Voi che dite? E’ il caso di vergognarsi di essere italiani o qui si esagera? Video dentro al Padiglione Italia

Abbiamo deciso di non commentare. Semplicemente guardatevi il video che, assieme alle foto già pubblicate, vi permetterà se non siete a Venezia di farvi una chiara idea su ciò che è una mostra d’arte contemporanea secondo Sgarbi Vittorio. E così avrete modo di commentare voi, che siete del mestiere.

Abbiamo deciso di non commentare. Semplicemente guardatevi il video che, assieme alle foto già pubblicate, vi permetterà se non siete a Venezia di farvi una chiara idea su ciò che è una mostra d’arte contemporanea secondo Sgarbi Vittorio. E così avrete modo di commentare voi, che siete del mestiere.

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  • nicola di caprio

    … … …

  • Luca

    qualche km di nastro adesivo marrone e regaliamo tutto a thomas hirschhorn. Forse sarebbe contento, un lavoro in più.

  • Roberto

    non ci sono parole

  • H. Coyote

    Ma lo fa apposta, come provocazione riguardo ad uno stato di confusione del mercato e dell’arte contemporanea in generale, o è proprio scemo e ha creato questo polpettone/immondezzaio perchè in maniera espressa/inespressa odia profondamente l’arte contemporanea in generale? Si è espresso in proposito?

    • chiara c

      Attenzione a dire ‘immondezzaio’! Sgarbi ha fatto la peggiore mostra che si possa immaginare, verissimo e sfido chiunque a definirlo ‘curatore’ MA lì dentro ci sono opere di altissimo livello.. Che lui manco sa quali sono, chiaramente…

  • napoli!

    • a. p.

      nel senso di Patrimonio Unesco?

  • alberto

    più che altro avrei preferito un video di una persona più calma e meno frettolosa.

  • alberto

    infatti, quello che colpisce è che avrei detto, ferma un attimo, che magari nel casino, c’è qualcosa che devo osservare meglio

  • Donato Faruolo

    Beh il punto non sono i pezzi, ma è la mostra…

  • Nicola Nuti

    Sembra più “magazzino” che “padiglione” Italia. Non mi stupisce: Sgarbi è uno che va al sodo (leggi quattrini). Volete vedere gli artisti italiani? Dice. Eccone una bella manciata e ora sganciate l’onorario per la curatela.

  • ch.rindler

    Sembra Aiazzone dopo la carica dei creditori. Dal punto di vista allestitivo è impressionante.

    • And

      Ahahahahahha, bravissimo! questa è la migliore critica che abbia letto finora!!

    • mamamia

      l’esempio è perfetto, bravo!

    • Carlo

      Ottima definizione! Potrebbe essere il titolo della mostra.

  • Al di là della qualità dei singoli lavori, pensiamo a tutte le opere prodotte nelle migliori biennali del mondo e mettiamole in un grande capannone. L’effetto non sarebbe così diverso. Peccato che l’operazione di Sgarbi è ignorante, volgare e non consapevole (il karaoke come dice Bonito Oliva). Questo ha determinato una riflessione profonda degli artisti sul partecipare o meno (partecipazione che in questo calderone è totalmente irrilevante). L’ufficio di Mariano Pikler a Milano (noto mecentate della migliore arte contemporanea nostrana ma ora con problemi finanziari credo) non è diverso da questo calder one – rimando alla mostra One Calder in questo stesso ufficio nel 2009:

    http://whitehouse.splinder.com/post/21590517/_

    Per non parlare di come questa operazione giochi sapientemente con i complessi di inferiorità del “migliore” sistema italiano: un effetto e una rappresentazione perfetti della realtà.

    Pensiamo agli italiani invitati nella rassegna internazionale, ai giovani: sono epigoni che scimmiottano coetanei esteri, quando non direttamente maestri del passato (vedi camminata di Giorgio Andreotta Calò da Amsterdam a Venezia, speriamo che poi a Venezia non installi delle pietre raccolte come faceva Richard Long…). Quindi non ha senso di parlare di padiglione italiano. Forse sarebbe gusto darlo ad un solo giovane che abbia determinato un reale scarto e che possa essere interessante per la scena internazionale, ma in italia non ne vedo.

    • Carlo

      Scusami, Luca, tra gli stranieri invitati dalla Curiger (o dei padiglioni nazionali) chi pensi determini uno scarto significativo? Per favore rispondimi, voglio vedere se le nostre opinioni coincidono..

  • ac

    penso che prima di giudicarla con un video sia meglio vederla……

  • luca camporesi

    Sicuramente si bisogna vergognarsi.. anche una recente mostra al macro (mattatoio), new york minute non era molto diversa in quanto ad allestimento e accozzaglia…ma era street art..si,vergognarsi di tanti ed identici modi di essere italiani

  • Da quello che ho visto mi rendo conto che la partecipazione degli artisti bravi o meno bravi insieme o quelli che si sono rifiutati di partecipare non conta più niente, e l’impostazione stessa della mostra cosi brutta. Sgarbi ha buttato del fango su tutta l’italia non per la selezione degli artisti ma per il fatto che ci ha posto all’attenzione inernazionale in un modo cosi spregevole.
    Altro che compenso si meriterebbe la fucilazione.

  • Rispecchia fedelmente il carattere e la vita di Sgarbi.
    Una vita ubriaca e piena di vuoto

  • anna

    non male, sembra uno studio d’arte in cui febbrilmente s’indaga…

  • anna

    basta italiani, italia…. sempre con i complessi d’inferiorità? ma…
    lì ci sono individui ben consapevoli, in bene o in male, che
    centrano i restanti 60 milioni. che vizio duro a morire.

  • robilun

    il video è girato veramente male.
    caos nel caos

  • luigi bellinzoni

    neanche alla più becera delle fiere si è mai visto un allestimento del genere…direi sgarbato!

  • Flavia Corsi

    Gli artisti dovrebbero chiedere i danni alla propria immagine. Ma contenti loro contenti tutti.

  • Deludenti i commenti che esprimono purtroppo il pensiero totalitaristico anti liberale delle dittature nere, bianche e rosse! Pensiero unico e vi sentite accettati dal branco!
    Auspico maggiore apertura critica
    rossella roncaia

  • annafrancesca antonelli

    A parte le imaggini con la telecamera che che corre impazzita , direi che sia stato fatto apposta per dare l’idea del caos sia del luogo sia della gente , nessun percorso , guardate la gente che si agggira e non sa da che parte andare , forse che pesci pigliare e francamente neanche io . non innesco polemico ma forse è vero che il luogo migliore era starsene guori e godersi il panorama .
    anna francesca antonelli

  • Dom

    No mercy…

  • Henry

    E’ sicuramente molto critico: “L’arte non è cosa nostra.”. Nella sua costruzione, c’è una certa pretesa di orizzontalità, ci sarebbero state meglio delle opere di non artisti. In oltre non mi sembra tanto diversa da una fiera dell’arte, rende l’idea di cosa succede quando l’arte incontra il suo “sistema”.

  • Una cosa è certa: il padiglione quest’anno lascia senza parole, stordisce i pensieri, turba la vista…

  • Andrò a breve alla biennale e quindi giudicherò poi… ma da quello che si può vedere dal video è evidente che ciò che ne esce fuori è solo l’allestimento e non le opere. Credo che sarà l’unica esposizione nei vari padiglioni così e quindi si distinguerà dalla ieraticità e dal minimalismo solitamente presente alla biennale. Sgarbi essendo egocentrico non poteva fare che qualcosa per distinguersi e far parlare di se… a scapito delle opere e degli artisti. Si gli artisti saranno tutti sullo stesso livello in modo democratico secondo l’idea di Sgarbi, ma è pur vero che sul piedistallo superiore si pone lui come unico sommo intellettuale e artista.

  • Non mi risultano commenti Esteri autorevoli al Padiglione Italia, quando ci saranno leggeremo come saranno, sino ad allora perché non sospendere lo sciocco, italiota piagnisteo sulla “brutta figura internazionale”? (qualcheduno potrebbe anche aver delle sorprese). Per il momento, a parte la (necessaria?) frettolositá del video che , certamente senza volere (?), accredita un’idea di confusione (comunque, grazie all’operatore, in fondo meglio questo che nulla), meglio non accontentarsi di un brevissimo “clip” “rubato” (ma c’era possibilitá di girare con tutta calma) il consiglio è quello dii andarselo a vedere, senza pregiudizi e con tempo abbondante per girarselo tutto con calma gustandosi i (o qualche volta disgustandosi dei) singoli pezzi. Nell’800 i famosi saloni e concorsi presentavano, a volte, 200 e piú lavori in stanze che avevano dimensioni decisamente inferiori ai 100 metri quadri, non se ne lamentava nessuno e la cosa non impediva a critici ed appassionati di “vedere” ed apprezzare opere che oggi sono i fiori all’occhiello di molti musei.
    Io ci sono stato, me lo so o girato con calma, ho visto lavori molto interessanti ed altri molto meno, nel complesso mi è parsa un’operazione intelligente, che sconta, purtroppo, una preparazione molto affrettata. Operazione, per me, da ripetere in futuro, dedicando alla sua preparazione non meno di sei mesi