È sempre necessario cambiare? Dopo aver stupito all’apertura, delude il nuovo allestimento della Fondazione Vedova

Fermarsi è impossibile, ma a volte creare un precedente che si impone all’attenzione di tutti per innovatività e funzionalità, al di là dei contenuti artistici, rischia di creare uno standard poi difficile da mantenere. Di che parliamo? Della Fondazione Vedova, kunsthalle monografica – ma non solo – voluta dallo stesso maestro a Venezia nei Magazzini […]

Fermarsi è impossibile, ma a volte creare un precedente che si impone all’attenzione di tutti per innovatività e funzionalità, al di là dei contenuti artistici, rischia di creare uno standard poi difficile da mantenere.
Di che parliamo? Della Fondazione Vedova, kunsthalle monografica – ma non solo – voluta dallo stesso maestro a Venezia nei Magazzini del Sale, alle Zattere. Spazio che nell’allestimento con il quale si era presentato al pubblico aveva stupito, per l’innovativa scelta di proporre selezioni di opere di Vedova che cambiavano a cadenza periodica, grazie alle opere fissate a guide meccaniche.
Ora chi torna a varcare la soglia dello spazio vicino a Punta della Dogana non potrà dissimulare lo stupore: lo sguardo che si presenta è quello che vedete nella foto, un discutibilissimo “assemblage” di dipinti esteticamente molto affini, che al primo impatto fa pensare più ad una show room o ad un magazzino, che ad un museo…

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  • Antonio Micciché

    Non sono d’accordo!
    non ho ancora visto il nuovo allestimento, ma di sicuro la prima versione non funzionava per niente!
    Le guide meccaniche proponevano un giocho da bambino e s’inceppavano continuamente.
    C’è anche da dire che lo spazio è molto difficile da gestire, cioè starebbe meglio vuoto per quanto è bello. E’ il contenitore che prevale.
    Forse la soluzione potrebbe essere quella di esporre di volta in volta, una singola opera di Vedova, potrebbe acquistare più forza e imprimere nuovo carattere allo spazio.
    Ma è soltanto la prima cosa che mi è venuta in mente, magari mi sbaglio.
    Comuncque dalla foto che vedo, condivido anche il parere di chi ha scritto.
    Antonio Micciché