A caccia di graffiti, con un click. Red Bull e Google lanciano le mappe Street Art View

La cosa è semplice, e cresce a vista d’occhio: basta cercare l’opera con le classiche mappe in modalità Google Street View, scegliere la visuale e l’angolazione giusta, inserire nome dell’autore, tecnica, e il gioco è fatto. Che gioco? La mappa mondiale della Street Art, con tanto di localizzazione per raggiungere il luogo di persona. A […]

La cosa è semplice, e cresce a vista d’occhio: basta cercare l’opera con le classiche mappe in modalità Google Street View, scegliere la visuale e l’angolazione giusta, inserire nome dell’autore, tecnica, e il gioco è fatto.
Che gioco? La mappa mondiale della Street Art, con tanto di localizzazione per raggiungere il luogo di persona. A lanciare il progetto, un big della street life come Red Bull, in partnership con il gigante di Mountain View. Si chiama Street Art View, in breve ha già indicizzato qualcosa come 7mila “walls” in tutto il mondo, quasi duecento solo in Italia, con autori che vanno da Blu a Space Invader. Eccovi qualche shot sparso, ed il link per cercare il vostro muro preferito.

www.streetartview.com


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  • Il progetto è interessante ma colgo l’occasione per segnalare, forse, la prima vera e propria opera-azione d’arte su Google Earth: “A onE project” (Art on Earth).

    http://www.aoneproject.com

    Il lancio dell’opera-azione è avvenuto il 25 febbraio 2011 presso la galleria Overfoto di Napoli; il progetto era in lavorazione già dal 2009.

    A differenza di tutte le iniziative apparse su Google Earth, spesso semplici ricognizioni di ciò che accade sul globo virtuale, che a sua volta è una ricognizione sul mondo reale, “A onE project” interagisce attivamente con il programma online e ne sfrutta a pieno le caratteristiche.

    “A onE” vive esclusivamente su Google Earth, è un contenitore d’arte ambientale virtuale, gli artisti che vogliono partecipare (tutto avviene gratuitamente) possono proporre i propri lavori, attraverso un application form presente sul sito, tali lavori saranno collocati su Google Earth nel luogo per i quali sono stati pensati; in modo tale che le opere d’arte virtuale vivano nell’ambito cui appartengono, quello virtuale.

    Google Earth è uno spazio privo d’identità propria, è una ricostruzione del nostro pianeta che con il passar del tempo cerca di avvicinarsi il più possibile al suo referente reale. Al suo interno non si vive (a differenza di “Second Life”), ma si è solo di passaggio: un’esperienza solitaria e anonima il cui scopo è il semplice consumo (d’informazioni). L’opera-azione “A onE” mette in relazione i comuni utenti del software con le forti personalità degli artisti, e questi tra loro. Google Earth si avvicina così all’idea di “luogo antropologico” perché attraverso “A onE” diviene spazio d’incontro e di confronto. Nasce una comunità che interviene sul pianeta virtuale lasciando la propria traccia e modificandolo secondo le proprie esigenze, conferendogli un’identità propria non più vincolata al mondo reale.