Non è possibile, che sia tutto da scartare. Insomma, chi salviamo fra gli artisti del Padiglione Italia?

Cercavamo Gabriele Grones, giovane promessa dell’Accademia di Venezia, pittore iperrealista di vecchia scuola ma… impossibile trovarlo. Sembravano accatastati, uno sopra l’altro, dietro, di fianco, senza didascalie… Allora ci siamo soffermati su Andrea Martinelli e su Massimo Lagrotta. Intanto salviamo questi due, e premiamo lo slancio di generosità per tutte le scelte di Italo Zannier. E […]

Andrea Martinelli -Testa Nuda- trittico

Cercavamo Gabriele Grones, giovane promessa dell’Accademia di Venezia, pittore iperrealista di vecchia scuola ma… impossibile trovarlo. Sembravano accatastati, uno sopra l’altro, dietro, di fianco, senza didascalie… Allora ci siamo soffermati su Andrea Martinelli e su Massimo Lagrotta. Intanto salviamo questi due, e premiamo lo slancio di generosità per tutte le scelte di Italo Zannier. E ci prendiamo il lusso di tirarli fuori dall’orgia del Padiglionitalia anche solo con una fotografia.
E quindi non resistiamo a lanciare il gioco con voi lettori: chi salvereste? Se avete già visitato l’Arsenale, o se vi fidate delle vostre conoscenze o delle immagini viste, chi vi sembra emergere dalla folla sgarbiana?

Chiara Casarin

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Chiara Casarin
Chiara Casarin (1975) è curatore indipendente. Ha lavorato dal 2000 al 2003 presso la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico di Roma, dal 2006 al 2008 presso la Fondazione Benetton Iniziative Culturali di Treviso, 2009 al 2011 presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia. Nel 2009 ottiene il titolo di dottore di ricerca alla Scuola Studi Avanzati di Venezia con una tesi sulle problematiche dell’autenticità nell’arte contemporanea. Dal 2007 al 2009 è ricercatrice presso l’Ecole des Hautes Etudes di Parigi. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Ceci n'est pas l'Auteur. Ovvero: l'opera dell'arte nell'elogio della sua riproducibilità digitale in “Engramma” n. 60, dicembre 2007; Estetiche del Camouflage (a cura di Chiara Casarin e Davide Fornari), ed. Et al., Milano 2010; Las Bodas de Canà en Venecia. Autenticidad de un facsimil in “Revista de Occidente” n. 345 Febbraio 2010, Fundaciòn José Ortega y Gasset, Madrid e BLM 2002>2010 ( a cura di) ed. Mousse Publishing, Milano 2010. Ha curato diverse esposizioni collettive e personali tra cui le più recenti In Equilibrio tra due punti sospesi di Silvano Rubino (Venezia BLM giugno 2010, catalogo Damiani), e Carlo Gajani (Museo Civico Archeologico di Bologna, maggio 2010, catalogo ed. dell'Archiginnasio) con Renato Barilli. Svolge attività di collaborazione alla didattica presso l' Università Ca' Foscari ed è docente di Arte Contemporanea presso lo IED (Istituto Europeo del Design) di Venezia. Dal 2009 collabora con la Soprintendenza B. A. P. di Venezia e Laguna.
  • Michele Sofi

    La rivistina da parruccheria Arte Mondadori avrà di che riempire le sue pagine per 20 anni. Molto lavoro anche per Luca Beatrice, amico e sostenitore del curatore del Padiglione Italia e di molta arte spazzatura Italiana.

  • moby

    questo è quello che salvate… non voglio immaginare il resto…

  • Angelo

    Io salvo senza ombra di dubbio Wainer Vaccari!Sono appassionato dalla sua arte,dalla forza dei colori presenti nelle sue opere di quest’ultimo decennio!Per il resto non posso dare nè giudizi e nè commenti perchè non ho avuto fin’ora la possibilità di conoscere tutti gli artisti invitati!!Anche se ci sono molti nomi noti(es. Accardi, Adami ecc)Credo però che circa 2000 artisti nel padiglione Italia siano un pò troppi a mio avviso!!!!Va bè,con Sgarbi curatore tutto è possibile! ……….Ai posteri l’ardua sentenza!

  • ignorante

    non so se sono più demenziali i commenti che bocciano tutto a priori o quelli che propongono l’improponibile. Più leggo questo sito più mi convinco che che il padiglione italia è quello che ci meritiamo

  • H. Coyote

    Non lo so. Attendo di visitarla pagando il biglietto, visto che per i comuni mortali ormai è impossibile accedere alla vernice.

  • Giorgio Di Genova

    Di opere da salvare non mancano, tra cui Gaetano Pesce,Giorgo Celiberti, Giovanni Soccol ed alri ancora, compresi alcuni fotogafi selezionatida Zannier. Purtroppo ci sono molti scadenti e pessimi, nonché deli intrusi, tra cul Adriana Asti e un critico dilettante quanto impacciato pittore, qual Duccio Trombadori, che avrebbe fatto meglio a rifiutare l’invito, p evitare che il nonno Francesco, grande pittore, si rvoltasse nella tomba.

  • Giorgio Di Genova

    Ah, dimenticavo il quadrone di Paolo Gandolfi, una che davvero non sa cosa sia la pittura:ma la colèpa èdi chi l’ha segnalata.

  • dario cangelli

    valore indiscusso per il nostro e vostro Maestro Trento Longaretti, presentato da un personaggio fuori dagli schemi modaioli, ed ingiustamente relegato in una posizione disastrosa, ma resta un capolavoro il suo quadro.

  • MastroTitta

    Grones è alle Tese di San Cristoforo – esposizione Accademie, non al Pad. Italia

  • Non ho potuto rimanere indifferente davanti all’opera di Massimo Lagrotta. Altro che servizi televisivi, reportage fotografici, interviste rilasciate………questo è un quadro che ci racconta e rappresnta come nel grande schermo, la disperazione, la paura,. la solitudine e l’angoscia di tutti coloro che sfidano la vita nella speranza di sfuggire e magari raggiungere qualcosa.
    Mi è venuta la pelle d’oca

  • roberto

    Signori, c’e’ un artista che sfortunatamente nessuno di voi ha citato, ma vi assicuro che sarà lui uno dei prossimi componenti di una nuova avanguardia dell’arte contemporanea (e diciamocelo e’ davvero arrivata l’ora). E’ un cosi detto “clandestino” , : ANDREAS ZAMPELLA.

    • giuseppe ventrillo

      io l’ho notato, ero alla ricerca delle sue opere su internet e mi sono trovato qui, originale intelligente ed ironico, con un gran futuro, devo assolutamente comprare qualcosa di suo ciauz