministratore Delegato Martin Böhm entusiasta dei risultati ottenuti, che confermano il momento molto forte del mercato dell’arte. La casa d’asta è stata certamente ripagata dalla strategia di internazionalizzazione intrapresa nell’ultimo periodo, unita alla creazione di una nuova immagine, non senza esaltare le proprie radici viennesi.
Il risultato più clamoroso di questo primo semestre è stato raggiunto dall’asta di arte moderna, sia nel comparto austriaco che internazionale. Il top lot è risultato il dipinto Wasserburger Landschaft di Alexej von Jawlensky, con  593.800 euro. Anche l’arte austriaca ha avuto il suo momento di gloria: 582.300 euro per l’opera Aufstieg di Alfons Walde e 191.300 euro per Rudolf Hausner, record mondiale per entrambi gli artisti.
Nella vendita di arte contemporanea, la Superficie bianca di Enrico Castellani è stata aggiudicata per 467.300 euro. Ottimi risultati anche per Tancredi, Peter Doig, Konrad Klaphek. L’arte austriaca ha raggiunto prezzi di rilievo soprattutto per Hermann Nitsch con un’opera del 1963 aggiudicata a 82.555 euro, superando abbondantemente le stime in catalogo. Sempre forte e stabile, come negli anni scorsi, l’arte del XIX secolo come l’asta di Jugendstil, anch’essa una delle migliori aste della storia di Dorotheum.
A febbraio poi sono stati lanciati due nuovi comparti, Selected by – in cui l’Interior-Designer Philip Hohenlohe ha esposto vari oggetti di antiquariato secondo il suo gusto – e il dipartimento di arte tribale africana, che hanno attirato molta clientela internazionale, ottenendo risultati di rilievo.

– Martina Gambillara

www.dorotheum.com


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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.