Indovinate un po’ dove si registra oggi la più alta concentrazione di critic-star? Sì, in Polonia. E a Cracovia esplode l’arte pubblica

Ad aprire le danze è stato Hal Foster, visiting professor all’Univesità Jagellonica, nel marzo scorso. Poi è stato il turno di Slavoj Zizek a Lodz con Kritika Polityczna (ma tornerà a Cracovia nell’autunno per un convegno sulla psicanalisi). Ora tocca a Georges Didi-Huberman con un doppio appuntamento, dedicato a Balka a Varsavia, e a Warburg […]

BLU - Ding dong dang, 2011 - Podgorze (Cracovia) - foto di Weronika Szmuc

Ad aprire le danze è stato Hal Foster, visiting professor all’Univesità Jagellonica, nel marzo scorso. Poi è stato il turno di Slavoj Zizek a Lodz con Kritika Polityczna (ma tornerà a Cracovia nell’autunno per un convegno sulla psicanalisi). Ora tocca a Georges Didi-Huberman con un doppio appuntamento, dedicato a Balka a Varsavia, e a Warburg a Cracovia, il 20 giugno. E se non bastasse, si possono scorrere le firme dei contributi sul catalogo della prima mostra del Mocak, History in Art, tra cui troviamo Hans Belting, Nicolas Bourriaud e Dominick LaCapra.
Insomma, pare proprio che anche le stelle della critica internazionale partecipino alla rivoluzione artistica polacca. Un’ulteriore conferma della sua vivacità, ma soprattutto della capacità di fare sistema tra università, fondazioni, istituzioni museali e anche riviste indipendenti, che si dividono oneri e onori nel portare sulla scena grandi nomi.
E per non correre il rischio di troppo intellettualismo, ecco arrivare a Cracovia un festival di arte pubblica, che quest’anno prende di mira il turismo, croce e delizia della capitale culturale polacca. La terza edizione di ARTBOOM inaugura un workshop di “ri-appropriazione urbana”, studiato da un pool di curatori per proporre percorsi “anti-turistici”, mostre e dibattiti sulla città e i suoi spazi nascosti, come le aree verdi rinchiuse tra le mura di conventi e monasteri. E inoltre organizza una serie di eventi in omaggio al movimento degli anni ‘80 Alternatiwa Pomaranczowa, e la consueta esplosione di arte pubblica in città, a cui, tra gli altri, partecipano BLU, Lara Faretto, Martha Rosler e Jenny Holzer.

Stefano Mazzoni

www.artboomfestival.pl
www.artmuseum.pl
www.mocak.pl


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Stefano Mazzoni
Stefano Mazzoni (Padova, 1979), critico e curatore, si interessa di estetica e di critica e storia dell’arte e del design. Tra le sue mostre: Giovanni Sacchi & Italian Industrial Design [Re-Edition] (Sesto San Giovanni, 2010), Reflux di Alex Bellan (Padova, 2011 con Stefania Schiavon), Utopia corporis. Corporeità incarnate (Milano, 2011 con Emanuele Beluffi) e Disegnare una forma che pensa, Il cinema italiano nel manifesto polacco (Cracovia, 2011). Dal 2006 al 2010 ha curato ordinamento e inventariazione dell'Archivio Giovanni Sacchi, collaborando all'allestimento dello spazio museale; nello stesso periodo ha partecipato all'avventura editoriale di Vibrisselibri. Suoi articoli sono stati pubblicati dalle riviste Exibart, Mousse, Teknemedia. Ha fatto parte della giuria che ha attribuito il premio della critica a WRO 2011, la biennale di media art di Breslavia. Dal 2009, cura con Emanuele Beluffi il sito Kritika. Collabora con l'Istituto Italiano di Cultura di Cracovia.