Domenicale, ritorno al passato per l’inserto culturale del Sole 24 Ore

Lo aveva annunciato già la scorsa domenica, il neodirettore del Domenicale de Il Sole 24 Ore: il futuro è il passato, quindi si abbandona il comodo formato tabloid per tornare a quello disagevole del quotidiano. E all’interno: nessuna variazione sostanziale. Insomma, per ora il guizzo di Armando Massarenti si fa attendere, fra un report di Angela Vettese […]

Lo aveva annunciato già la scorsa domenica, il neodirettore del Domenicale de Il Sole 24 Ore: il futuro è il passato, quindi si abbandona il comodo formato tabloid per tornare a quello disagevole del quotidiano. E all’interno: nessuna variazione sostanziale. Insomma, per ora il guizzo di Armando Massarenti si fa attendere, fra un report di Angela Vettese from Basilea e una riflessione “scolastica” di Salvatore Settis.
In realtà il passo indietro – che non riguarderà soltanto il recupero del formato “lenzuolo” – si innesta in un ritorno all’ordine che il direttore del Sole24Ore ha imposto fin dal suo insediamento ad inizio primavera: “voglio portare il Sole a quel che era venti anni fa”, ha dichiarato. Contento lui…

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  • Meno male, il Domenicale del Sole 24 Ore è una delle cose più belle nel panorama giornalistico italiano, ridurlo in quella maniera era stata una vera delusione, un plauso al nuovo direttore.

    • annalisa scillitani

      “ridurlo in quella maniera” lo aveva reso finalmente leggibile !
      Ora è di nuovo una lotta. . . :-(

  • Corrado Mauri

    Sono ben più di trent’anni che leggo, puntualmente, l’inserto culturale del Sole 24 ore (regolarmente prenotato presso il mio giornalaio), e la scelta del formato piccolo è stata decisamente comoda, sia leggendolo alla scrivania o in poltrona, ma soprattutto, nella mezz’ora che trascorro in treno, da Cesano Maderno a Milano. Sono un fiero sostenitore degli straordinari valori del passato, come storico dell’Arte amo svisceratamente il Rinascimento, ma non credo che il riferimento al passato valga per i vantaggi che la praticità “moderna” a volte offre, come quella, appunto, di un semplice formato più pratico. Auspico che il nuovo Direttore ci ripensi seriemente.

  • Giorgio

    …dal 1996 che raccolgo e colleziono l’inserto della domenica…poi lo faccio rilegare in comodi “libroni”…questi cambi mi hanno innervosito…il comodo formato tabloid era molto più maneggevole, si leggeve e si conservava meglio!!!! Anche io mi auspico che il nuovo Direttore ci ripensi seriemente.

  • raffaele savarese

    il vero problema sono sempre i contenuti e ,a mio avviso, il domenicale era divenuto sottomesso alle finanziarie dell’arte cose ben diverse dalla cultura. Spero che al di là del formato (Il tabloid è molto utile per le quotazioni finanziarie) ci sia un ritorno all’informazione culturale nel ricordo che se i beni culturali non fanno parte della cultura della nazione (tutta) saranno inevitabilmente svenduti o distrutti.