È ottima, la Qualità Italia in architettura in mostra al Maxxi. Peccato che i progetti rimangano soltanto sulla carta…

L’Italia è il Paese dei buoni propositi, delle belle parole. Ma soprattutto delle aspettative disattese. In Architettura, poi, l’argomento è quanto mai attuale. Succede che, nel 2007, Sensi Contemporanei – programma promosso nel 2004 dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica – lanci, con ottimismo, il progetto Qualità Italia. Progetti per la qualità […]

Centro culturale a Olivadi (CZ)

L’Italia è il Paese dei buoni propositi, delle belle parole. Ma soprattutto delle aspettative disattese. In Architettura, poi, l’argomento è quanto mai attuale. Succede che, nel 2007, Sensi Contemporanei – programma promosso nel 2004 dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica – lanci, con ottimismo, il progetto Qualità Italia. Progetti per la qualità dell’architettura. L’iniziativa viene subito accolta con grande consenso e il motivo è comprensibile. Finalmente un impegno del Pubblico nella promozione dei concorsi di Architettura come importante strumento meritocratico di trasparenza per realizzare opere pubbliche di qualità.
In tre anni – grazie a un finanziamento di 100mila euro per le spese di ogni concorso – sono stati banditi e “conclusi” 12 concorsi internazionali, con la presentazione di 315 progetti e con oltre 1500 progettisti coinvolti. A testimonianza di ciò, la mostra Architettura in con/corso. L’esperimento di Qualità Italia che, fino al 10 luglio, è visitabile nella Sala Carlo Scarpa del MAXXI di Roma.
Fin qui tutto apparentemente bene. Grande merito all’iniziativa che, senza dubbio, ha dato spazio e ha premiato progetti spesso di qualità in aree geografiche non avvezze a tale procedura – basti pensare ai piccoli comuni coinvolti come Olivadi, Quartu S. Elena, Montesilvano, Rione in Volture e Magliano dei Marsi. Ma quali sono, in termini pratici, i risultati? Qualità Italia prevedeva, infatti, che  per ogni concorso ci fosse l’obbligo di incarico ai vincitori. In fondo il fine ultimo di ogni gara è l’arrivo, la realizzazione del manufatto architettonico così come presentato in fase di concorso. Ad oggi, tra i 12 progetti vincitori, solo uno è in fase di cantiere, quello dello studio A+C architetti per il comune di Olivadi (Cz). Purtroppo fermo a neanche la metà dei lavori…

Zaira Magliozzi

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Zaira Magliozzi
Architetto, architecture editor e critico. Dalla sua nascita, fino a Marzo 2015, è stata responsabile della sezione Architettura di Artribune. Managing editor del magazine di design e architettura Livingroome. Corrispondente italiana per la rivista europea di architettura A10. Dal 2006 cura la rubrica “Corrispondenze” nella rivista presS/Tletter. Pr e project manager di progetti dedicati alla comunicazione del design e dell’architettura per l’agenzia di comunicazione SignDesign. Ha scritto per The Architectural Review, L’Arca, Il Giornale dell’Architettura, Il Gambero Rosso, Compasses, Ulisse e Quaderno di Comunicazione. Membro del Consiglio direttivo di IN/ARCH Lazio. Dal 2009 fa parte del laboratorio presS/Tfactory, legato all’AIAC - Associazione Italiana di Architettura e Critica - per l’organizzazione di eventi, workshop, concorsi, corsi, mostre e altre iniziative culturali legate al mondo dell’architettura.
  • Daniele Podda

    Sembrava facile; vinci un concorso e realizzi il progetto. Gran peccato perchè l’iniziativa era davvero valida (in un altro paese) e la mostra, se fossi uno dei vincitori mi parrebbe beffa del tipo “menzione speciale per..”