Alemanno vuole privatizzare goffamente il Palazzo delle Esposizioni? E la neocostituita Consulta del Contemporaneo, coordinata da Cristiana Perrella, interviene

L’efficacia, e l’effettiva incidenza sulle dinamiche politico-amministrative, sono tutte da verificare, e molto dipenderanno dall’interfaccia con la parte pubblica e dalla disposizione di quest’ultima ad ascoltare pareri, proposte e mozioni di indirizzo. Ma intanto va registrato che il fermento e la mobilitazione sul fronte del contemporaneo riscontrati negli ultimi mesi a Roma hanno trovato un […]

Palazzo delle Esposizioni

L’efficacia, e l’effettiva incidenza sulle dinamiche politico-amministrative, sono tutte da verificare, e molto dipenderanno dall’interfaccia con la parte pubblica e dalla disposizione di quest’ultima ad ascoltare pareri, proposte e mozioni di indirizzo. Ma intanto va registrato che il fermento e la mobilitazione sul fronte del contemporaneo riscontrati negli ultimi mesi a Roma hanno trovato un luogo nuovo in cui aggregarsi. Un organismo “autonomo, espressione della comunità di soggetti che, per motivi professionali, di studio o di interesse culturale, si riconoscono nella necessità di promuovere e tutelare l’arte contemporanea a Roma”.
Si tratta della Consulta Permanente per l’Arte Contemporanea, costituita da sette delegati che rappresentano artisti, curatori, critici, galleristi, collezionisti, fondazioni, associazioni no profit, università, accademie. Eletta martedì 28 giugno dall’assemblea costituente tenutasi nell’auditorium del Macro, la Consulta – che ha nominato come proprio  portavoce Cristiana Perrella, coadiuvata da Beatrice Bertini – si è riunita per la prima volta, entrando già nel vivo di diverse problematiche, a dispetto del momento pre-estivo. Prima su tutte – esauriti i rituali benvenuto a Bartolomeo Pietromarchi alla direzione del Macro, con annessi auspici per la futura Fondazione Macro – l’analisi del caso dell’Azienda Speciale Palaexpo, nel momento in cui si sta ventilando la possibilità di una sua privatizzazione. Se qualcuno aveva in mente qualche blitz balneare, avrà una sentinella in più con cui fare i conti. Consiglio non richiesto da parte di Artribune? Realizzare subito un sito web ufficiale e una pagina Facebook sui quali divulgare le attività ufficiali della Consulta. E nel frattempo si attende che altre città copino l’idea.

  • ddd

    Artribune, chiedo scusa, potreste spiegare qual’è la legittimità di questa nuova consulta? Perrella rappresenta chi esattamente? Quali i nomi che l’hanno eletta? Attendiamo notizie,altrimenti qualcuno potrebbe pensare che quest’organo sia, di fatto, autoproclamato e non rappresenti molto più degli stessi partecipanti.

  • Redazione

    Le puntate precedenti le abbiamo raccontate nei giorni precedenti. Cristiana Perrella non ha effettuato un golpe, è stata eletta da una serie di delegati (due per ogni ambito) a loro volta eletti in assemblea costituente, qualche giorno fa, riunitasi al Macro. Come dire, tutto regolare…
    E poi ora basta con i cavilli. Anche se -per assurdo- la Consulta si fosse autoproclamata e rappresentasse solo se stessa, la dovremmo giudicare per quel che farà e proporrà, non per il processo da cui proviene.

  • ddd

    Grazie mille per le informazioni che mi erano scappate, vi sembra però normale che un gruppo – a quanto capisco ristretto (due per settore?! fossero anche un po di piu serebbero pochi) – elegga dei rappresentanti universali anche per i non partecipanti, ovvero il restante 99% degli operatori? In altre parole, delle persone riunite in assise oggi sono i rappresentanti ufficiali del mondo dell’arte presso le istituzioni statali? Bella roba. Non sarà un golpe, ma una farsa di certo.

  • Redazione

    Bah, questione oziosa. Non ce ne puo’ fregare di meno di come sono stati scelti i rappresentanti, l’essenziale è che siano eccellenti rappresentanti. Converrà con noi, infatti, che la democrazia non porta, in automatico, buoni risultati. Basti vedere cosa succede, quasi sempre, in occasione delle consultazioni elettorali nel nostro paese…