E alla fine Umberto Croppi (ri)scende in campo. Al via a Roma l’associazione culturale Una Città

Anche dopo le dimissioni da assessore alla cultura del Comune di Roma, non ha mai perso la presa sulla vita sociale e culturale della città, dimostrando – con interventi e prese di posizione chiare e decise – che la passione e l’impegno profusi nel suo mandato prescindevano dalla mera esecuzione di un mandato. Ora Umberto […]

Anche dopo le dimissioni da assessore alla cultura del Comune di Roma, non ha mai perso la presa sulla vita sociale e culturale della città, dimostrando – con interventi e prese di posizione chiare e decise – che la passione e l’impegno profusi nel suo mandato prescindevano dalla mera esecuzione di un mandato.
Ora Umberto Croppi vara ufficialmente la più volte annunciata associazione culturale Una Città, con un convegno sul tema Per una città intelligente in programma presso la sala Angiolillo di Palazzo Wedekind, in Piazza Colonna, nel corso del quale sarà distribuito il Manifesto per una città intelligente.
Sono quattordici i soci fondatori che, con Croppi, hanno dato vita all’associazione; tra loro anche il consigliere provinciale del Pd Giuseppe Lobefaro, a sottolineare la novità di un’iniziativa non identificabile in alcuna appartenenza partitica.
Al dibattito inaugurale, coordinato dal direttore de Il Tempo Mario Sechi, parteciperanno – insieme al Presidente dell’associazione Umberto Croppi – Stefano Boeri, Serhan Ada (Direttore del Cultural Management Program della Bilgi University di Istanbul), Paola Ciaurro (Presidente della Commissione Controllo e Garanzia del Comune di Terni). Previsti anche gli interventi, come discussants, di Carlo Infante, Michele Trimarchi e Francesco Garofalo.

Mercoledì 8 giugno 2011 – ore 18.00
Piazza Colonna – Roma
www.unacitta.net

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  • Max Livadia

    Tutte belle intenzioni….lascia un pò freddini una iniziativa cosi roboante promossa da un (ex) assessore che difendeva l’occupazione con tende, ombrelloni di plastica e bagni chimici di luoghi che il mondi ci invidia? Per non parlare del suo faccione su decine di manifesti abusivi in giro per Roma appiccicati sulle cabine telefoniche e sui cassonetti? Insomma…..ma di quale città intelligente si parla?

  • Si parla di strategie di sviluppo, dinamiche organizzative sofisticate, relazioni internazionali. Si parla di scelte legate alle COMPETENZE, come negli altri Paesi evoluti, di criteri di selezione che passano dai risultati ottenuti o dagli alti potenziali in campo, si parla di capacità di analisi prima della sintesi….

    Insomma si parla di cose di cui a Roma non si è MAI parlato. Mai, in senso assoluto, almeno dal punto di vista delle azioni concrete. Perché proprio sfugge la sostanza di questi slogan, sfuggono le best practices reali.

    Aiutateci ad uscire dalle paludi dell’ignoranza al potere.

    FC

  • Fabrizio Spinella

    Pur troppo sono svanite a Roma la mondanità e la cultura, legate entrambe dal genio creativo e dal buon vivere. Sono rimaste le appendici modaiole, al rimorchio di parties dove si sfoggiano le vanità e si esibisce l’effimero tra una tartina e una pasterella, in nome della presenza che non è più sfida, a nessuna convenzione, a nessun rito. Che Croppi pensi di poter proporre un modello o più modelli di “citta intelligente”, è pio desiderio che comunque gli fa onore. Ma è tardi, la città è stonata, e l’intelligenza pure, in una trenodia spacciata per inno alla gioia di vivere. Dovrebbe apparire un novello Nerone, per far ardere la città dei ministeri e della porchetta, del silicone e dello sbafo, della mazzetta e delle millanterie, la città della cartapesta politica e ministeriale che i leghisti incoscientemente vorrebbero in parte trasferita a Milano. I tempi sono questi e nessun trauma può mutarne il clima, figuriamoci un’associazione che servirà a farsi vedere, aparlare del più e del meno, a fingere di contare in una capitale i cui quotidiani sono così noiosi da rispecchiarla perfettamente.