Il collezionista nella roccia. A Bolzano si lavora a un museo molto particolare…

Che i collezionisti siano persone curiose è un dato incontrovertibile. Curiose nell’accezione più immediata, poiché quelli veri non si adagiano su ciò che detta il mercato più ovvio e vanno a scartabellare fra studi e artisti emergenti. Curiose però anche nel senso – buono, s’intende – di eccentriche, e qui l’immagine di Peggy Guggenheim basta […]

Che i collezionisti siano persone curiose è un dato incontrovertibile. Curiose nell’accezione più immediata, poiché quelli veri non si adagiano su ciò che detta il mercato più ovvio e vanno a scartabellare fra studi e artisti emergenti. Curiose però anche nel senso – buono, s’intende – di eccentriche, e qui l’immagine di Peggy Guggenheim basta e avanza.
Ecco, nel profondo Nordest italiano c’è una di queste persone, di squisita gentilezza e nient’affatto appariscente, che ha una collezione notevolissima. E, come sempre più spesso accade quando si colleziona – e commissiona pure – arte contemporanea, con le sue enormi installazioni, il problema dello spazio diventa prioritario. E così, Antonio Dalle Nogare – di lui stiamo parlando – si sta costruendo un vero e proprio museo privato… scavato nella roccia. Anche voi vi state incuriosendo? Beh, a settembre vi sveliamo tutto, ma proprio tutto. Sul secondo numero di Artribune Magazine.

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