E Roma rilancia. All’Accademia la protesta prende la forma dello sciopero (della fame)

Certamente l’allargamento delle proteste del popolo dei lavoratori e degli addetti alla Cultura ad altre aree del Paese – vedi Palermo – viene visto con favore, anche per il semplice effetto “megafono” che porta con sé. Ma Roma comunque non molla la presa, e riguadagna subito la primazia del movimento. Stavolta la eco del malcontento […]

Certamente l’allargamento delle proteste del popolo dei lavoratori e degli addetti alla Cultura ad altre aree del Paese – vedi Palermo – viene visto con favore, anche per il semplice effetto “megafono” che porta con sé. Ma Roma comunque non molla la presa, e riguadagna subito la primazia del movimento.
Stavolta la eco del malcontento giunge dalle parti di Piazza Ferro di Cavallo, dove è l’Accademia di Belle Arti ad aver aperto un nuovo fronte “di fuoco” nel clima di fermento che ha toccato nei giorni scorsi Teatro Valle e Macro. E ad aver introdotto la modalità nuova dello sciopero della fame, messo in atto già da tre giorni da studenti e i professori “per salvare le Accademie di Belle Arti dall’indifferenza, dalla sottovalutazione, dalla ghettizzazione”. Sul tavolo l’annosa questione della parità di condizioni, di prerogative e di possibilità rispetto alle università, e in generale la valorizzazione delle accademie come istituti di ricerca, sperimentazione e produzione artistica e culturale. Previsti diversi eventi in sostegno della protesta, con interventi di personaggi come Giovanni Albanese, Myriam Laplante, Gianni Piacentini, Ciriaco Campus.

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  • Marco Perciballi

    Sarà retorica, ma è assolutamente una vergogna che nella culla della cultura occidentale gli istituti deputati istituzionalmente a formare gli artisti delle prossime generazioni siano considerati alla stregua di campi giochi per disadattati.
    Non è certo un mistero: il motivodi questo menefreghismo della politica
    deriva dalla convinzione,del resto serpeggiante nel Paese, che le Accademie di Belle Arti siano frequentate da disgraziati e sbandati che non sanno cosa fare delle proprie vite.
    Non ho frequentato l’Accademia, ma credo nel suo ruolo e auspico una maggiore partecipazione da parte di artisti affermati, che facciano per così dire da “testimonial” e cassa di risonanza alla protesta.
    Se sinceramente crediamo che le Accademie possano tornare a diventare fucine di cultura, urliamo pù forte e sbattiamo di più i piedi per alzare pìiù polvere possibile…. sempre che vogliamo davvero farci sentire!|

  • Iride

    Non servirebbe a niente in questo paese chiamare gli artisti affermati a fare da testimonial a favore di queste proteste, per il semplice motivo che come hai detto tu stesso rimane la convinzione che le Accademie di Belle Arti e tutto ciò che insegna e produce cultura è considerato di serie C e quindi viene declassato. Questo non accade certamente negli altri paesi !.

  • Dionigi Mattia Gagliardi

    Grazie Marco,
    vi invito a firmare la petizione che e a partecipare alle iniziative serali che stiamo organizzando da domenica 3 luglio
    tutti gli aggiornamenti li trovate
    trovate su http://www.cnsrua.hostzi.com

  • Dionigi Mattia Gagliardi

    ops!

    Grazie Marco,
    vi invito a firmare la petizione e a partecipare alle iniziative serali che stiamo organizzando.
    Vi aspettiamo da domenica 3 luglio in piazza Ferro di Cavallo a Roma

    tutti gli aggiornamenti li trovate su http://www.cnsrua.hostzi.com

  • eko

    non credete che “togliersi” il pane dalla bocca (quel poco che c’è) tolga le energie che invece potrebbero essere impiegate per andare a riprendersi il maltolto da coloro che guadagnano fior di milioni per “governare” e reprimere il malcontento generale e fare intrallazzi su intrallazzi alla faccia nostra?

    • hm

      in effetti ricorda un po’ i fintissimi scioperi della fame di pannella .