Da quando c’è in giro una cosa che si chiama ‘Biennale di Sgarbi’, dire di sì ad una mostra è diventata una notizia

Una notizia al punto che un quotidiano nazionale, come Il Giornale, pubblica oggi una missiva proveniente dal fotografo Guido Fabrizi (ma sul cartaceo c’è un errore e Fabrizi diventa Fabrizio) dove il giovane, invitato da Vittorio Sgarbi alla tappa laziale del Padiglione Italia, prevista in Palazzo Venezia, spiega perché ha detto sì alla mostra e […]

Guido Fabrizi

Una notizia al punto che un quotidiano nazionale, come Il Giornale, pubblica oggi una missiva proveniente dal fotografo Guido Fabrizi (ma sul cartaceo c’è un errore e Fabrizi diventa Fabrizio) dove il giovane, invitato da Vittorio Sgarbi alla tappa laziale del Padiglione Italia, prevista in Palazzo Venezia, spiega perché ha detto sì alla mostra e perché, per questo, non vuole essere ghettizzato. E che, anzi, ritiene di avere avuto altrettanto coraggio di coloro che hanno fatto mancare la loro presenza. Tra argomentazioni un filino sgangherate e alcune excusatio assolutamente non petite (“il mio sì non c’entra nulla con la politica”… Ah, e chi te l’ha chiesto!?), Fabrizi forse proprio all’inizio spiega il motivo per cui piglia abbastanza a cuor leggero la partecipazione ad una mostra controversa e potenzialmente dannosa per il curriculum di un artista. In primis perché non è un artista (è un fotografo puro e dunque vive meno il rischio di sputtanarsi), in secundis perché forse non è neppure un professionista, dichiarando di lavorare gratis e senza alcun guadagno. Insomma, lasciamo spazio ai commenti che è meglio va là…

Qui il pdf della pagina de Il Giornale
www.guidofabrizi.com

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  • eric

    avete già detto…appunto, non è un professionista!!!
    le ballerine di quinta fila sognano la prima. sempre. per cui quale migliore occasione!

    • orlando

      se un povero ignorante, tu sicuramente addetto alle pulizie del proscenio…: quindi neanche ballerina di quarta fila , ma semplice spazzino livoroso. VERGOGNATI!!!!

  • Guido

    Effettivamente non è una notizia dire di sì ad una mostra, non lo dovrebbe essere, perché partecipare o meno ad un qualsiasi evento dovrebbe rientrare nella libertà individuale.
    Dal momento che qualcuno dice un “no” connotandolo politicamente, il mio “sì” prende automaticamente la distanza dalla polemica politica.
    Come al solito si cade sulle considerazioni personali strampalate, quasi nel pettegolezzo, giudicando le realtà senza conoscerle, e magari andando a curiosare in un vecchio sito del 2007 alla deriva.
    Ma cosa ne potete sapere voi se sono un artista o un fotografo puro, solo sulla base di quello che vedete su internet?
    Posso dirvi che ho lavorato per FMR, e per 12 anni per l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, realizzando campagne fotografiche d’arte in tutta Europa per la Prof. A.M. Romanini, a suo tempo Consulente del Presidente della Repubblica per i Beni Artistici del Quirinale. Successivamente ho avuto per diversi anni collaborazioni con agenzie pubblicitarie multinazionali per poi affrontare una svolta personale.
    Se proprio volete mettermi all’angolo, come fa un branco con la sua preda, devo comunicarvi (e non ditemi poi di non avermelo chiesto!) che il mio primo lavoro è stato un libro sui mosaici di San Marco a Venezia edito da Fabbri per Enel nel 1990.
    Speculare sulla crisi economica e sul mio attuale impegno nei confronti del no-profit, con collaborazioni con Amnesty International,WWF, Telefono Azzurro e altri, mi sembra di grande ignoranza e cattivo gusto.
    Potrei darvi altre delucidazioni sulla mia realtà professionale, ma non reputo sia giusto concedermi ulteriormente al vostro pasto.
    Roberto Saviano durante “Vieni via con me” ha affermato che questo è uno strano Paese dove imperversa l’invidia anche sulle piccole cose….. Aveva ragione!
    Oltretutto, avete pubblicato l’immagine incompleta rispetto a quella esposta a Palazzo Venezia. Amabilmente ve ne concedo una copia.
    Spero che questo mio commento venga pubblicato nella sua forma integrale.
    Guido Fabrizi

    • D’accordo, credo che ciascuno abbia il diritto di partecipare a quel che gli pare… e trovo supersquallidi quelli che criticano le scelte altrui. Pensino per sè, invece di prendersela perchè altri hanno la mente più aperta e si preoccupano meno di seguire l’onda, inchinandosi al potere, politico o culturale che sia.

  • Redazione

    Non vogliamo assolutamente attaccarti personalmente, lasciam perdere questo vittimismo. Non ce la pigliamo con te, ce la pigliamo un po’, però, con la tua lettera. E sei tu stesso, non il tuo sito personale (se lo lasci alla deriva è cosa piuttosto grave, tra l’altro), a dichiarare nella lettera di lavorare da hobbista e non da professionista. E’ quello che tu hai scritto e che è stato pubblicato, e quello abbiamo commentato.

    • guido

      No, non è corretto. Dico che in un momento di crisi economica per amore della fotografia ho fatto anche lavori paralleli per mantenermi. Il mio impegno nei confronti del no-profit fa parte di un mio preciso percorso . Non amo improvvisarmi. Watzlawick, lacan, Ferdinand de Saussure e molti altri sono le mie basi per elaborare comunicazione sociale. Possibile che sia così inconcepibile fare una campagna no-profit per Amnesty, mantenendosi in un periodo difficile facendo il muratore? Siamo così ottusi? Senza considerare che se andate a vedere bene nelle biografie di grandi figure questa è cosa non rara. Il mio sito denota quello che ho fatto fino al 2007 la mia vita connota quello su cui sto lavorando ora e che francamente non me ne può fregare di meno di mettere in “rete” .
      Guido

      • stefania

        caro Guido

        ho visto il tuo sito e mi sono piaciute molto le tue foto fatte in metropolitana, mi è capitato spesso quest’anno di viaggiare in metro e molto spesso ho pensato di fissare quelle immagini.

        Ho provato molto piacere nel vedere che tu le abbia fatto.

        grazie mille Stefania

  • … No, non volete assolutamente attaccarlo!!! Ma quanto è diverso il vostro tono ed il vostro piglio nel “presentare” (in realtà citandola solo senza pubblicarla come avvenne nei casi inversi) la lettera di Guido rispetto al tono e piglio pomposo ed accorato da “chiamata all’adunata nazionale” con cui avete presentato e commentato le varie lettere del NO, senza mai avanzare il benché minimo dubbio sulla bontà e sincerità delle motivazioni (tipo quello che diceva NO perchè esponeva con ABO in una collaterale ecc.ecc.) o sulla “personalità” e curriculum professionale degli autori.
    Credete veramente che tutti i vostri lettori siano “bufali”, come si dice dalle mie parti?
    Guido ha piena ragione e voi, giorno dopo giorno, sull’argomento, dimostrate solo di essere faziosi. Avrete i vostri buoni motivi ma l’informazione che date ne soffre e anche se i commenti salgono e vi danno “status” per vendere pubblicità, alla fin, fine Artribune ne soffre.

    • hm

      alla fine sfottevano anche chi diceva no (per un fatto di allineamento con i commenti forse), ma cosa vuoi farci, è evidente che si adeguino ossequiosamente al parere POLITIco del new york times . l’importante è non sviluppare un pensiero proprio e adeguarsi . new york = ciò che è giusto . lady gayga = la vera madonna scesa sulla terra .

  • Sussi e Biribissi

    Spett.le redazione di Art Tribune, … siete squallidissimi !!

  • Barbara

    Il curriculum del Signor Fabrizi mi sembra assolutamente quello di un professionista. Magari, prima di scrivere un articolo di questo tenore, DOCUMENTATEVI!

  • Massimo Giacon

    ma siete ancora a farvi le pippe su chi partecipa e chi no alla Biennale di Sgarbi? Pensavo fosse finita ormai, visto che i non esaltanti risultati della Biennale della Curiger avevano piallato ogni giudizio critico. Per carità, il Padiglione Italia all’Arsenale è veramente un gran bazaar, ma alcuni padiglioni regionali (per esempio quello della Sardegna), sono interessanti, e dignitosi. Questo naturalmente indipendentemente da Sgarbi, che per i Padiglioni Regionali non sta facendo niente (il che è anche un bene), se non farsi vedere alle inaugurazioni (e nemmeno a tutte). Essere o non essere presente alla Biennale di Sgarbi è una scelta personale, ed egualmente condivisibile. Ognuno ha le sue buone ragioni, ognuno trova i suoi alibi, ognuno sceglie come e con che modalità essere presente. In questa deriva culturale che riflette la deriva del paese diciamo che ogni artista è costretto a far da sè nella zattera della Medusa. Se partecipi vieni deriso, se non partecipi vieni accusato di averlo fatto per calcolo. Io lascerei a questo punto che parlasse il lavoro di ogni singolo artista: per esempio, Guido Fabrizi è un fotografo interessante oppure no? Ah dimenticavo, in questo minestrone il lavoro degli artisti non conta un piffero.

  • Cristiana Curti

    Presentato come un giovane alle prime armi che espone per amor di visibilità, si scopre (con il suo intervento e non per approfondimento della redazione) che è persona di caratura sia professionale che etica (mi riferisco alle campagne gratuite a favore di enti umanitari no-profit) e che calca la scena lavorativa da oltre vent’anni (sono felice di sapere che anch’io sono ancora “giovane” per Artribune, non immaginavo!).
    Alle giuste rimostranze del protagonista di una notizia mal concepita, la replica è peggio del peggio: ci basiamo sulla sua lettera inviata al Giornale e su quello che è scritto nel suo sito, se è vecchio non è colpa nostra. Ma è colpa vostra se una testata che si occupa d’arte non conosce il minimo indispensabile del curriculum di Guido Fabrizi e si forma alla consueta approssimativa videata sul web.
    Sebbene, anche solo fermandosi a quella, e all’occhio anche meno esperto, pare chiaro che tutto è il signor Fabrizi tranne che un fotografo dilettante.

    Chi conosce il mondo ristretto (grazie al cielo) della fotografia sa che non si scherza con la professione, e i fotografi “puri” (alla Fontana, per fare un nome noto a tutti) preferiscono non essere assimilati agli artisti che utilizzano, anche eccellentemente, il mezzo fotografico per esprimersi (alla Serrano, per fare un altro nome noto a tutti). Ciò è sacrosanto e non snobistico, perché indica un preciso corso professionale e anche un ambito differente di pubblico, mercato e fortuna.

    Il più grande sbaglio di questo Padiglione Italia in laguna e diffuso è costituito dagli inevitabili (e per me pianificati) strascichi polemici che coinvolgendo centinaia di persone stanno lacerando in modo puerile e deleterio, ma purtroppo profondo, il mondo già dimezzato dai tagli economici e dal provincialismo della nostra cultura. Davvero l’ultima cosa di cui avevamo bisogno.
    Basta, per favore.

  • orlando

    è veramente ora cara redazione che la smettiate di diffamare inpunemente cio’ che non vi aggrada, chi vi scrive era uno che vi ammirava per il vostro lavoro, che purtroppo state compromettendo all’inverosimile…, e tutto per esservi posti dalla parte dei polemici ad ogni costo, ma con un quid negativo in piu’, poiche essendo voi una pubblica voce..dovreste essere piu’ strateghi e cauti nell’esprimervi cosi velenosamente nei confronti di un IDEA che dopo 40 e passa anni, nessuno l’aveva avuta o se l’aveva avuta era stata soffocata dal volere delle lobby. Posso comprendere che sono le lobby che vi faranno mangiare…., ma non ci scommetterei piu’ di tanto…, perchè molti che vi leggono sono vostri clienti e anche loro/noi se cio’ non vi disturba stiamo collaborando alla vostra esistenza. Cercate dunque di avere piu’ rispetto per i professionisti e ce ne sono che hanno accettato senza troppi lamentus da 5a elementare di partecipare alla Biennale Padiglione Italia. FINITELA UNA BUONA VOLTA…!!!

  • hm

    non ho capito prima la redazione si mette a sfottere chi dice no alla biennale e ora chi dice sì? ma allora è vero che i giornalisti sono una razza inferiore . delle banderuole al vento .

  • Cara Redazione (mi permetto di scriverti e di trattarti come se tu fossi un’unica “persona”) e’ perfettamente chiaro e lo e’ stato fin dall’inizio di questa “storia,” che tu sei contraria, non solo al “personaggio” Sgarbi ed al suo “Padiglione Italia”, ma alla stessa idea che (mal realizzata per molti diversi motivi, ne siamo tutti convinti) ne e’ alla base. E’ noto a te, come lo e’ a chi cerca di “essere” informato su quanto accade, che si dice e che si pensa, nel piccolo mondo dell’arte contemporanea che, pur prevalendo in esso, la corrente di pensiero alla quale tu appartieni, esiste una diveresa corrente che invece apprezza tale idea (anzi piu’ d’una perhce’ diversi sono i motivi per i quali tale idea viene apprezzata).
    Premesso che ritengo sarebbe forse meglio lasciare un po’ “depositare” l’argomento e rinviare un suo esame piu’ approfondito a tempi piu’ “maturi” per delle valutazioni e delle elaborazioni basate non sulla “contingenza” ma sulla riflessione, se invece tu ritieni di continuare a “tener caldo” il discorso su ed “attorno” al Padiglione Italia, non credi che sarebbe opportuno, per la tua credibilita’ e per la professionalita’ che certamente hai, non fare “informazione” a senso unico e soprattuto, visto che anche se le scegli almeno non te le inventi, presentare le notizie con meno “spirito di parte” e piu’ equilibrio? Io credo che gioverebbe grandemente, sia alla tua autorevolezza che ad una piu’ alta qualita’ (che ora e’ spesso piuttosto bassina) del “dibattito” che vien portato avanti nei commenti. Con stima e simpatia.

  • Redazione

    Alle volte nella foga di scrivere commenti, si rischia di coprirsi non vogliamo dire di ridicolo, ma per lo meno un poco di melenso.

    Praticamente noi sul Padiglione Italia non possiamo avere una linea editoriale, ora si scopre! Dobbiamo comportarci come l’Ansa. Non possiamo essere di parte (ma poi di parte de che, che abbiamo pubblicato letture di ogni colore!).

    Insomma è come se un lettore del Fatto Quotidiano andasse alla redazione e gli scrivesse (o meglio, commentasse sul sito, che fa più visibilità) chiedendo un po’ più di obbiettività. Okkay una notiza contro il Berlusca, ma anche una a favore. Meno “spirito di parte” e più “equilibrio”, caro Marco Travaglio. Lo faresti, caro Gerini, o ti sentiresti fondamentalmente ridicolo?

    E faresti lo stesso bussando alla porta de Il Giornale o di Libero o di Repubblica o di qualsivoglia altra testata del nostro paese che, ovviamente, sui singoli argomenti, ha la sua linea editoriale e la persegue? Veramente si fatica a capire.

    Riguardo ai commenti eliminati, la Redazione non è nelle condizioni -per questioni giudiziarie e legali che potremmo chiarire a chiunque ci scriverà una mail- di accettare commenti riguardanti aziende con le quali sono in corso cause e querele. Vi pare così strano eh? Ma da quale pianeta siete appena sbarcati?

  • LorenzoMarras

    dai Artribune , dateci finalmente un taglio a questa storia dei SI e NO alle biennali regionali perche’ rischiate anche Voi di fare una pessima figura.

  • Cara Redazione, io di “foga” di commentare ne ho abbastanza poca, miei commenti non sono certo frequenti come quelli di tanti altri, e non vi ho affatto detto di fare come l’Ansa o di non avere una vostra linea, ci mancherebbe altro!! Quello che ho detto e’ “informazione meno a senso unico” e con meno “spirito di parte” (quest’ultima locuzione l’ho usata per evitar di dire “faziosa”) poi liberissimi di ispirarvi al giornalismo alla Travaglio, ad “esempi” come Repubblica o il Giornale, personalmente preferisco Indro Montanelli (mi dispiace ma non ne trovo uno vivente a cui consiglierei un giovane giornalista di tentar di assomigliare) ed il Corriere della Sera (poi, se no, devo andare all’estero per citarvi altri esempi che ritengo validi).
    Quel che intendevo e son certo che lo avete compreso benissimo, e’ che mi pare, con tutto quel che succede nel mondo dell’arte, “perdere del tempo in una crociata faziosa” pubblicare, praticamente ogni giorno, una, due, tre notizie che siano di attacco o che possano essere presentate (come quella qui sopra che per natura sua non lo e’ affatto) come attacco al “Padiglione Italia”. Mi pare che avreste dovuto, oltre che gettar ridicolo sul “Padiglione Italia” analizzare e criticare (ferocemente se cosi’ ritenete) anche l’idea che ne sta’ alla base, che e’ certamente piu’ interessante da discutere che non la realizzazione frettolosa ed approsimata che ne e’ stata fatta. Mi pare che nell’urgenza di dire tutto il male possibile del Padiglione Italia abbiate dimenticato che sono presenti in esso anche artisti con la A maiuscola e che, anche tra i lavori dei “meno noti”, alcuni (non pochissimi) sono interessanti e meritevoli di attenzione . Non e’ informazione questa? O informazione e’ solo “dare addosso” allo Sgarbi di turno? A me pare cosi’, ma magari sbaglio.
    Per finire con il caso di “censura” non mi pare affatto strano che non possiate pubblicare “notizie” che riguardano aziende con le quali avete pendenti azioni legali (io sbarco da un pianeta, anche se ne sono ora anni luce lontano, sul quale, queste vicende erano l’oggetto della mia professione) ma nel mio post era puramente “citato” il nome di quella azienda senza indicare ne’ fatti, ne’ notizie, ne’ commenti e mi pare davvero, la vostra, un’osservanza delle “disposizioni” un po’ eccessiva, ma comunque comoda … ad ogni buon conto, d’ora in poi ricorrero’, se necessario a giri di parole ed eufemismi.

  • Redazione

    Grazie per la comprensione e per non dare seguito -anche indirettamente- a conversazioni che non possiamo ospitare qui (ma ci sono tanti altri posti, al mondo) e che ci costringono per la prima volta a cestinare i commenti (se ne sono arrivati fino ad oggi 5700 in tre mesi -!!!- e nulla è stato necessario espungere, forse il problema non è la vis censoria della redazione, cosa dice…).
    Riguardo invece al Padiglione Italia, quel che ci chiede di fare è corretto e infatti lo abbiamo fatto. Abbiamo dato voce a punti di vista diversissimi in queste ultime settimane, non siamo stati niente affatto faziosi. E anche se lo fossimo stati non sarebbe stato davvero un peccato.
    Davvero lei ritiene che gli scritti di Indro Montanelli mostrassero “equilibrio”? Anzi davvero lei ritiene l’equilibrio un valore in assoluto? Alle volte occorre proprio perdere l’equilibrio e non c’è nulla di sbagliato in questo quando le circostanze lo richiedono.

    La verità è che forse non è stato sufficientemente attento nel cogliere la varietà di contributi che abbiamo pubblicato sul Padiglione Italia. Non per essere equilibrati, ma per equilibrare le perdite di equilibrio che fanno sembre piacere e smuovono i cervelli.

    Nella fattispecie contestavamo la leggerezza di questo fotografo secondo cui tutti quelli che dicono “NO” lo fanno per motivi di mero schieramente politico o giù di lì. Cretinata, secondo noi, visto che alcuni pur avendo molto piacere a partecipare ad una mostra in più, hanno assoluta necessità di rispondere no per il dovere di tutelare il proprio curriculum e garantirsi la presenza a prossime mostre di qualità. Impellenza che Fabrizi non ha non facendo di mestiere l’artista visivo, ma il fotografo. E avendo dunque una prospettiva assai diversa.

    • Cara Redazione (io continuo, se permetti, ad usare il tu che mi pare piu’ proprio in questo ambito) spero che il tuo “(ma ci son tanti altri posti al mondo)” non sia un invito, a me in particolare, ad emigrare altrove. Personalmente e non ostante le critiche (che ritengo siano doverose da parte di chi vi segue con interesse), a me Artribune piace, l’ho seguita dal suo apparire con piacere ed interesse e la leggo ogni giorno… se non sono gradito, basta dirlo e mi comportero’ di conseguenza!
      Onestamente, non ostante che come ho detto vi legga ogni giorno, sul “Padiglione Italia” e dintorni non ho trovato tutto questo spazio che dite dato ad “altre campane”, a parte la citazione di Politi (che per altro andrebbe approfondita e chiarita). Ma per la verita’ forse ci sono state ben poche “campane” contrarie alla vostra (e sul perche’ io ho le mie idee che forse si possono intraveredere leggendo i miei non molti commenti0, quel che, a mio parere e’ mancato e’ l’informazione su quanto di buono nel Padiglione Italia c’e’ (parlo di artisti e di loro lavori) e una maggior attenzione sull’ “Idea” (torno a ripetere magari per criticarla severamente se lo ritenete, ma la critica e’ fatta di analisi non di battute e sintetiche affermazioni sprezzanti) e conseguente discussione su di essa : d’altro canto se non ponete il “tema”, la discussione, almeno qui, non si fara’ mai … per esemplificare date un’occhiata la commento di SerenoVeriabile che, la’ dove voi proponete il giochino del “chi ci vorreste al Padiglione Italia” la prossima volta?, suggerisce invece il giochino “Voi che cosa avreste fatto per realizzare bene l’idea “sgarbiana”?
      Di Montanelli, che ho avuto la fortuna di conoscere, apprezzavo soprattutto l’onesta’ intellettuale ed il rigore morale, quanto ad “equilibrio”, posso assicurarvi che era molto piu’ “equilibrato” di quanto non gli piacesse far apparire. L’equilibrio e’ un valore in se’ ma bisogna intendersi, nel giornalismo, per me, “equilibrio” non e’ “dare un colpo alla botte ed uno al cerchio” ma e’ non “forzare” le notizie, non tagliare da esse quanto non conviene alla propria tesi, non “forzarne” e suggerirne il significato a priori, con il “giochino” dei titoli “ad effetto” ma, comunque, questa e’ solo una mia personale opinione che puo’ anche essere assolutamente sbagliata. Detto questo, se i miei interventi non sono graditi, fatemelo sapere, la mia e-mail l’avete.
      Con simpatia

  • Bene, ora che conosco il motivo per il quale sono stati eliminati quattro miei post, ne prendo atto e rimed
    io subito. La notizia (se è una notizia) che qui si commenta è stata riportata, oggi, anche da altra pubblicazione on-line ma con ben altro garbo e spirito, vedere per credere! E ora vediamo se questo post viene eliminato!

  • LorenzoMarras

    Questo : “il dovere di tutelare il proprio curriculum e garantirsi la presenza a prossime mostre di qualita’” la trovo una considerazione, francamente spaventosa. Non so, discorriamo di Artisti o di manager ?
    mah se penso a che so, un De Dominicis che prima di fare un passo avesse meditato su cio’ che è opportuno o non lo è , cio’ che conviene o cio’ che non conviene, mi vengono i brividi.

    • Bravo Lorenzo e uno Schifano, Manzoni, Mertz, Boetti e tra i viventi Penone, Paolini, Ontani, Accardi, Salvo e tanti altri… ma se ci pensi un po’ li trovi piú facilmente nella generazione “pre-Politi&Co.” … un motivo ci sará non ti pare? E io che speravo che Artribune si scostasse almeno un po’ da questa via … che delusione!

  • Sussi e Biribissi

    Caro Guido Fabrizi, hai fatto benissimo a partecipare alla Biennale, e complimenti per la lettera che hai scritto. Bravo, tieni duro e vai avanti !! E voi di Art Tribune, … dategli un taglio, siete strazianti, pettegoli, acidi e rancidi come pochi.

  • orlando

    Io l’ho scritto…, State esagerando…, io sono un vostro lettore ma voi avete rispetto per chi vi segue…, per chi vi legge…???… o ve ne fregate???, perchè siete a questo punto degli ottusi…., parlate ancora con scherno…, citate il rispetto dei curriculum…, state dalla parte dei 3 che hanno detto no…, se volete rispettare le minoranze… va bene, ma non insistete più di tanto poichè esistono anche le maggioranze…, che a quanto pare vi invitano a smetterla…./.. poi fate come vi pare…, ognuno è libero di suicidarsi.

  • L’ARTE ITALIANA COME LA POLITICA.

    Ho deciso d’intraprendere una protesta formale nei confronti dell’arte contemporanea italiana, più precisamente nei confronti di chi stabilisce cosa abbia o non abbia un valore comunicativo…. Continua su:

    http://guidofabriziraccontibrevi.wordpress.com/mindset/