Nasce il Siena Art Institute. Alta formazione artistica grazie al mecenatismo di Paul Getty

Da quelle parti i tempi si misurano con una storia secolare, e tendenzialmente si preferisce stare lontani dai riflettori. Però se qualcuno pensava che Siena, con il tramonto del Centro d’arte delle Papesse e della sua breve coda come SMS, avesse tirato i remi in barca sul fronte del contemporaneo, si sbagliava di grosso. Una […]

Da quelle parti i tempi si misurano con una storia secolare, e tendenzialmente si preferisce stare lontani dai riflettori. Però se qualcuno pensava che Siena, con il tramonto del Centro d’arte delle Papesse e della sua breve coda come SMS, avesse tirato i remi in barca sul fronte del contemporaneo, si sbagliava di grosso. Una prima avvisaglia si è avuta con la nomina ad assessore alla cultura di Lucia Cresti, animatrice – fra l’altro – di Brick, rampante piattaforma di dibattito dedicata all’arte contemporanea.
Ora giunge la notizia che potrebbe invertire sostanzialmente il trend: a settembre la città saluterà l’apertura del Siena Art Institute, “polo di formazione di alto livello per studenti di tutto il mondo ma, più in generale, un contenitore d’arte contemporanea aperto a tutta la città”, come lo definisce la direttrice Miriam Grottanelli. E per dire una parola definitiva sulla qualità e le prospettive del progetto, basterà rivelare che ad idearlo e donarlo alla città fu nientemeno che Paul Getty III, membro – recentemente scomparso – di quella ricca famiglia che ha fatto del mecenatismo il proprio segno distintivo nel mondo. 400 metri quadri di aule e laboratori nel cuore di Siena, al piano terra del palazzo che per oltre un secolo ha ospitato lo storico istituto per l’educazione dei sordi Tommaso Pendola. Per uno spazio creativo di ispirazione e ricerca che nasce con l’obbiettivo di “fare dell’arte contemporanea un linguaggio capace di dialogare con la società, attraverso residenze artistiche, qualificate opportunità di formazione universitaria e post-universitaria, un ricco calendario di corsi e seminari aperti alla città”. Dal disegno alla pittura, dalla scrittura creativa ai media digitali, dalla fotografia al restauro di libri. Un hub di formazione che, auguriamocelo, potrebbe far tornar voglia a chi di dovere di rilanciare un’altra accademia, ad alto tasso di innovazione per gli anni in cui nacque, che rispondeva al nome di Arsnova. Nata nel 2000, questa accademia di arti multimediali ha visto negli ultimi anni scemare la sua attività fino a scomparire quasi del tutto. Il nuovo centro immaginato da Getty solleciterà anche queste realtà che si erano spente in anni di amministrazione non propriamente attenta alla cultura?
Presto Artribune tornerà a parlarvi approfonditamente del progetto Siena Art Institute. Intanto, tutto fermo fino a settembre? No, visto che sono già in corso le prime residenze artistiche, con un fitto programma di ospiti illustri, da Carla DuarteEllen Altfest, da Yvonne JacquetteJim Voorhies.

  • Finalmente una buona notizia, ce ne fossero di più mecenati veri che consentano agli artisti di qualificarsi e crescere, invece imperversano finti propagatori d’arte che, in cambio di un qualche obolo o tassa di partecipazione invitano chiunque a qualunque fantomatica esposizione d’arte o alla partecipazione/inserimento in qualche catalogo di pseudo arte, sono stufo è un vero schifo, sono arrabbiato marcio.

  • Mi congratulo per l’iniziativa che contribuirà alla Cultura e all’Arte. Lodovico Gierut critico d’arte

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