Per un’arte che torni ad emozionare il grande pubblico. A Napoli ci fanno pure un concorso…

Se il pubblico non va all’arte, è l’arte che va al pubblico, diventando più comprensibile. È l’obiettivo che si propone il concorso dall’esplicito tema Questo lo saprei fare anch’io. Il contemporaneo ricerca il suo pubblico, suggerendo alle nuove generazioni di artisti una riflessione sui molteplici aspetti del linguaggio artistico contemporaneo e del rapporto con la […]

Castel Sant'Elmo, a Napoli

Se il pubblico non va all’arte, è l’arte che va al pubblico, diventando più comprensibile. È l’obiettivo che si propone il concorso dall’esplicito tema Questo lo saprei fare anch’io. Il contemporaneo ricerca il suo pubblico, suggerendo alle nuove generazioni di artisti una riflessione sui molteplici aspetti del linguaggio artistico contemporaneo e del rapporto con la gente.
Da qualche giorno è appunto online il bando della Prima edizione del Concorso Un’Opera per il Castello, dedicato ai giovani artisti, italiani o stranieri che operano stabilmente sul territorio italiano, di età compresa tra i 21 anni e i 36 anni, per selezionare un progetto artistico inedito, ideato appositamente per Castel Sant’Elmo di Napoli, sede anche dell’esposizione dei primi dieci progetti selezionati. Il vincitore, oltre alla soddisfazione della mostra, riceverà un premio di 10mila euro, comprensivo della realizzazione dell’opera. Il concorso si avvale del contributo di Peugeot Automobili Italia, con il supporto tecnico- organizzativo di Civita Servizi.
La partecipazione, del tutto libera e gratuita, si perfeziona con l’iscrizione e l’invio del materiale online al sito web del concorso, entro il 15 ottobre 2011.

Claudia Giraud

www.polonapoli-projects.beniculturali.it

CONDIVIDI
Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).
  • Bella questa iniziativa ma non capisco perchè spesso in Italia ci sono dei limiti d’età per partecipare. Non sarebbe meglio concentrarsi su una selezione seria delle opere che vi arrivano?

    • Simo

      sono completamente daccordo con te!!:-))

  • Lino

    Queste iniziative sono veramente encomiabili soprattutto se riescono ad avvicinare all’arte, in tutte le sue forme, al grande pubblico che è sempre oiù distratto; vorrei però sottolineare che l’arte non ha età e quindi confinare l’età anagrafica degli artisti mi sembra un assurdo contradditorio.

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    L’arte non ha età per educare ed avvicinare il grande pubblico. Ciò è davvero ovvio, ma non per gli organizzatori?

  • Mario

    , più che rifarsi al libro di Bonami, l’iniziativa sembra muoversi nella nuova direzione tracciata dal famigerato “Padiglione Italia” di Sgarbi: vieni avanti, creativo! C’è “posto” per te.
    Niente da ridire se si trattasse di un’iniziativa estemporanea e amatoriale, ma questo concorso si ammanta del patrocinio della Direzione Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed ha come sede privilegiata Castel Sant’Elmo. Ovvero la sede che ospita, dal marzo del 2010, il museo “Novecento a Napoli (in progress)”. Museo che non riesce a restare aperto al pubblico né a colmare le sue più vistose lacune per mancanza di fondi. Si poteva allora sperare che questo “concorso” nascesse per raccogliere un po’ di soldi… Macché. Il concorso è «del tutto libero e gratuito» e i finanziamenti, che vanno dal Ministero alla Peugeot Automobili Italia, saranno gestiti dalla solita società di servizio che fa da collettore tra il mondo politico e quello artistico, che ha già realizzato il “Novecento in progress” – ma non ha ancora pagato fornitori e collaboratori dello stesso – e ora si appresta ad acquistare “l’opera vincitrice” e a stampare l’ennesimo catalogo con «le biografie degli artisti (sic) finalisti e dei loro lavori».