Effetto contagio. Da Roma a Palermo. Fanno bene? Fanno male? Intanto che si scenda in piazza per la cultura è la vera novità italiana

Teatro Valle versione Sicilia. Sull’onda della vicenda che ha visto l’istituzione romana come fulcro di una protesta per le condizioni e le prospettive dei lavoratori dello spettacolo, a Palermo è nato il Movimento Pre|occupati Palermo, per “portare all’attenzione dell’opinione pubblica l’assenza di diritti, regolamentazione e spazi che rendono impossibile il lavoro di chi con la […]

Teatro Massimo

Teatro Valle versione Sicilia. Sull’onda della vicenda che ha visto l’istituzione romana come fulcro di una protesta per le condizioni e le prospettive dei lavoratori dello spettacolo, a Palermo è nato il Movimento Pre|occupati Palermo, per “portare all’attenzione dell’opinione pubblica l’assenza di diritti, regolamentazione e spazi che rendono impossibile il lavoro di chi con la cultura vive”.
Teatro Biondo Stabile, Politeama Garibaldi, Teatro Massimo, Teatro Libero, Santa Cecilia, Teatro Bellini, Cantieri culturali della Zisa, Nuovo Montevergini, Finocchiaro, Museo Riso, Università degli studi: tutti gli spazi della cultura isolana sono stati invasi – alcuni li vedete nelle foto – dagli striscioni dei manifestanti, per un clima di mobilitazione che nello strutturarsi sul territorio acquista sempre più spessore.
I motivi della pre-occupazione? Sono tanti, dalle politiche governative su promozione e tutela dei Beni Culturali all’assenza di norme nazionali che regolino e tutelino i diritti degli artisti, a circostanze più locali, come la chiusura di molti degli spazi sopra menzionati.

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