Lo Strillone: i conti di Rai-Sgarbi sul Fatto Quotidiano. E poi Hemingway, Padiglioni Regionali, Guercino…

Orfani di scrittori contemporanei degni di questo nome, assuefatti all’editoria di intrattenimento e non più di letteratura, a scaldarci la pila sul comodino restano giusto le miracolose scoperte dal passato. Richiamo in prima su La Stampa per l’inedito spuntato dalla riedizione dell’Hemingway di Festa Mobile; su Corriere della Sera e Il Giornale ecco lo Scerbanenco […]

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Orfani di scrittori contemporanei degni di questo nome, assuefatti all’editoria di intrattenimento e non più di letteratura, a scaldarci la pila sul comodino restano giusto le miracolose scoperte dal passato. Richiamo in prima su La Stampa per l’inedito spuntato dalla riedizione dell’Hemingway di Festa Mobile; su Corriere della Sera e Il Giornale ecco lo Scerbanenco dimenticato. E intanto, su Libero, Isabella Santacroce va in controtendenza: altro che tascabili ed economiche! Il suo ultimo libro è stampato in dieci copie numerate e autografate, e va via all’asta.

In libreria finisce pure Yona Friedman: l’anti-archistar racconta a La Repubblica il suo L’ordine complicato (Quodlibet). Capitolo mostre: in spiaggia con Corrente e un po’ di Guttuso, vacanze versiliane per Europa al Palazzo Mediceo di Seravezza (Lucca); collettiva tra Italia e Repubblica Ceca alla romana Art Box, con L’Unità che lancia l’inedita video-performance di Darina Alster.

Il meglio dei Padiglioni Regionali, a puntate, su Il Foglio. Prima scrematura a firma Camillo Langone: pollice su per Capogrosso, Cingolani, Cornini, D’Amaro e Reggio. Tra i giovani spunta il poker di trentenni Giovanni Gasparro, Marco Mazzoni, Ester Grossi e Marta Sesana.

Cento riabbraccia il Guercino: La Padania celebra la collocazione, nella Pinacoteca locale, di una Diana cacciatrice fino ad ora nascosta al pubblico. Intanto Il Fatto Quotidiano torna a gamba tesa su Sgarbi: richiamo in prima pagina per i conti della scenografia del fallimentare esperimento RAI. Ottocentomila euro per attrezzerie finite mestamente al macero.

Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.