Provare l’impossibile. E il Romaeuropa Festival si fa in cinque per un vibrante autunno capitolino

Try the Impossible. Ovvero indagare un presente in profondo e incerto cambiamento spingendosi “oltre i confini del possibile per osare un percorso di ridefinizione di senso del nostro tempo”. Non nasconde il turbamento per la grande crisi globale che investe la contemporaneità, ma non intende neanche farsi appesantire da un approccio troppo sociologico, il Romaeuropa […]

Jan Fabre

Try the Impossible. Ovvero indagare un presente in profondo e incerto cambiamento spingendosi “oltre i confini del possibile per osare un percorso di ridefinizione di senso del nostro tempo”. Non nasconde il turbamento per la grande crisi globale che investe la contemporaneità, ma non intende neanche farsi appesantire da un approccio troppo sociologico, il Romaeuropa Festival, che proprio oggi ha presentato la sua ventiseiesima edizione in programma dal 7 ottobre al 30 novembre. E quindi si prepara ad affrontare le problematiche sul tavolo con il consueto intreccio dei più diversi linguaggi contemporanei, per un complesso progetto strutturato in trentanove appuntamenti nelle cinque sezioni Scene, Digitalife, DNA-danza nazionale autoriale, Corpi resistenti, Suoni.
Diretto da Fabrizio Grifasi, con Monique Veaute che torna alla presidenza dopo l’esperienza veneziana di Palazzo Grassi, Romaeuropa – prodotto in collaborazione con Telecom Italia – segna una decisa apertura alle nuove generazioni, rappresentate da artisti come Hofesh Shechter, dai focus sulla nuova danza autoriale italiana e araba, dall’attenzione rivolta alle compagnie di ricerca teatrale italiana come Ricci|Forte e Muta Imago, e ai debutti ad alto contenuto tecnologico come Yuval Avital, Juste Janulytė e Luca Scarzella, Fabio Cifariello Ciardi e Uri Caine, e troverà in Digitalife le nuove fonti della creatività attraverso il rapporto tra arte e industrie avanzate. Non mancano i ritorni di personaggi “forti” come Romeo Castellucci, Jan Fabre, Lloyd Newson e DV8, Saburo Teshigawara, Trisha Brown, Peter Brook, Mario Brunello, The Irrepressibles.
E la collaborazione con Telecom Italia si sostanzia con maggior concretezza nei cinque appuntamenti a più alta componente innovativa, riuniti nella rassegna Metamondi: Sandglasses di Juste Janulytė e Luca Scarzella, Nasdaq Match 0.2 di Uri Caine e Fabio Cifariello Ciardi,  Obsession di Saburo Teshigawara, Bach: Streetwiew di Mario Brunello e Teho Teardo, la creazione di Trisha Brown al Teatro Olimpico.
Resta un fatto forse unico anche la capacità di Romaeuropa di dislocarsi su un percorso che riesce a riunire gli spazi migliori della Capitale, dal Palladium al Teatro Eliseo, Maxxi, Teatro Olimpico, EX Gil, AuditorIum Parco della Musica, Teatro Vascello, Teatro Argentina, AuditorIum Conciliazione. Ed anche di attivare collaborazioni con le più dinamiche realtà culturali, fra le quali quest’anno debutterà anche Artribune

www.romaeuropa.net



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