Distretti torinesi. Sabato la terza edizione della Lov Night, la notte di Borgo Vanchiglia

Per chi non mastica troppo di toponomastica sabauda: spalle al Po, alla Gran Madre; di fronte a sé, l’immensa piazza Vittorio. A sinistra si apre Borgo Nuovo, quell’intreccio ordinato e alto borghese di vie che sono da sempre il cuore del sistema galleristico torinese. A destra, invece dopo pochi passi si è dentro Borgo Vanchiglia, […]

La Fetta di Polenta, uno dei simboli di Borgo Vanchiglia (foto Fabrizia Di Rovasenda, © Museo Torino)

Per chi non mastica troppo di toponomastica sabauda: spalle al Po, alla Gran Madre; di fronte a sé, l’immensa piazza Vittorio. A sinistra si apre Borgo Nuovo, quell’intreccio ordinato e alto borghese di vie che sono da sempre il cuore del sistema galleristico torinese. A destra, invece dopo pochi passi si è dentro Borgo Vanchiglia, la cui connotazione originaria è nettamente popolar-operaia.
Complice la vicinanza di Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell’Università, negli anni il penchant creativo s’è andato acuendo. E così sono arrivate anche le gallerie, dallo storico Franco Masoero a Sonia Rosso, fino a Franco Noero, che ha aperto lì ben quattro sedi (la Fetta di Polenta, gli uffici poco distanti, e gli spazi project in piazza Santa Giulia), e arrivando alle new entry come Raffaella De Chirico o all’unica galleria di design della città, tomdesign. E naturalmente gli studi – di architettura, design, e quelli degli artisti (fra i tanti: Maura Banfo, Francesco Sena, Laura Ambrosi) – e il recentissimo Santa Giulia Art & Wine Residence, senza contare Casa Sonica.
Insomma, un bel distretto. Il quale ha ben consapevolezza di sé; una consapevolezza che si esprime nel LOV Vanchiglia Open Lab, un “creativity network” che il prossimo sabato promuove la terza edizione della Lov Night. Con tanto di diretta e live streaming di Radio Flash.

– Marco Enrico Giacomelli

CONDIVIDI
Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.