Il senso dei tedeschi per l’editoria d’arte. Nella rassegna stampa di Monopol c’è solo una testata italiana…

Le Figaro, Le Monde, Artforum, Guardian, Telegraph. E Artribune. Ancora una volta stiamo qui ad autoincensarci, a parlarci addosso? Sarà, ma intanto ad inserire il nostro neonato giornale nella propria rassegna stampa, unica italiana in una compagnia tanto prestigiosa, è una testata internazionale. Non una qualsiasi, ma la tedesca Monopol, che da anni a questa parte si è guadagnata la leadership […]

Le Figaro, Le Monde, Artforum, Guardian, Telegraph. E Artribune. Ancora una volta stiamo qui ad autoincensarci, a parlarci addosso? Sarà, ma intanto ad inserire il nostro neonato giornale nella propria rassegna stampa, unica italiana in una compagnia tanto prestigiosa, è una testata internazionale. Non una qualsiasi, ma la tedesca Monopol, che da anni a questa parte si è guadagnata la leadership in Germania nel settore artistico, tanto che dalle parti di Berlino capita di sentire che “da quando è uscita si è presa il MONOPOL-IO del mercato”.
L’occasione? La Biennale di Venezia, of course, ed in particolare l’assegnazione del Leone d’Oro al Padiglione Germania, ed un regesto delle reazioni della stampa internazionale, come potete vedere nel link qui sotto. E per sentire la “campana” italiana, Monopol non ha trovato di meglio che citare il sito che evidentemente i suoi corrispondenti italiani utilizzano per aggiornarsi. Si segnala ai navigatori che Artribune ha meno di tre mesi di vita…

L’articolo di Monopol

  • mario

    la realtà è che anche da queste piccole cose si capisce quanto la stampa quotidiana italiana sia disinteressata, così come il lettore medio probabilmente, all’arte contemporanea, a differenza di quella di altre nazioni, che infatti vengono citate nell’articolo di monopol. sia sul cartaceo che online non si riesce a trovare di meglio che qualche recensione su megamostre, preferibilmente impressionisti, futuristi e quello che c’è in mezzo, o gossip su artisti, galleristi, critici e curatori. non esiste spesso neanche la categoria “arte”, ma si parla al massimo di cultura e spettacolo. oppure si chiama l’emerito, stimatissimo, nonno a scrivere un pezzo (vedi l’ultimo articolo di Gillo Dorfles sulla biennale per il corriere, un grande, ma purtroppo l’età comincia a farsi sentire).

  • Celeron

    Vabbuono pero’ bravo Artibune caspita in tre mesi…