Impazza la LaChapelle-mania in tutta l’Asia. E lui ricambia con un ciclo di foto dedicate al mitico Bruce Lee

L’ultima svolta nella carriera di David LaChapelle? Incontrare il gusto del pubblico asiatico. Se la ricchezza e il mercato dell’arte stanno migrando a Oriente, il famoso fotografo non si lascia sfuggire l’occasione di allargare la propria audience, e i propri compratori. Era sbarcato in Asia un anno fa in pompa magna, con una grande retrospettiva […]

L’ultima svolta nella carriera di David LaChapelle? Incontrare il gusto del pubblico asiatico. Se la ricchezza e il mercato dell’arte stanno migrando a Oriente, il famoso fotografo non si lascia sfuggire l’occasione di allargare la propria audience, e i propri compratori.
Era sbarcato in Asia un anno fa in pompa magna, con una grande retrospettiva al Museum of Contemporary Art di Taipei; la mostra registrò un successo così grande che il museo fu costretto a rimanere aperto tre ore in più al giorno. Gli 80mila visitatori della mostra di LaChapelle rappresentarono un record per il museo di Taipei.
Lo scorso 25 maggio la galleria de Sarthe Fine Art di Hong Kong ha inaugurato la personale a lui dedicata, che seguiva un’altra allestita a Shanghai, trasferita poi a Seoul e in Corea del Sud. Una grande mostra è poi in programma per il 2012 al Singapore Art Museum. A gennaio è stato presentato alla fiera di Singapore dalla stessa de Sarthe, con opere vendute tra i 50mila e i 180mila dollari.
Ma Mr LaChapelle non si limita a incontrare l’Asia attraverso le mostre: inizia a creare una serie di fotografie in puro gusto orientale, grazie a dei ritratti in stile Bruce Lee, un’idea nata in seguito al suo viaggio in Cina nel 2009. Queste fotografie condensano l’ideologia dell’attore cinese-americano che ha fatto da ponte tra Cina e America ad Hollywood. Il tutto senza nudità, troppo contestata dal governo cinese nelle scorse mostre.

Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.