Lo Strillone: promossi e bocciati alla Biennale su QN. E poi Caravaggio, Leptis Magna, Rai5…

La World Digital Library accoglie pure l’Italia: una breve su L’Unità annuncia l’accordo con cui il ministro Galan (al vetriolo su Tremonti, ieri sera a La zanzara di Radio24: scaricatevi il podcast) consegna le copie virtuali di testi e manoscritti di pregio alla biblioteca web più fornita del mondo. Adesso basta, però. Va bene, l’abbiamo […]

Quotidiani
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La World Digital Library accoglie pure l’Italia: una breve su L’Unità annuncia l’accordo con cui il ministro Galan (al vetriolo su Tremonti, ieri sera a La zanzara di Radio24: scaricatevi il podcast) consegna le copie virtuali di testi e manoscritti di pregio alla biblioteca web più fornita del mondo.

Adesso basta, però. Va bene, l’abbiamo capito: il Sant’Agostino che Silvia Danesi Squarzina attribuisce a Caravaggio non è un autografo. Però non è che ora Il Giornale deve ricordarcelo ogni santo giorno. Siamo gente ragionevole, abbiamo capito! Voltiamo pagina, mo’!

La Stampa lancia l’allarme Leptis Magna, con il sito archeologico minacciato da bombe e carri armati. E rilancia con una scheda che passa in rassegna i siti a rischio, negli ultimi anni, per guerre e barbarie varie: da Mostar all’Iraq e ritorno. Dalla Mole si festeggia Rai5: il giocattolino di Philippe Daverio ha ingranato la marcia, e gli ascolti pare premino.

È venuto in Italia per spendersi in favore del recupero della chiesa romanica di Santa Maria di Siponto, a rischio degrado. Se ne riparte dopo aver innescato l’ennesima polemica su prospettive e profondità delle archistar: Avvenire intercetta Robert Adam, da dieci anni a capo dell’Intbau, che ne ha per tutti.

Aggiunge ben poco sugo alle analisi il commento con cui Claudio Spadoni, su Quotidiano Nazionale, premia e boccia i protagonisti della Biennale. Dove, ricorda il manifesto, merita una visita la collettiva di artisti nord africani e medio-orientali (si conia l’idea di arte panarabica) accolti ai Magazzini del Sale.

Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.